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Associazione a delinquere. Chiacchiere tra noi #5 : Quanto vendere corrisponde ad aver scritto un buon libro?


Buongiorno amici lettori!

Oggi io e Laura torniamo con le nostre chiacchierate!... No aspettate... qui qualcosa non torna! Associazione a delinquere?? Ma che abbiamo cambiato nome alla rubrica? Uh mamma... ma … siamo in tre!!! Eh si amici lettori da questo mese le chiacchierate acquistano ufficialmente un'altra chiacchierona con Salvia di Desperate Bookswife! La formula della rubrica non cambia, sceglieremo ogni mese un argomento e vi diremo la nostra, solo che ora saremo in tre... Che vi siete spaventati? Naaa, voi non avete mai sentito una nostra telefonata, lì c'è da aver paura!

L'argomento di questo mese è Quanto vendere corrisponda ad aver scritto un buon libro!


Uh che argomento che abbiamo pescato! E se non ricordo male l'ho pure scelto io!
Quanto corrisponde? Ahimè molto poco! Ne sono un esempio i libri aggiusticchiati e messi insieme che come autori hanno (solo di facciata spesso) personaggi famosi ma che di libri probabilmente non ne hanno letti manco uno. Sono venduti? Certo che lo sono, un nome famoso, un seguito per altri motivi, fans scatenati con a casa altarini del suddetto vip, case editrici che portano lo stesso vip in giro a firmare autografi ed ad abbracciar bambini che manco il Papa.. ammettiamolo, una spinta pubblicitaria del genere farebbe vendere pure le ricette di Nonna Papera scritte in latino! Ma questo non vuol dire che quel libro effettivamente meriti, certo i gusti son gusti, ma a volte sono storie senza storia, messe lì solo per la lacrimuccia di turno, magari non particolarmente originali o scritte un po' così. 
In realtà casi di libri un po' così che vendono tanto sono molteplici. Ci sono i “libri moda”, quelli che di solito hanno in copertina quei maledetti bolloni adesivi con scritto Best seller, o fascette che ne decantano lodi e qualità, copie vendute e premi fantasiosi. Ecco, una sola parola... Diffidate! Ma non perchè sicuramente sarà una schifezza, anche qui i gusti son gusti e nessuno può dire niente in merito, ma, ammettiamolo, non sempre questi “best seller” sono così Best... piacevoli? Ma si anche, ma il più delle volte non meritano i nostri 17 euro e passa! Almeno aspettate l'economica...
Poi ci sono loro, i secondi (o terzi...) libri di autori che con il loro libro di esordio hanno venduto un botto. Uh quante volte mi è capitato! A voi no? Amate tanto un libro che non appena il suo autore pubblica il tanto sudato secondo correte in libreria, scartate sulla destra per evitare la signora che compra il ricettario della Parodi, driblate la ragazza con in mano Gray (pregando dentro di voi che rinsavisca) e arrivate felice alla cassa, correte a casa e... Nooo, non è neanche la vaga ombra del primo! E nonostante questo già lo sapete, venderà copie su copie perchè il suo autore è uno da Best seller! 
Infine (ma giusto per essere sintetica perchè ce ne sono di casi) ci sono i libri super pubblicizzati, quelli che la Casa Editrice spinge e spinge (a volte dovrebbero spingerli fuori dalla porta), di cui vedete pubblicità su Facebook, Twitter, televisione, radio, cartelloni, aeroplanini, scotex da cucina, pure il vostro gatto si ritrova la pubblicità stampata sui croccantini! Anche questi sono libri che venderanno tanto, perchè, e sono la prima ad ammetterlo, la pubblicità è l'anima del commercio e la curiosità la bestia nera del lettore e quindi finiremo con acquistarlo. Ne varrà la pena? A volte si a volte no! E se questa volta tocca al no, non vi arrabbiate, ritentate la sorte sarete più fortunati!


Il pensiero di Laura La Libridinosa

Non corrisponde per niente. Ma che domande sono? Ci sono pile di libri belli che nessuno prende in considerazione; mentre, le librerie sono invase di caccolibri che vengono esaltati, i cui autori sono idolatrati e che vendono centina di migliaia di copie.
Come ha detto Laura prima di me, sono molti i motivi per cui ciò accade: personaggi famosi (che ci mettono la faccia e nient’altro), autori conosciuti, pubblicità, Case Editrici che spingono, fascette allettanti (personalmente, non le guardo mai e quando compro un libro, le getto via!).
E poi, ovviamente, ci sono i tranelli: titoli allettanti, copertine meravigliose e, infine, loro... le sinossi. Oh, come traggono in inganno le sinossi, nessuno mai! 
Chi mi segue conosce benissimo la mia personale battaglia nei confronti delle sinossi e di chi le scrive. Perché spesso sono proprio loro che traggono in inganno lettori assidui e non: una trama interessante, una bella copertina, una fascetta giusta ed ecco che quel libro venderà centinaia di copie. Copie che, spesso, finiranno sotto le gambe dei tavoli!
Bene, penso che il mio pensiero sia chiaro: un libro che vende non è sempre un buon libro. E adesso, mentre io metto sul fuoco il bollitore per il tè, passo la parola all’intrusa a Salvia!



Quando compriamo un libro, lo facciamo per il nome dell’autore, perché sulla fascetta viene riportato il numero delle mille-mila copie vendute o perché ce lo ha consigliato qualcuno?
Io spesso lo faccio per la copertina, mi innamoro e il gioco è fatto, fragrandomene della critica e di tutto il resto. Alcune volte mia madre si infatua della sinossi, che poi si rivela una fregatura, perché riporta la storia di Tizio e Caio e poi i protagonisti magari sono Semprogno e Verezio. Ma ormai il libro è belle che comprato.
Ma tutto ciò che attinenza può avere con l’aver scritto un buon libro? Ecco, siamo arrivati al punto: se c’è alla base un buon team il gioco è fatto. Basta un grafico con i contro beeeeeep, un titolo accattivante, una sinossi che incuta curiosità e per finire un buon pubblicitario. Se poi l’autore è già un pochino conosciuto quel libro farà il botto. Ma davvero è un BUON ROMANZO? Purtroppo per esperienza ho paura delle fascette, scappo come se avessero la rogna (Mimma non me ne voglia), gli butto addosso l’acqua santa e per finire recito un Ave Maria. Spesso un buon libro è celato, non si vuole far trovare, la cover è magari anonima e l’autore non per forza ha scalato le classifiche mondiali. Mi piace ricercare libri così, e poi iniziare a pubblicizzarli come se non ci fosse un domani. 
Non dico che i libri da un milione di copie siano malvagi, ma questo non vuol dire che siano tutti capolavori, spesso tra loro si nascondono grandi delusioni.

Alla prossima



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