sabato 21 luglio 2018

Recensione: Aglio, olio e assassino - Pino Imperatore

Buongiorno lettori,
saluti dalla bella Romagna che in questi giorni è un forno!! Seriamente, come fa la gente a stare al sole a rosolarsi con queste temperature? E' una cosa che non capirò mai.
Tra un turno e l'altro, sono riuscita a leggere Aglio, olio e assassino di Pino Imperatore, ed ecco la mia recensione.

Aglio, olio e assassino
di Pino Imperatore
DeA Planeta | Narrativa Italiana | 368 pagine
ebook €8,99 | cartaceo €15,00
29 maggio 2018 | scheda DeA Planeta


TRAMA
Nell'affascinante quartiere di Mergellina, Francesco e Peppe Vitiello gestiscono la premiata trattoria Parthenope, dispensando buoni piatti e aneddoti ancor più saporiti. L'ispettore Gianni Scapece, amante della cucina non meno che delle donne, lavora nel commissariato appena aperto di fronte al locale e dove si racconta che viva il fantasma di una vedova allegra. Per lui è un ritorno a casa, perché in quel quartiere ci è nato, e nell'ospitalità dei Vitiello ritrova il calore e la veracità che aveva perduto. Nelle settimane che precedono il Natale, però, Napoli è scossa dall'omicidio di un ragazzo, il cui corpo viene letteralmente "condito" dall'assassino con aglio, olio e peperoncino. Perché un rituale così macabro? Quale messaggio nasconde? Per trovare la risposta, l'ispettore dovrà scavare tra simboli, leggende e credenze della cultura partenopea, aiutato dalla tenacia del suo capo, il commissario Carlo Improta, e dalle scoppiettanti intuizioni dei Vitiello.


Mi aspettavo qualcosa di più. Divertente e ironico, certo, il giallo è ben costruito anche se non impossibile da capire, però mi aspettavo una marcia in più da un'idea e da un titolo che mi hanno colpito fin da subito.

Nella bella Napoli, città dai mille problemi ma anche dai grandi pregi e bellezze, il ritrovamento del corpo di Amedeo Caruso potrebbe non essere nulla di eclatante, eppure il modo in cui l'assassino ha lasciato la povera vittima fa scattare subito un campanello d'allarme nella testa di Gianni Scapace, ispettore della polizia da poco tornato in città. Un vero e proprio rituale con cui l'assassino ha condito il povero Amedeo con aglio, olio e peperoncino. Le indagini si fanno subito difficili, eppure il buon Scapece non manca occasione per frequentare la trattoria della famiglia Vitellio, proprio nel quartiere Mergellina in cui ha da poco riaperto il suo commissariato. Tra buona cucina e aneddoti divertenti, Scapece dovrà venire a capo di un intrigo che sfiora magia e superstizione, angeli e demoni... magari sotto lo sguardo vigile del fantasma della vedova allegra che sembra abitare ancora le mura del commissariato.

Come dicevo mi aspettavo qualcosa di più. Divertente è l'atmosfera giocosa e goliardica che in molti capitoli condisce (fatemela passare questa) un giallo appassionante, eppure molte spiegazioni o racconti di miti ed elementi religiosi li ho letti troppo forzati, troppo pesanti. Insomma potevano essere uniti in maniera più leggera al resto della storia. 

Fin qui i lati negativi. Ma andiamo a vedere cosa mi è piaciuto di questo romanzo. E' un romanzo genuino, che porta in scena personaggi simpatici, della porta accanto, caratteri semplici, che amano la famiglia e vogliono anche fare del bene. Qualcuno li definirebbe "persone comuni", a me invece viene da pensare quanto sia straordinario oramai trovare persone così, con un'etica, un cuore e un'anima, pronti ad aiutare. Questo è il mondo che Pino Imperatore ci propone, a volte chiassoso ed eccessivo, ma di un calore e di una umanità unica. 
Dietro alla storia della famiglia Vitellio, dell'ispettore Scapece e del serial killer del peperoncino c'è sicuramente un amore, anzi una passione, per questa città magica e unica, quasi oscura nella sua tradizione a metà tra sacro e profano, cristiano e pagano. A Napoli miti e vangeli si mescolano, creando storie uniche nel loro genere, affascinanti ma anche inquietanti. Ogni vicolo, ogni chiesetta, quasi ogni muro del cuore antico della città hanno la sua storia, il suo passato da raccontare e l'autore usa appunto la storia del Diavolo di Mergellina come trampolino per il suo giallo, per il movente di un assassino talmente lucido da sfiorare la pazzia (o talmente pazzo da sfiorare la lucidità?).

Quindi, in conclusione, mi è piaciuto? E' un NI. Lo consiglio a chi, come la sottoscritta, è in piena fissazione da gialli e noir, a chi ne leggerebbe uno dietro l'altro, perchè è un assaggio del genere che non può mancare nella vostra scorpacciata. Certo, non ci fossero state quelle parti così forzate.... va beh, non tutte le ciambelle riescono col buco (e giuro di non fare più riferimenti culinari dopo questa!)

Alla prossima




martedì 17 luglio 2018

Il tortellino muore nel brodo - Filippo Venturi

Buongiorno lettori!
Esco dal mio ritiro lavorativo (ancora un mese e mezzo e poi tornoooo) per  parlarvi della mia ultima lettura, Il tortellino muore nel brodo di Filippo Venturi. Ringrazio Filippo per avermelo proposto e la Mondadori per avermelo inviato.

Il tortellino muore nel brodo
di Filippo Venturi
Mondadori | Narrative | 204 pagine
ebook €9,99 | cartaceo €18,00
3 luglio 2018 | scheda Mondadori

TRAMA
Emilio Zucchini, proprietario della trattoria La vecchia Bologna, è uno scapolo impenitente, devoto alla gioia dei suoi clienti e al rispetto ortodosso delle ricette della cucina bolognese. Nicola Fini è il suo amico fraterno che è appena stato abbandonato di punto in bianco dalla moglie, ritrovandosi con due bambini a cui fare da papà single. Joe Solitario è un cantautore disperato che, dopo aver sprecato la sua grande occasione nella finale del più famoso talent show italiano, si improvvisa rapinatore per inseguire la sua ultima speranza: un volo di sola andata verso una nuova vita. Cico Pop e Mangusta sono gli scagnozzi di un boss della malavita locale incaricati di rubare per lui una moneta che non vale niente ma che ai suoi occhi significa tutto. Quando, in un campale venerdì mattina, le strade di questi cinque personaggi si incrociano, l'effetto non può che essere deflagrante. Quante possibilità ci sono che i tre criminali da strapazzo scelgano la stessa banca, lo stesso giorno e la stessa ora per mettere a segno il loro colpo? E quanta sfortuna deve avere Nicola per ritrovarsi a passare lì di fronte proprio durante la rapina, con in macchina quel poco che è rimasto della sua famiglia? Eppure, le coincidenze fanno parte della vita. E sono uno degli ingredienti fondamentali di questa rocambolesca storia. Insieme agli imprevisti, al buon cibo e a un'abbondante dose di umorismo.


Vi parlo di ricette? Io che non so neanche cuocere un uovo senza far esplodere la padella e rendere la cucina un quadro di Pollock? Pare vero? E invece no perchè Filippo Venturi ristoratore per davvero, scrittore di una nota rubrica su Repubblica e autore già di Un giorno come un altro un po' ci frega e dietro al perfetto titolo per un libro di cucina nasconde un noir, o meglio un gioco di coincidenze  e incastri, di contrasti e ironia.
Nella Bologna della tradizione, quella delle Torri e dei tortellini (lo so che ne manca una) si dipanano le storie di chi aveva e ha perso tutto, di chi si è fatto scivolare tra le dita una vita tranquilla e di chi nella vita magari non ci si è ancora buttato a capofitto. Ad unirli il furto tragicomico in una banca di una moneta dal poco valore pecuniario ma dal valore sentimentale ben più elevato e il rapimento della piccola Giulia.

Lo dicevo nella recensione del libro precedente di questo autore, Filippo Venturi è una piccola grande speranza nell'editoria italiana, una voce tutta sua che propone idee nuove e genuine senza cadere nella banalità, ed esortavo gli editori dai nomi altisonanti a farsi avanti. Ed ecco che la Mondadori proprio questo fa e ha dato alle stampe questo romanzo dal titolo che fa subito scattare la scintilla: che vorrà dire l'autore con questo titolo? Riprende una tipica frase bolognese ma soprattutto riprende un modo di essere e di vivere questa città emiliana che ben conosco, la Dotta e la Grassa, la città delle bellezze architettoniche e dei canali nascosti, dei portici e delle stradine dietro San Petronio, un dedalo di vicoletti che racchiude piccole perle. E proprio da Bologna partiamo parlando di questo bel romanzo, un po' noir, un po' poliziesco, un po' comico, che vede nella città emiliana il suo cuore. Perchè ammettiamolo, ambientato altrove questo romanzo perderebbe qualcosa. L'autore non si limita ad ambientare le vicende qui, ma le fa vivere, le identifica con Bologna e la rende in questo modo parte integrante del racconto.

Ecco, il racconto, di che parla? E' un romanzo che mi piace pensare racconti di occasioni perdute e di tentativi di rimediare, certo in maniera un po' maldestra magari. Le occasioni sono quelle di Joe Solitario, salito agli albori per la sua partecipazione ad un noto talent show e poi ridottosi a pianificare una fuga con delitto pur di dare la svolta alla sua vita. Ma le occasioni perdute sono anche quelle del boss che per una monetina di modesto valore avvia un meccanismo che porterà il nostro protagonista, al secolo Emilio Zucchini, a mettersi all'inseguimento dell'uno e dell'altro, con il risultato di farsi quasi arrestare.
Dicevo che è un gioco agli incastri, infatti all'inizio abbiamo tanti piccoli tasselli, tanti pezzetti che sembrano vivere di vita propria ma che piano piano riescono a comporre un quadro ben già grande. Attenzione però, molte cose combaciano in questo libro, ma molte vivono all'opposto, in un contrasto che sembra perenne, il cattivo che però poi così cattivo non è, la cattiva madre che accorre al primo grido del pulcino, un furto che non è un furto ma che diventa un rapimento. Quindi non fatevi ingannare, guardate bene ogni particolare e cercate di capire dove collocarlo.

Insomma, un romanzo divertente e appassionante, che scivola un po' su qualche ingenuità, che magari meritava un finale un po' più articolato, ma che si fa leggere in un soffio, che diverte e lascia soddisfatti, pronti ad incontrare una seconda volta il nostro Emilio.

Alla prossima


giovedì 5 luglio 2018

La Classifichella di Giugno

in blu i commenti della Libridinosa
in verde i commenti della Bacci

Buongiorno, 
siamo momentaneamente chiusi, quindi la rubrica dal nome bellissimo bellissimo un par di ciufoli, La Classifichella. La classifica di ogni Ciambella, per questo mese non ci sarà in nessun blog del mondo A te il lavoro fa male, ti batte in testa come la vodka! ma sei cretiiiiiiiiina?, perchè io sto leggendo poco e chi mi vuole bene non leggerebbe mai tanti libri quando io non posso e allora facci che ci stai sul culo, stella! Io potrei anche pensarci se tu poi ricambiassi, tipo che a novembre - gennaio leggi massimo tre libri al mese. Facciamo?  Grazie per averci contattato, la vostra opinione è molto importante per noi... tu tu tu tu tu... Bacci, dille qualcosa tu perché io sto per sputarle! Stai per...e mi ci sono trovata in mezzo io! Lallinaaaaaaa, passa asciugamano!

Chi c'è? Oh... ciao ragazze! Ciao, ciao! Ciao, ciao! (Teletubbies docet) A soreta! Piaciuto lo scherzetto? No. Penniente. Divertente vero? Proprio per niente. Va beh, è stato bello, ci vediamo a settembre eh LA VUOI FINIRE? doveeeeeeevaaaaaaivieeeeeniquaaaaaaacretiiiiiiiiina. Fate le brave, non uccidete nessuno... Ok, ho capito, La Classifichella s'ha da fare... ma io ho letto poco Prenditi le tue responsabilità! cazzi tuoi!!! Non è giusto, voi non mi volete bene!!!! Ancora con 'sta storia! Devo ricordarti la classifichella di Aprile? eh, eh? Quando ci sbandieravi in faccia i tuoi UNDICI libri? Eh, eh?
Quindi, dicevamo, la classifica di giugno... non è che ci voglia un genio eh, ho letto 3 libri.... pensa, comunque è una media più alta del lettore italiano medio Pure questo è vero: veramente 4 ma non sono riuscita ancora a scrivere la recensione tu ti ostini a dormire. Vale lo stesso?? Vale vale! No, che vale? Tre ne hai recensiti e tre ne classifichi! Eh ti pareva... mai 'na gioia pure d'estate. Quando mai estate è stato sinonimo di gioia? Appunto! Ok, ecco la mia Classifichella di giugno:
  1. Una capra sul tetto - Anne Fleming Beeeeeeee Secondo me l'ha persa Heidi...
  2. Numeesville - Simona Di Iorio e Ilaria Ferraro
  3. Fancy Red - Caterina Bonvicini Io questo lo voglio leggere!
Lallina, tutto qua? Già finito? Ah già, sono tre
E la copertina del mese è....



No dai, non potevo non sceglierla! C'è la capretta!! Devi proprio stare messa male, sorella! Piiiiiccola è, Heidi non la troverà mai!

Ora andiamo a leggere le classifichelle di Laura e Bacci che mi hanno promesso, croce sul cuore, giurandolo su ciò che è di più caro a loro (cioè i libri del Manzo Gaaaaaaaaaa autografi sui quali c'è scritto il nostro vero nome, mica come sui tuoi!) che avrebbero letto poco poco pure loro! Ah le vere amiche! Ma crepa! Ehm...amica, ne riparliamo a novembre!

Alla prossima