domenica 31 dicembre 2017

Caro 2017...


Avviso ai lettori: questa lettera potrebbe turbare la vostra suscettibilità per il linguaggio utilizzato, pertanto è vietata ai minori di 18 anni. Leggi responsabilmente.

Caro 2017...
... SI PUO' SAPERE CHE CAZZO HAI FATTO????? Si 2017, sei stato un anno brutto, ma brutto brutto brutto. Seriamente, si può sapere che cosa non avevi capito della frase "farsi i cazzi suoi che è meglio"? Lo so, il francese potrebbe non renderla immediata ma mi sembra abbastanza inequivocabile il significato! E non dire che la colpa è del 2016 che non ha scritto bene perché sarà stato un anno un po' birichino ma aveva proprio una bella grafia. Porca miseria, non sai quanto vorrei strozzarti, farti soffrire fino alle lacrime, farti sbattere il mignolino del piede contro il cassettone in eterno, che in confronto la punizione di quel poveraccio di Sisifo era un gioco per scolarette. Mi hai fatto prendere una paura dietro l'altra con mio papà, mica ti sei limitato una volta sola... eh nooo, vuole fare il figo questo anno di minchia qui!!! Guarda, fortuna che sei finito e ti togli dalle balle, perché se ti rivedo ancora non rispondo più di me e ti fustello le orecchie!

il reperto fotografico
No, non fare gli occhioni che non attacca bello mio, non attacca proprio e se vuoi impietosirmi almeno devi pensare di venderti un rene e di regalarmi un prodotto targato mela morsicata. Come? Sei un anno, non hai reni?? Pure il precisino fai ora!!!! Che forse ti ho dato il permesso di parlare?? Zitto, muto e subisci tutta la mia collera. Che poi, ad uno sguardo più attento due cose belline lei hai fatte pure te, però con quelle brutte hai rovinato tutto. Sei stato un anno difficile, faticoso, di quelli che non voglio proprio ricordare, per me non esisterai più da domani, come se proprio non ci fossi mai stato. Ma ti dico una cosa, perché io sono una brava persona mentre tu sei una merda: sei anche stato un buon anno lavorativo, l'anno di Tempo di libri, del BookCity, di Letizia, di Challenge in corso e di Challenge magicamente create, del motto "povere, grasse e felici", di Manzini che mi ha fatto la dedica più bella della storia (vedi reperto fotografico qui accanto) e ci ha insegnato a scrivere in polacco. Ecco, vedi? Io, che sono sempre una brava persona mentre tu sei sempre un anno di merda, so riconoscere anche i meriti altrui... Poi mi ricordo della tua scellerata crudeltà e sai che ti dico, caro 2017? Togliti dai piedi, fuori da quella porta e non tornare mai più! 

E questa volta l'appuntino al 2018 lo lascio direttamente io, che degli anni passati non bisogna fidarsi!  2018 prendi esempio da quel debosciato del 2017 e fai tutto l'inverso! Attiviamo una sana damnatio memoriae e dimentichiamoci di lui. Cerca di essere un anno se non meraviglioso, almeno un cicinino più decente. Non pensare a me e, che ne so, datti al golf, al giardinaggio, all'uncinetto. Così che io non ti debba tirare dei gran calci in culo fra un anno... Tu il francese lo sai?

Anche il 2017 si chiude con questa perla letteraria. Come avrete capito è stato un annaccio (ma accio accio), ma sono sopravvissuta, o almeno mio sento tale. Della serie: barcollo ma non mollo. La Challenge di Goodreads è andata a farsi benedire, ho letto 80 libri, ben 20 sotto al mio obiettivo, ma ho letto veramente bene, tanti bei libri, tanti autori bravi nuovi, ritrovati o appena scoperti. Tante collaborazioni con le Case Editrici ma soprattutto tanto divertimento con quelle che non sono solo blogger, ma amiche e sorelle. Il mio 2017 finisce qui, domani inizia un nuovo anno e io sono pronta e scattante per nuove e mirabolanti avventure. Buon Anno a Tutti!! 

E mi raccomando: niente botti!

Buon 2018!


sabato 30 dicembre 2017

Recensione: Il caffè delle seconde occasioni - Alison Kent

Buongiorno lettori!!
Ultimo sabato dell'anno! Va beh, in questi giorni quasi tutto è ultimo "qualcosa" dell'anno. Compresa ultima recensione dell'anno. Oggi infatti sarò in giro tra spesa e cose varie, domani, parrà strano, ma si cucina, quindi sicuramente leggerò pochissimo. Quindi termino il mio 2017 con Il caffè delle seconde occasioni di Alison Kent.

Il caffè delle seconde occasioni
di Alison Kent
AmazonCrossing | 320 pagine
ebook €3,99 | cartaceo €9,90
17 gennaio 2017 | scheda Amazon


TRAMA
Kaylie ha deciso di tornare a Hope Springs, la cittadina in cui è cresciuta circondata dall’affetto di Winton e May, che l’hanno accolta nella loro famiglia come una figlia. Ora che non ci sono più, ha acquistato la casa in cui ha vissuto con loro e ha deciso di trasformarla in un ristorante, il Two Owls Café. Kaylie vuole dare una svolta alla propria vita, e vuole farlo a partire dalla passione più grande che May le ha trasmesso: preparare dolci, soprattutto brownies.
Sarà Ten Keller, il tuttofare più abile della città, gentile e affascinante, a occuparsi dei lavori. Ten è subito attratto dalla nuova arrivata, ma l’animo di Kaylie è chiuso e indurito dalle esperienze drammatiche di un passato che la tormenta ancora nei suoi incubi notturni. I suoi veri genitori l’hanno abbandonata da bambina, e lei ha bisogno di scoprire come sono andate le cose. Quando anche Ten le rivela una macchia oscura nei propri ricordi, Hope Springs sembra poter diventare lo sfondo perfetto di una splendida storia di amore e di riscatto.



Dopo un bel tomone come il libro di Ken Follett ci voleva qualcosa di leggero e di completamente diverso. La mia scelta è caduta su questo libro che stazionava sul mio comodino da Tempo di Libri quando mi è stato regalato. Non avevo mai letto nulla della AmazonCrossing e non so perché ma questa copertina mi aveva incuriosito.

La storia è in realtà piuttosto semplice e mi ha ricordato quei film del pomeriggio che di solito allietano le nostre estati. Niente di trascendentale insomma, ma mi ha intrattenuto durante questi pigri pomeriggi festivi. Gli ingredienti per un classico romance ci sono tutti: una cittadina di provincia, una grande casa in stile vittoriano da trasformare in ristorante, una proprietaria dal passato difficile, un tuttofare dal passato misterioso, un grande cagnolone dal nome bizzarro. E a maggior ragione parliamo di ingredienti visto che tra i capitoli si nascondono le ricette dei brownies, specialità culinaria di Kaylie (e di cui naturalmente mi è venuta una gran voglia).
Non so dirvi molto di questo libro. Non mi è dispiaciuto,  ma non mi ha fatto neanche strappare i capelli. La storia, come dicevo, è semplice, di intrattenimento ma anche molto prevedibile. La protagonista, Kaylie appunto, è una donna di carattere che non ha avuto la vita facile, che vorrebbe affrontare il suo passato ma che alla fine tentenna. Lei mi è piaciuta, anche se non ho capito fino in fondo alcune sue motivazioni e soprattutto questa fretta di aprire il ristorante entro una determinata data (e non sto parlando di una data significativa, no si è semplicemente messa in testa sta cosa...e chi la sposta più?). Mi ha lasciata soprattutto perplessa la sua reazione davanti all'apparizione del padre: prima lo allontana, poi lo rivuole vicino, cambiando idea in una sola notte.
Vorrete mai che manchi il bellone affascinante e un po' rude di turno? Non scherziamo, Ted in tutta la sua utilità (perché Ted conosce tutti, hai bisogno di un idraulico, una sarta, un pittore, un astronauta? Lui ha l'uomo o la donna che fan per te!) e il suo testosterone si appiccicherà alla nostra Kaylie come una cozza allo scoglio e non la mollerà più. Sono carini insieme, anche perché se lei è una giovincella innocente, lui ha tutta l'aria di essere un uomo maturo e vissuto, oltre che un aspirante galeotto (ma questa è un'altra storia).

Un libro leggero, di quelli che ti fa passare un bel pomeriggio in sua compagnia, ma che alla fine poco lascia. Chiusa l'ultima pagina stai già pensando alla prossima lettura senza un gran rimpianto, senza quella struggente sensazione di abbandono che i bei libri ti lasciano.

Alla prossima



venerdì 29 dicembre 2017

La Classifichella Speciale 2017 - I 5 libri dell'anno!

*in blu i commenti di Laura La Libridinosa*

Buongiorno lettori! Se lo dici tu...
Il 2017 è agli sgoccioli e io e Laura La Libridinosa torniamo con la nostra Classifichella. Ma visto che siamo oramai a fine anno (che volete una fetta di pandoro? zuccotto? Profiteroles? Tronchetto di natale?) cosa hanno pensato le nostre due testoline sempre in moto? Parla per te, la mia testolina dormiva oppure mangiava Ma si, facciamo una puntata speciale dedicata ai più bei libri letti nel 2017. Ecco... siamo due cretine parla sempre per te, sorella. Ma grosse eh (e non solo per colpa del pranzo di Natale, anche se ha contribuito). Cioè ci siamo imposte di scegliere i 5 libri più belli letti nel 2017 DIECI... avevamo detto DIECI, minchia... DIEEEEEECIIIIII e di fare una classifica su quelli... cinque...CINQUE DIIIIIIIEEEEEECIIIIIIIII!!! Come cavolo possiamo sceglierne solo cinque?! DIIIIIIIEEEEEECIIIIIIIII Io ho fatto una prima scelta e ne ho tirati fuori 15 DIIIIIIIEEEEEECIIIIIIIII... Cacchio, come ne tolgo 10??? Ho pensato, riflettuto, mangiato un cioccolatino perché, si sa, la carenza di zuccheri non aiuta la concentrazione... depennato titoli, inseriti di nuovi... e alla fine sono riuscita a tirare fuori cinque libri... DIIIIIIIEEEEEECIIIIIIIII e ancora piango per i 10 lasciati tuuuuuutti soli soli, giù dal podio... sigh. Erano quelli che dovevi tenere, cretina!


1. Pulvis et umbra - Antonio Manzini tu vuoi proprio litigare con la Bacci quest'anno?
2. Il respiro delle anime - Gigi Paoli uh Gigggggi
3. Questa non è una canzone d'amore - Alessandro Robecchi
4. Eppure cadiamo felici - Enrico Galiano io voglio tornare a scuola!
5. Illuminae - Amie Kaufman e Jay Kristoff

Ma visto che io sono paracula DIIIIIIIEEEEEECIIIIIIIII (e oggi particolarmente) voglio fare una menzione speciale per qualche titolo che per motivi di spazio non è rientrato nella classifichella DIIIIIIIEEEEEECIIIIIIIII (avessimo mangiato meno pandoro forse ci stava...) e in particolare mi riferisco a Tommaso Fusari con Tempi duri per i romantici DIIIIIIIEEEEEECIIIIIIIII che ci ci ha fatto piangere a fiumi (disgraziato), Alice Basso con Non ditelo allo scrittore DIIIIIIIEEEEEECIIIIIIIII che ci sta facendo penare per la liaisone tra Vani e Berganza, Rosa Teruzzi con le sue tre fantastiche donne de La fioraia del Giambellino DIIIIIIIEEEEEECIIIIIIIII, Antonio Fusco con il bellissimo Le vite parallele DIIIIIIIEEEEEECIIIIIIIII e Lorenzo Marone con Magari domani resto DIIIIIIIEEEEEECIIIIIIIII che ci ha fatto conoscere la sua Luce.
Un anno di bellissime letture il 2017 DIIIIIIIEEEEEECIIIIIIIII! E ora scrittori sta a voi, la mia è una sfida: riempite il 2018 di letture ancora più appassionanti!!! DIIIIIIIEEEEEECIIIIIIIII

Ah ma aspettate un attimo... Lallì? DIIIIIIIEEEEEECIIIIIIIII E la tua classifichella?? DIIIIIIIEEEEEECIIIIIIIII Fa vedere un attimo su la Libridinosa... DIIIIIIIEEEEEECIIIIIIIII

Alla prossima


mercoledì 27 dicembre 2017

Recensione: La Caduta dei Giganti - Ken Follett

Buongiorno lettori!
Siete sopravvissuti a pranzi e cene? Io ho passato il Natale a casa a leggere e guardare un po' di film. Praticamente il Paradiso! 
Durante queste festività mi ero preposta la lettura di qualcuno di quei libri che sono lì fermi da un pochino e che magari per la loro mole continuavo a rimandare. Uno di questi è La caduta dei giganti di Ken Follett.

La Caduta dei Giganti
(The century Trilogy #1)
di Ken Follett
Mondadori | Omnibus | 999 pagine
ebook €7,99 | cartaceo €25,00
28 settembre 2010 | scheda Mondadori


TRAMA
I destini di cinque famiglie si intrecciano inesorabilmente attraverso due continenti sullo sfondo dei drammatici eventi scatenati dallo scoppio della Prima guerra mondiale e dalla Rivoluzione russa. Tutto ha inizio nel 1911, il giorno dell'incoronazione di Giorgio V nell'abbazia di Westminster a Londra. Quello stesso 22 giugno ad Aberowen, in Galles, Billy Williams compie tredici anni e inizia a lavorare in miniera. La sua vita sembrerebbe segnata. Amore e inimicizia legano la sua famiglia agli aristocratici Fitzherbert, proprietari della miniera e tra le famiglie più ricche d'Inghilterra. Lady Maud Fitzherbert, appassionata e battagliera sostenitrice del diritto di voto alle donne, si innamora dell'affascinante Walter von Ulrich, spia tedesca all'ambasciata di Londra. Le loro strade incrociano quella di Gus Dewar, giovane assistente del presidente americano Wilson. Ed è proprio in America che due orfani russi, i fratelli Grigorij e Lev Peskov, progettano di emigrare, ostacolati però dallo scoppio della guerra e della rivoluzione. Dalle miniere di carbone ai candelabri scintillanti di palazzi sontuosi, dai corridoi della politica alle alcove dei potenti, da Washington a San Pietroburgo, da Londra a Parigi il racconto si muove incessantemente fra drammi nascosti e intrighi internazionali. Ne sono protagonisti ricchi aristocratici, poveri ambiziosi, donne coraggiose e volitive e sopra tutto e tutti le conseguenze della guerra per chi la fa e per chi resta a casa.



Io e Ken Follett abbiamo iniziato col piede sbagliato. Anni fa provai a leggere I Pilastri della terra e odiai ogni singola riga, ogni personaggio, ogni misero pezzetto di quella cattedrale. Chiusi il libro e in occasione del trasloco lo prese un'amica (che per altro penso non lo abbia mai letto, ma son dettagli). E da lì ho sempre un po' diffidato, anche se... ecco, La Caduta dei Giganti e seguiti mi hanno sempre un po' solleticato. Il caso vuole che abbia trovato all'usato il primo e il terzo volume e quindi ho voluto dare una nuova occasione a Ken. E per fortuna. Perché La Caduta dei Giganti, con le sue 999 pagine, mi è proprio piaciuto, mi ha trascinato nella storia di queste cinque famiglie, in quelle dei suoi personaggi, senza annoiarmi neanche per un momento.
Non vi racconterò la storia anche perché è talmente complessa e intricata da essere quasi impossibile, vi dovrete accontentare della sinossi qui sopra.
Follett riesce a raccontare una storia complessa e difficile come quella dell'Europa di inizio '900 tramite le vite di una manciata di personaggi che nel loro piccolo, nel bene e nel male, contribuirono a guerre, cadute di imperi, vittorie di eserciti e spostamenti di confini.
La ricerca storica dietro questo libro è qualcosa di pazzesco, deve aver impegnato l'autore non poco tempo, anche perché non si limita ai macro eventi. Follett ci racconta certo le grandi battaglie, i grandi eventi, quello che tutti più o meno ricordiamo dalla scuola, ma non si limita a questo. Si inoltra anche nella vita dei minatori e delle loro famiglie, in quella dei nobili e della servitù, ci descrive città, villaggi, partiti politici, movimenti sindacali, piccoli espedienti, curiosità, aspetti che difficilmente troviamo nei libri di storia. E fa tutto questo intrecciandolo alla perfezione con le storie romanzate (ma neanche toppo) dei suoi portavoce, questi protagonisti che non sono altro che un ventaglio della società europea del periodo della prima guerra mondiale. Ci sono il nobile e la serva inglese, i minatori gallesi, gli operai russi e la principessa russa lontana dalla patria, la spia tedesca, la suffragetta, il ricco capitalista americano, il bolscevico. E Follett ci propone la storia di tutti e i loro punti di vista e lo fa senza prendere una posizione: chi ha spinto il mondo nella terribile guerra di trincea? Gli inglesi, i tedeschi, i russi, i francesi? Chi ha portato a milioni di morti? E il ruolo americano? E quello russo? Chi sono i vincitori, chi le vittime, chi gli sconfitti? Lascia al lettore l'occasione di rispolverare una fase storica che è alla base della nostra vita attuale in modo da farsi una propria idea su quel periodo e su quello che stiamo vivendo. Rende la guerra di trincea che oggi ci sembra lontana anni luce qualcosa di vivo e di tremendamente moderno. Anche perché cosa saremmo noi oggi se a Ypres o sulla Marna o ancora a Chateau-Thierry le cose fossero andate diversamente?
Ma questo non è un mero trattato di storia, resta un romanzo e come tale ti cattura e ti tiene incollato ad ognuna delle sue 999 pagine, dal foglio sottile, dal carattere piccolo. Non ti pesa, non ti annoia, ti spinge ad andare avanti per vedere che ne sarà di Maud e Walter, di Fitz e Ethel, di Lev e Grigorij.
Forse a questo punto non mi resta che chiedere scusa a Ken Follett e ammettere che ne I Pilastri della terra quello che non mi è andato giù è il periodo storico (Ve l'ho mai detto? Sono archeologa e odio il medioevo). Il secondo volume, L'inverno del mondo, è giusto in viaggio verso casa (ho rigorosamente comprato la prima edizione cartonata... mica potevo spaiare la serie).

Alla prossima


lunedì 25 dicembre 2017

Chiacchiera Speciale Natale!




E: EEEEEEEHHHHH TUUUUUUU SCENDI DALLE STELLLEEEEEEE!

LL: hai finito?

E: E’ Natale!! E questa è la Chiacchiera speciale Natale!! Non sei felice?

LL: Lallì, ma tu, oltre che nella vita, mi sei amica pure su Facebook, vero?

E: yesssa

LL: e l’hai vista di recente la mia immagine del profilo?

E: ma che c’entra?? Sei burlona tu! Perchè a te piace il Natale! Vero?

LL: una minchia!

E:
... Come no????

LL: lo vuoi sapere cosa mi piace del Natale?

E: le lucine? Gli elfi? I regali?

LL: il cibo, il fritto, i pacchetti di forma rettangolare. Sì, solo quelli!

E: io so perchè i pacchetti solo rettangolari...ihihihihhh

LL: perché nessuno ha il coraggio di regalarmi altro. Mica la gente ha piacere a morire proprio il giorno di Natale, sai?

E: no no, non è quello il motivo….

LL: e qual è?

E: che sei capra a fare i pacchi! 

LL: un motivo in più per cui il natale mi fa schifo

E: ma no dai, pensa… l’atmosfera, l’albero, le canzoncine, i dolci….bello è!

LL: ho 6 cani e 4 gatti. L’ultimo albero che ho fatto è esploso

E: uh era fatto di plum cake… come ti capisco…

LL: no no, era fatto di rami, palline e lucine. Credo sia svenuto senza mai più riprendersi e Merlino raccatta ancora palline in giro per casa

E: uffa, noiosa sei, porelli si sono un po’ divertiti. Va beh, vediamo così: cosa vorresti trovare sotto l’albero quest’anno?

LL: LIBRI!!!!!!!!! E il Babbo Natale che mi ha portato i pacchi oggi!

E: no lui non vale… e poi è corriere Bartolini… solo libri, altro no?

LL: a parte che ha detto “è arrivato Babbo Natale”, quindi vale...mmmhhh… tu e la Bacci siete impacchettabili?

E: prossima volta vengo con fiocchetto in testa. Ma se tu puoi avere Babbo Bartolini io posso avere Manzo!? Che non è chiacchiera se no citiamo Manzo…

LL: no, Lallì, ti devi rassegnare. Manzo l’ha prenotato la Bacci tanto tempo fa!

E: no no, non iniziamo a scassare!!! Ci avevo messo sopra post it con mio nome!

LL: vabbè, che mi frega a me? Scannatevi voi, io ho altri in fila! Senti, che è finito adesso ‘sto minchia di Natale?

E: Ma no!! Oggi è Natale!! Domani è Santo Stefano… si continua a mangiare!!

LL: dimmi una cosa, stellina: quando, io e te, non mangiamo?

E: va beh, che significa, a Natale è più bello!!

LL: chi cucina a casa tua?

E: Madre… dubitavi? E siamo ancora tutti vivi. Per il momento…

LL: ecco, quindi tu, a parte arrotolare 2 fogli di pasta sfoglia, poi te ne stai beata in panciolle e magari leggi pure, giusto?

E: no, io fingo di stare beata in panciolle a leggere ma controllo che si ricordi di spegnere i fornelli che non le servono… qui ancora ricordiamo il Natale 2009…

LL: e che accadde nel lontano Natale 2009?

E: fornello vuoto lasciato acceso… ci posò sopra vassoio con la carta paglia per il fritto… Lamù non si avvicina più da allora.

LL: questa mi mancava! Comunque, non per sminuire il tuo ruolo da pompiere e supervisore, io passo tuuuuuuutta la vigilia, tuuuuuutto il 25 e mezzo 26 a cucinare, in piedi, in cucina, senza mai posare il derriere. CAPITO?

E: eh…. e qui un lancio mai eh?! 

LL: tu non vieni qui. Arrangiati!

E: tu non fai albero. Triste!

LL: se vieni, ti dò permesso di fare albero

E: uuuh e rimetti la felpa con la renna e i campanelli?!

LL: stai a casa tua, controlla madre. Ciao!

E: mai una gioia. Il problema è che poi c’è Capodanno… quello mi sta sul culo.

LL: ah io quello lo adooooooro! Alle 22 in punto, chiudo tutto, mi butto sotto il piumone con un libro e ciao mondo!

E: io lo odio sempre e comunque. E i botti…. Minchia come glieli infilerei su per il derierre a chi li lancia!!!

LL: su quello hai ragione, ogni anno Merlino rischia l’infarto qui. ‘Sti maledetti. Quindi che facciamo a Capodanno? Libro?

E: intanto facciamo le Ciambelle per il Sociale: NON SCASSATE IL CAZZO COI BOTTI!!! E poi… ma si dai, massimo film e libro. 

LL: libro bello, eh! Che poi ci portiamo dietro la sciagura tutto l’anno

E: ah si, basta iniziare gli anni nuovi con libri di merda! Ogni anno la stessa storia. No, il 2018 non mi frega!

LL: quindi? Hai deciso con quale libro inizi il 2018?

E: si si, inizio col secondo di Robecchi! Sempre che prima finisca Follett…

LL: beeeello Follett! Ok, allora io inizio col primo Robecchi. Uh facciamo il Robecchi’s year!

E: siiiii, anche perchè l’11 esce quello nuovo! Che io ho già preordinato… brava io!

LL: ne devi leggere ancora tre, cretina

E: io leggio! Io…

LL: crepa!

E: non posso. Ho progetti...

LL: sentiamo ‘ste perle. Che hai da fare?

E: a gennaio mi sa che vengo da te. Son progetti…

LL: io preparato mappa!

E: del malandrino? Andiamo ad Hogwarts???

LL: no, di Cremona! Andiamo da Ugo, al cinese, al Tiger e in libreria (e io metto stivali senza lacci!). Poi andiamo a vedere la rocca di Soncino, che diciamo sempre e non andiamo mai. Poi però ce ne stiamo a casa e ci sfondiamo di cibo

E: uh ma è sempre Natale a casa tua allora!!! Sei Mamma Natale tu!!!!!!

LL: e con questo, per me, puoi definitivamente perire.

E: se se… ti ho beccata!! Sono amica di Mamma Natale io… 

LL: pallo più con te io.

E: ma dove le nascondi le renne??? Ah no ho capito… i cagnini… è magia!!!!!

LL: primo: metti giù il vino. Secondo: apri il tuo armadio, le renne stanno lì

E: nel mio armadio?? OOOOHHHH NARNIA!!!!!!!!!

LL: questa chiacchiera sta degenerando più del solito. Senti, cretina, vuoi una fetta di zuccotto?

E: ti sembra che io abbia mai rifiutato una fetta di qualcosa?

LL: sicura sei? C’è mezzo chilo di mascarpone con panna

E: va beh, muoio felice.

LL: ecco, brava, muori! Ciao eh… buon coso a tutti!

E: uh siamo ai saluti? Ok.. BUON NATALE A TUTTI!!! Soprattutto a Manzo…

BUON NATALE




venerdì 22 dicembre 2017

Tutti a Hogwarts con le 3 Ciambelle - Il treno per Hogwarts è in partenza dal binario 9 ¾


...Harry si svegliò alle cinque, ma era troppo eccitato e nervoso per riaddormentarsi. Si alzò e infilò i jeans, perché non voleva arrivare alla stazione con gli abiti da mago: si sarebbe cambiato poi in treno. Controllò ancora una volta l'elenco di Hogwarts per accertarsi di avere tutto quel che gli serviva, verificò che Edvige fosse ben chiusa nella sua gabbia, e cominciò a passeggiare per la stanza...

E voi, care streghette, avete preso tutto? Controllate bene i vostri bauli, perché il momento della partenza per Hogwarts è finalmente giunto!
Siete emozionate? Noi tantissimo, soprattutto perché abbiamo già notato la vostra voglia di giocare e divertirvi! E allora, mettiamo da parte tutte le chiacchiere inutili (avremo tempo per farne!) ed entriamo nel vivo del gioco!

Mettetevi in fila, su! Il binario lo conoscete benissimo, il 9 e ¾ e... op! Bravissime!!!


Avete tutte trovato il vostro posto? Avete sistemato i vostri bagagli? E allora, mentre il treno comincia la sua corsa verso Hogwarts, diamo una ripassata alle regole!

Regola numero 1 - Essere Lettori Fissi di tutti e tre i blog: La Libridinosa, La Biblioteca di Eliza e Due lettrici quasi perfette
Regola numero 2 - Aver messo Mi Piace a tutte e tre le nostre pagine Facebook: La Libridinosa, La Biblioteca di Eliza e Due lettrici quasi perfette
Regola numero 3 - Far parte del Macrogruppo Facebook e del microgruppo relativo alla Casa che vi è stata assegnata
Regola numero 4 - Condividere il Banner sul vostro blog o, se non ne avete uno, sul profilo Facebook

E fin qui le regole di base che vi avevamo già illustrato nel post di iscrizione. Adesso, invece, entriamo un po' più nello specifico...

  • I libri che sceglierete di leggere dovranno avere minimo 150 pagine (farà fede l'edizione cartacea presente su Amazon, se esiste)
  • Per quanto riguarda i titoli che vi "imporremo" noi tre, non ci sarà, a differenza degli anni scorsi, un numero limite di pagine. Ma, benché molte di voi pensino che siamo Carogne patentate, così non è (almeno non del tutto) e cercheremo di non appiopparvi Ken Follett!
  • Per quanto riguarda gli obiettivi che richiedono la lettura di un genere specifico, potrete controllare, come al solito, le schede Amazon (anche in questo caso, controllate sempre la scheda della versione cartacea del libro, se esiste). Se avete qualche dubbio, scriveteci in gruppo!
  • Per le copertine colorate chiedete sempre a noi prima di iniziare a leggere (pare che ci siano, tra voi, evidenti casi di daltonismo!!!).
  • Quando avrete bisogno di chiederci qualcosa, usate il macrogruppo e TAGGATECI SEMPRE, altrimenti, nel marasma di post che vengono pubblicati, rischiamo di perderci le vostre domande!
  • Se volete pubblicizzare le iniziative dei vostri blog o delle vostre pagine Facebook, potrete farlo (sempre chiedendo prima l'autorizzazione ad una di noi tre), ma solo nel macrogruppo.
CAPITOLO RECENSIONI
  • Non valgono le recensioni già pubblicate 
  • Non valgono le riletture
  • Regole per le recensioni: non saranno accettate recensioni in cui vi limitate a raccontarci la trama del libro o, viceversa in cui non ci raccontate assolutamente nulla. Non saranno accettate recensioni scritte sotto forma di lista di "mi è piaciuto" e "non mi è piaciuto". A differenza degli anni scorsi, però, quest'anno saremo più carogne (che volete farci, si è aggiunta la Bacci e il livello di cattiveria è salito!): nel caso in cui una recensione non dovesse rispettare le direttive date, non riceverete alcuna comunicazione; semplicemente, il punteggio relativo al libro letto non vi verrà assegnato e non lo troverete conteggiato nel file Drive. Su streghette, sappiamo benissimo che siete tutte in grado di scrivere una buona recensione!
IL BOCCINO D'ORO



Come annunciato nel post di iscrizione, con la partenza per Hogwarts anche Il boccino d'oro inizierà il suo viaggio!
Di cosa si tratta? Spiacenti, a nessuno di voi è dato saperlo! Il Boccino d'Oro colpirà a caso una di voi streghette. Ma tutto dovrà rimanere segreto! La streghetta che riuscirà ad afferrare il Boccino d'Oro non dovrà farne parola con nessuno, neanche con le sue compagne di Casa. 
Il Boccino d'Oro porterà con sé una serie di rigidissime regole che andranno rispettate! In caso contrario scatterà una penalità a carico di tutta la Casa.
Se il Boccino d'Oro sarà regolarmente afferrato (o ingoiato! Sputatelo!) dalla streghetta prescelta e se le regole saranno rispettate, la Casa vedrà magicamente apparire un bonus di 10 punti che si andrà ad aggiungere al punteggio totale accumulato sino a quel momento.
In caso contrario, però, i 10 punti verranno SOTTRATTI!


VOGLIO RITIRARMI! COSA DEVO FARE?

A fronte di quattro anni di esperienza, sappiamo benissimo che spesso la gente si iscrive alle Reading Challenge carica di entusiasmo e voglia di fare, per poi, dopo poche settimane, sparire del tutto! Cosa fare in una Challenge che, comunque, vige sul gioco di squadra? Ovviamente, un ritiro spontaneo penalizzerà la Casa che lo subirà. Pertanto chiediamo alle persone che vogliono lasciare il gioco di pazientare un po' e chiedere alle proprie compagne di Casa di essere nominate. In tal modo, ci sarà un'eliminazione corretta e la squadra non dovrà far fronte ad un elemento in meno.

E sempre a proposito di gioco di squadra, nel caso in cui il Prefetto o le streghette dovessero scriverci lamentandosi per la poca partecipazione o presenza di uno o più elementi, preparatevi a ricevere un richiamo scritto da parte nostra! Una bella nota sul registro non ve la toglie nessuno!
Care streghette, avete deciso di prendere parte ad un gioco che vi costringerà ad interagire, nel bene e nel male, con altre persone. Quindi, fate le brave e giocate come si deve!!

LE CASE

In fase di iscrizione vi era stato chiesto di esprimere una preferenza sulla Casa di cui far parte. Vi avevamo anche anticipato che, in caso di squilibrio, saremmo state noi a comporre le squadre. E allora, ecco cosa è accaduto quando ci siamo ritrovate ad interpellare il Cappello Parlante...


GRIFONDORO:
  1. Annalisa Sanseverino
  2. Meshua Arcieri
  3. Rosa Galiano
  4. Paola Pagliari
  5. Giulia Capacchietti
  6. Erika Medone
  7. Simona Menegatti
  8. Mariangela De Zen
  9. Ale Pedace
  10. Cristina Benedetti
  11. Roby Fri
  12. Marianna De Rossi
  13. Gaia Arnone
SERPEVERDE
  1. Deborah Paradiso
  2. Chiara Ropolo
  3. Azzurra Sichera
  4. Mariarosaria Palmentieri
  5. Manuela Menna
  6. Virginia Alessandri
  7. Denise Aronica
  8. Valeria Manfredi
  9. Laura Rossato
  10. Sabrina Vignolo
  11. Marta Legrenzi
  12. Irene Bolognesi
  13. Giulia Della Bona
TASSOROSSO
  1. Rosaria Sgarlata
  2. Stefania Crepaldi
  3. Antonella Maraio
  4. Federica Melchiorre
  5. Desirée Melano
  6. Susanna Bassano
  7. Jessica P.
  8. La Biblioteca di Drusie
  9. Patrizia Padovani
  10. Alice Perego
  11. Chiara Lothiriel
  12. Daniela Valentino
  13. Michela Del Vecchio
CORVONERO
  1. Grazia Di Fazio
  2. Giuls Libri
  3. Diana Reydych
  4. Anna Rita Palmieri
  5. Alessia De Col
  6. Katiuscia Mansella
  7. Dolci Carloni
  8. Giulia Failla
  9. Raffaela Damiani
  10. Dominique Gabri
  11. Rosita Alfieri
  12. Stefania Ceteroni
  13. Liviana Carlucci
Pensiamo non ci sia altro da aggiungere, ma come sempre, vi ricordiamo che se avete qualche dubbio o qualche domanda siamo a vostro completa disposizione sia nel gruppo Facebook che alla nostra mail:
lauralaura.challenge@gmail.com

E adesso, care streghette, non vi resta che fare il vostro ingresso a Hogwarts, il vostro viaggio è giunto alla fine!

Vi ricordiamo che qui sotto trovate il modulo che vi servirà per l'invio dei link delle recensioni. Questo modulo sarà valido sino al 21 marzo 2018!
A questo punto, non ci resta che aspettare che apriate le vostre lettere e iniziate a giocare! In bocca al lupo a tutte!



sabato 16 dicembre 2017

Recensione: Ci vediamo tra poco - Tommaso Fusari

Buon sabato lettori!
Eh si, anche oggi sono qua  a proporvi una nuova recensione. So che di solito il fine settimana mi defilo e non pubblico niente ma qui c'è da parlare di un racconto bello bello, mica potevo aspettare lunedì!! Vi parlerò infatti di Ci vediamo tra poco di Tommaso Fusari.

Ci vediamo tra poco
di Tommaso Fusari
Mondadori | 64 pagine
ebook gratuito
12 dicembre 2017 | scheda Mondadori


TRAMA
Quante delle persone che incontriamo nel corso della nostra vita sono destinate a rimanere per sempre?

Dalla terribile notte di dieci anni prima in cui tutto precipitò all'improvviso sconvolgendo la sua esistenza, la vita di Alice è cambiata radicalmente. Una nuova città, nuovi odori, nuove abitudini, nuove amicizie, e poi, dopo tutto il disorientamento, tutto quello stare male, la fatica di mettere radici, di sentirsi finalmente, e ancora, a casa.
E come potrebbe essere diverso da così, se l'unica casa in cui Alice avrebbe voluto dormire sempre, Stefano, se l'è lasciata alle spalle quella notte lontana e sembra appartenere a una vita fa? Stefano e il panino al prosciutto che condividevano ogni giorno tornando da scuola, Stefano e quella fossetta sulla guancia destra che potevi notare quando sorrideva, Stefano e quell'ingenuità in cui Alice si incastrava così bene da sentirsi, finalmente, al sicuro.
Alice ora è sola in mezzo alla tempesta, è disarmata e, incapace di reagire, sembra solo attendere il mulinello che da un momento all'altro la trascinerà di nuovo sul fondo. Ma un'eco lontana, che proviene da un luogo nascosto del suo cuore, cerca di farsi largo, un'eco che sa di sogni e nuvole in comune, di pezzettini di pellet tirati contro una finestra e di fughe silenziose da casa. Un'eco che è anche una promessa, e che forse è giunto il momento di mantenere...
Con Ci vediamo tra poco, Tommaso Fusari ci regala finalmente le parole che non abbiamo mai letto di Alice, e con esse il suo mondo, aiutandoci a ricostruire la storia della bambina dai capelli rossi che abbiamo tanto amato in Tempi duri per i romantici.


"Il coraggio non è scegliere una delle due strade, ma è imboccarne una accettando di non sapere mai cosa sarebbe successo scegliendo l'altra."

Ma porca di quella puzzola!!! Tommaso ma tu ti ci diverti a farmi finire i fazzoletti! Li ho dovuti rubare dalla borsa di una sorella raffredda e ti assicuro che non è cosa da poco. Ma andiamo con ordine, prima la storia, poi la recensione e quindi potrò continuare inveire con l'autore che mi ha reso se non romantica quasi umana (sconvolgente vero?).

Vi ricordate Stefano di Tempi duri per i romantici? Si si, quello Stefano, quello che ha fatto le valige (per modo di dire) ed è partito per Torino alla ricerca di un cornicione tutto rosa. Ecco dietro quel cornicione Stefano cerca Alice, la sua Alice. Tommaso in questo ebook ci propone un pezzetto della storia dal punto di vista proprio di Alice. Scopriamo quindi cosa si cela dietro quella fuga improvvisa e a quegli anni di assoluto silenzio, fatti di un colpo dietro l'altro, seguiamo con lei quel filo che la porta una sera davanti a casa sua (si proprio quella col cornicione rosa) a sentirsi chiamare da un ragazzo... "Ciao Alice".

Penserete: va beh, la stessa storia da un altro punto di vista, già sai tutto, che gusto c'è? E vi sbagliate di grosso miei cari lettori, perché Tommaso ci racconta una storia in qualche modo diversa, una storia che abbiamo solo leggermente sfiorato nel romanzo. E lo fa facendoci sentire tutta la disperazione di Alice, tutto la solitudine che ha provato negli anni ma anche quella leggera speranza di rivedere Stefano, di sentirlo bussare alla sua porta o di trovare una sua lettera nella cassetta della posta.
E' stato strano leggere questo racconto, perché tu sai cosa succederà dopo quel "Ciao Alice", lo sai cosa accadrà (e tiri fuori l'ennesimo pacco di fazzoletti) eppure... quando appare Stefano una fiammella di speranza si accende lì in mezzo al petto. E odi ancora di più Tommaso perché se prima piangevi un pochino ora sei le cascate del Niagara in versione horror (perché ovviamente leggi questo racconto l'unico giorno in cui ti sei truccata e hai messo la matita nera...) e non riesci a smettere, stringi convulsamente il Kindle e speri con tutta te stessa che ora finalmente Alice possa essere felice, che il suo cuore sia al sicuro, che il passato è passato e il futuro pieno di meraviglie.

Ok Tommaso, ti perdono per le lacrime e per aver dimostrato al mondo che anche io ho un cuore. Ti perdono perché questo racconto, queste 64 pagine, sono magia pura, un colpo al cuore, un fulmine a ciel sereno, che ti colpiscono tutti contemporaneamente. Un racconto che poteva essere in tutto e per tutto un romanzo in piena regola, che so che rimarrà ebook ma che mi piacerebbe mettere in libreria insieme al fratellino maggiore; un racconto che è un vero regalo a tutti i lettori, romantici o meno, che confidano ancora nelle storie semplici e belle, agli autori che credono in quello che scrivono e amano i propri personaggi. Grazie Tomma'!

Alla prossima




venerdì 15 dicembre 2017

Recensione: Occhi chiusi spalle al mare - Donato Cutolo

Buongiorno lettori,
anche oggi una nuova recensione qui sul mio piccolo blog. Eh si, dicembre si sta rivelando un ottimo mese, sono ispirata, tanto che ho intrapreso la lettura di un colosso targato Ken Follett. Ma di questo parleremo, spero, la prossima settimana a lettura terminata. Oggi invece andiamo all'esatto opposto visto che vi parlerò di un libricino (va beh in confronto alle 900 e passa pagine tanti libri diventano libricini) made in Italy, Occhi chiusi spalle al mare di Donato Cutolo, che mi è stato gentilmente inviato alla Edizioni Spartaco.

Occhi chiusi spalle al mare
di Donato Cutolo
Edizioni Spartaco | Dissensi | 144 pagine
 cartaceo €13,00
26 ottobre 2017 | scheda Edizioni Spartaco

TRAMA
Introverso e schivo, Piero è cresciuto all’ombra di un padre distante e autoritario su un’isola immaginaria del Sud, approdo di migranti. Dalla morte prematura della madre, il ragazzo è solito affidare a una matita pensieri e desideri, cercando nel disegno un modo per esorcizzare paure e fragilità.
Un giorno, un incontro fortuito in un palazzo abbandonato cambierà prospettiva e direzione alla sua esistenza.




Il libro di Donato Cutolo è uno di quei romanzi che apro a sorpresa, avendo letto poche righe, quelle giuste giuste per farmi un'idea, e che poi, una volta terminato, mi lasciano lì a riflettere. Solitamente le recensioni le scrivo di getto, appena terminata la lettura, magari anche solo qualche appunto che poi sviluppo, ma di solito a libro ancora tra le mani già so che punti toccare, cosa scrivere, come comportarmi, se essere spiritosa, ironica, riflessiva, crudele (si ci sono anche quei libri che tirano fuori questo lato di me). Invece con libri come questo non ci riesco, ho bisogno di tempo, di pensare un pochino a quello che ho letto e magari di tornare a rileggere qualche pagina per avere un'idea più precisa. Sono libri solitamente più intimi, in cui cercare il modo giusto per dire tutto quello che mi hanno suscitato. In questo caso tocchiamo temi delicati e difficili, attuali, che fanno spesso infuriare.

Pietro è un ragazzo nato all'ombra di suo padre, un uomo importante sulla piccola isola di Isonta, ma di quell'importanza nata dai traffici loschi e dalla corruzione. Un uomo che scegli una moglie più per la conquista che per il vero amore, che fa un figlio più per conferma del proprio ruolo che per spirito paterno e che lo cresce più come status simbolo che come un pezzo del proprio cuore. Pietro cresce così, schiacciato dall'autorità paterna e dalla mancanza della madre morta troppo presto, e lo fa con gli occhi chiusi del titolo, senza amici, senza amore, senza lo spirito di ricerca e di crescita che dovrebbe aver un ragazzo. Svolge la sua vita senza urtare il padre, questo sembra il suo ruolo. Un'esistenza piatta, che non coglie ciò che lo circonda e che il più delle volte chiude gli occhi anche davanti ai traffici paterni. A risvegliarlo sono due occhi, visti, almeno crede, alla finestra di un palazzo diroccato. Due occhi grandi, scuri, che raccontano la storia di una vita lunga anche se di pochi anni, ma anche la storia di un popolo e di un dolore grande e incomprensibile ai più. Sono gli occhi di Jasminee e di riflesso quelli di Youseef, di Jamal, di Saif, di tutte quelle persone che sono costrette ad imbarcarsi senza sapere se rivedranno la terraferma, senza sapere cosa ne sarà di loro.

Quella raccontata è una storia difficile e amara, che parla dell'immigrazione clandestina, degli scafisti ma anche delle violenze in paesi che ci sembrano sempre lontani ma che infondo sono poco altre il "nostro" Mediterraneo. 143 pagine per raccontarci tutto, la vita di una ragazzo, la corruzione di un padre, il dolore di una madre, l'orrore di una guerra, la violenza di assassini senza cuore, la speranza di chi non ha più niente. 143 pagine che alla fine ti lasciano con un vuoto dentro, nero, profondo, che ti fanno pensare a due occhi scuri e luminosi che di affacciano appena appena ad una finestra per guardare pagare un pezzetto di mare e pensare ai giorni passati, no facili ma in compagnia di una famiglia che ti amava e che ora non c'è più, uccisa e lacerata dalla guerra, da gente senza scrupoli, ma anche da quei paesi che chiudono gli occhi e danno le spalle al mare.

Alla prossima




giovedì 14 dicembre 2017

Recensione: Master Magician - Charlie N. Holmberg

Buongiorno lettori,
proseguiamo con le letture di dicembre, letture che si stanno rivelando piuttosto azzeccate per mia fortuna. Oggi vi parlo di Master Magician di Charlie N. Holmberg.

Master Magician
(Paper Magician #3)
di Charlie N. Holmberg
Fanucci | Narrativa | 213 pagine
ebook €4,99 | cartaceo €14,90
14 luglio 2016 | scheda Fanucci

TRAMA
Durante il suo lungo apprendistato, Ceony Twill ha tenuto nascosto un segreto al suo stesso mentore, Emery Thane: ha scoperto di poter praticare forme di magia diverse dalla propria, un'abilità da sempre ritenuta impossibile da acquisire. Ormai è giunta al termine del suo percorso e sta per affrontare l'esame finale, ma proprio quando tutto sembra andare per il verso giusto ecco che gli imprevisti si mettono sulla sua strada, complicandole un bel po' la vita. Per allontanare da sé i sospetti di favoritismo, Emery fa testare le qualità di Ceony da un tale Prit, un piegatore che, come tutti sanno, odia il maestro e a cui non importa nulla della sua apprendista. Come se non bastasse, un efferato criminale con cui la ragazza un tempo ha avuto a che fare è scappato di prigione e ora è pronto a regolare i conti con il passato. Ceony sa che se vuole evitare la sua vendetta dovrà scovarlo prima che sia troppo tardi, perché colui che ha di fronte è il peggiore dei suoi incubi, il solo in grado di padroneggiare l'unica forma di magia che lei non riesce a dominare...


E siamo giunti al terzo capitolo di questa serie che mi ha sempre piacevolmente sorpreso. In USA nel 2018 uscirà il quarto libro che però pare non avrà come protagonisti Ceony e Emery. E a me già mancano, anche perché vorrei proprio sapere qualcosina di più dopo questo bel finale. Ma iniziamo dal principio. Ceony è giunta al momento di dare l'esame che la farà diventare ufficialmente una maga. Per evitare sospetti di favoritismi Mago Thane la farà esaminare da un altro Piegatore e questo non va tanto giù a Ceony. Ma i suoi problemi sono ben altri visto che continua avere alle calcagna un pericoloso Escissionista e dopo la morte di una sua cara amica Ceony non vuole più rischiare di mettere in pericolo chi più ama, anche se questo le costerà il prezioso segreto che custodisce.

I tre libri di questa serie sono in realtà molto diversi tra loro. Più macabro il primo, di pura avventura il secondo, e il terzo? Questo terzo libro ha fin dall'inizio l'aria del libro risolutivo, quello che metterà il punto a tante situazioni iniziate nei precedenti e che ancora non avevano avuto una risoluzione. E così è. Nonostante l'arrivo del quarto volume, in Master Magician possiamo dire che si risolve la storia Ceony e che anche lei troverà finalmente il suo posto nel mondo. E' però anche il romanzo più sentimentale dei tre, in cui il rapporto tra MG Thane e Ceony si fa più palese, tanto a noi quanto a loro.
Lo so, avete già visto il voto e state pensando: ma quindi questo libro è inferiore agli altri due? No, credo semplicemente che il racconto viaggi su un altro piano, che ci sia stata una precisa scelta dell'autrice di iniziare con una storia più forte e particolare per poi accompagnarci ad una soluzione da batti cuore. Soluzione che mi è piaciuta ma che forse io avrei visto meno rosa, lasciando uno spazietto per un po' di avventura anche sul finale. Rimane fermo il mio giudizio generale su questa, finora, trilogia: è qualcosa di nuovo, di diverso, che gli amanti del fantasy ameranno, ma che anche chi è meno avvezzo al genere potrà apprezzare per le atmosfere di assoluta normalità e incredibile meraviglia che la Holmberg ha saputo creare. La carta, protagonista insieme a Ceony, da semplice elemento comune e anche un po' bistrattato diventa qualcosa di favoloso, che può aiutare la nostra eroina nei momenti più difficile, creare un piccolo cagnolino che fa le feste, o diventare addirittura qualcosa di estremamente pericoloso.

Alla prossima







mercoledì 13 dicembre 2017

Il 2018 che più aspetto

Buongiorno lettori,
ai più attenti sarà capitato di notare che la rubrica In Agenda a Dicembre non è apparsa sul blog.  Sono anziana ma tranquilli, non me la sono dimenticata. Come sempre Dicembre è un mese un pochino fiacco, con poche uscite e tante edizioni "particolari" perfette per i regali (e manco tutte a ben vedere) ma che a noi lettori assidui interessano fino ad un certo punto. Quindi inutile fare un post con le uscite mettendo solo il nuovo libro di Carrisi (si è uscito, lo so, l'ho letto ovunque che è uscito).


L'altra sera però stavo davanti al computer con una lista di cose da fare alta quanto il Big Foot (ma meno pelosa) e io naturalmente invece di farle mi sono messa a gironzolare sul web alla ricerca di nuove uscite... sono incorreggibile, ma molto pratica e precisa, tanto che ho preso nota di tutto per far un bel post su quello che più aspetto nel 2018! O almeno nei primi mesi. Laura dice sempre che devo dormire di più e smetterla di inventarmi post, ma io mi diverto taaaaanto!


Piccola premessa: tutte le date, i titoli e le copertine che vi proporrò sono state trovate su Google e su Amazon, quindi passibili di modifiche; perciò nel caso di cambiamenti in corso non mi venite a cercare con torce e forconi, non posso morire prima di aver finito le tremila serie che ho iniziato! Un po' di cuore gente!

L'anno nuovo si apre subito subito con due uscite che non perderò assolutamente, anzi una l'ho già preordinata (sia mai che resti senza letture). Per Longanesi uscirà il 4 gennaio (per Amazon, ma altrove ho letto l'8) Fiori sopra l'Inferno di Ilaria Tuti; se siete abbonati a Il Libraio, nell'ultimo numero, avrete sicuramente letto il primo capitolo in anteprima...


Trama
«Tra i boschi e le pareti rocciose a strapiombo, giù nell'orrido che conduce al torrente, tra le pozze d'acqua smeraldo che profuma di ghiaccio, qualcosa si nasconde. Me lo dicono le tracce di sangue, me lo dice l'esperienza: è successo, ma potrebbe risuccedere. Questo è solo l'inizio. Qualcosa di sconvolgente è accaduto, tra queste montagne. Qualcosa che richiede tutta la mia abilità investigativa. Sono un commissario di polizia specializzato in profiling, e ogni giorno cammino sopra l'inferno. Non è la pistola, non è la divisa: è la mia mente la vera arma. Ma proprio lei mi sta tradendo. Non il corpo acciaccato dall'età che avanza, non il mio cuore tormentato. La mia lucidità è a rischio, e questo significa che lo è anche l'indagine. Mi chiamo Teresa Battaglia, ho un segreto che non oso confessare nemmeno a me stessa, e per la prima volta nella vita ho paura».

Mentre l'11 gennaio torna in libreria Alessandro Robecchi con Follia Maggiore, quinto libro della serie dedicata a Carlo Monterossi, edito sempre da Sellerio. Ho scoperto quest'autore da poco ed è stato subito amore, tanto che ho appunto preordinato questa nuova uscita...


Trama
Una nuova avventura di Carlo Monterossi, il milanesissimo autore televisivo e detective per caso nato dalla penna di Alessandro Robecchi. Una donna viene trovata morta per strada sotto casa, si sa che ha avuto una colluttazione con qualcuno, è scivolata e ha battuto la testa, ma non sembra uno scippo andato male. Sotto una pioggia livida che flagella Milano incessantemente, Ghezzi e Carella da un lato e Monterossi e Falcone dall’altro si incrociano e si evitano, due coppie di investigatori, ognuna con i suoi metodi e con alterne fortune, alla ricerca del colpevole, perché ormai è acclarato: si tratta di delitto.



Febbraio riporterà suo nostri scaffali due autori che amiamo moltissimo: Sara Rattaro e Lorenzo Marone. Prima il gentil sesso? Sara uscirà il 13 febbraio (su Amazon c'è scritto il 27, ma dalla regia -cioè Laura - mi dicono che sarà il 13) per Sperling & Kupfer con Uomini che restano. Io ho appena letto Un uso qualunque di te e già non vedo l'ora di incontrare di nuovo la penna di questa bravissima scrittrice (nonché persona bellissima).
La copertina e la trama non sono ancora disponibili ma attendiamo sviluppi a breve!

Lorenzo Marone oramai lo aspettiamo sempre tra febbraio e marzo con un nuovo libro... Sti autori ci abituano bene! E infatti a Febbraio (con data ancora non ufficiale) uscirà sempre con Feltrinelli Un ragazzo normale.
Anche qui, niente copertina ma su Amazon è apparsa la trama:

Trama
Mimì, dodici anni, occhiali, parlantina da sapientone e la fissa per i fumetti, gli astronauti e Karate Kid, abita in uno stabile del Vomero, a Napoli, dove suo padre lavora come portiere. 
Passa le giornate sul marciapiede insieme al suo migliore amico Sasà, un piccolo scugnizzo, o nel bilocale che condivide con i genitori, la sorella adolescente e i nonni. 
Nel 1985, l’anno in cui tutto cambia, Mimì si sta esercitando nella trasmissione del pensiero, architetta piani per riuscire a comprarsi un costume da Spiderman e cerca il modo di attaccare bottone con Viola convincendola a portare da mangiare a Morla, la tartaruga che vive sul grande balcone all’ultimo piano. Ma, soprattutto, conosce Giancarlo, il suo supereroe. Che, al posto della Batmobile, ha una Mehari verde. Che non vola né sposta montagne, ma scrive. E che come armi ha un’agenda e una biro, con cui si batte per sconfiggere il male. 
Giancarlo è Giancarlo Siani, il giornalista de “Il Mattino” che cadrà vittima della camorra proprio quell’anno e davanti a quel palazzo.
Nei mesi precedenti al 23 settembre, il giorno in cui il giovane giornalista verrà ucciso, e nel piccolo mondo circoscritto dello stabile del Vomero (trenta piastrelle di portineria che proteggono e soffocano al tempo stesso), Mimì diventa grande. E scopre l’importanza dell’amicizia e dei legami veri, i palpiti del primo amore, il valore salvifico delle storie e delle parole. 
Perché i supereroi forse non esistono, ma il ricordo delle persone speciali e le loro piccole grandi azioni restano.

Inoltre ha solleticato la mia curiosità Stella o croce di Gian Mauro Costa, in uscita il 22 febbraio per Sellerio (ho una leggera fissazione per i Sellerio ultimamente).


Trama
L’esordio di un nuovo personaggio letterario: Angela, giovane poliziotta di Palermo, lavora sulle volanti al servizio antirapina; proviene dal quartiere popolare di Borgo Nuovo, ha voluto diplomarsi e poi continuare gli studi tentando il concorso in polizia. Una donna che si è conquistata una indipendenza di cui va fiera.
Il lavoro sulla strada è duro, ma le piace, sogna di potere un giorno occuparsi di indagini, non le mancano la curiosità e l’intuito. L’occasione le arriva per caso quando apprende che sta per chiudersi l’inchiesta su un delitto che a Palermo ha fatto rumore ma che è rimasto irrisolto. Si tratta di una uccisione efferata: la vittima, Anna Fundarò, è stata trovata pugnalata nel suo negozio di parrucche in pieno centro...


A Marzo preparatevi perché faranno capolino nelle nostre vite (e noi nelle loro) Iole, Libera e Vittoria, le tre protagoniste dei libri di Rosa Teruzzi che sempre con Sonzogno (anche qui data ancora non ufficiale) pubblicherà Non si uccide per amore.
La copertina non è ancora disponibile ma abbiamo un accenno della trama:

Trama
Un foglietto, ormai ingiallito, trovato in una vecchia giacca nel fondo di un armadio, riporta la memoria di Libera, la fioraia del Giambellino, all'episodio più doloroso della propria vita. Quella giacca è di suo marito, ucciso vent'anni prima senza che sia mai stato trovato il colpevole, e quel biglietto sembra scritto da una donna. Dopo essersi improvvisata detective, nei romanzi precedenti, per risolvere i casi degli altri, questa volta Libera trova il coraggio per rivangare le vicende di quel suo passato. Con l'aiuto della madre bizzarra e di una giovane cronista di nera, e nonostante la vana opposizione della figlia poliziotta, si spingerà fino in Calabria per guardare in faccia l'amara verità.

E concludiamo con Aprile e con... tenetevi forte... la Vani Sarca di Alice Basso che pubblica il quarto libro con protagonista la ghostwriter dei nostri sogni (o almeno dei miei... si faccio sogni strani). La scrittrice del mistero uscirà sempre per Garzanti il 26 aprile!


Trama
Per Vani fare la ghostwriter è il lavoro ideale. Non solo perché così può scrivere nel chiuso della sua casa, in compagnia dei libri e lontano dal resto dell’umanità, per la quale non ha una grande simpatia. Ma soprattutto perché può sfruttare al meglio il suo dono di capire al volo le persone, di emulare i loro gesti, di anticipare i loro pensieri, di ricreare perfettamente il loro stile di scrittura. Una empatia innata da cui il suo datore di lavoro sa come trarre vantaggio. Lui sa che solo Vani è in grado di mettersi nei panni di uno dei più famosi autori viventi di thriller del mondo. E non importa se le chiede di scrivere una storia che nulla ha a che fare con i padri del genere giallo che lei adora, da Dashiell Hammett a Ian Fleming passando per Patricia Highsmith. Vani è comunque la migliore. Tanto che la polizia si è accorta delle sue doti intuitive e le ha chiesto di collaborare. E non con un commissario qualsiasi, bensì Berganza, la copia vivente dei protagonisti di Raymond Chandler: impermeabile beige e sigaretta sempre in bocca. Sono mesi ormai che i due fanno indagini a braccetto. Ma tra un interrogatorio e l’altro, tra un colpo di genio di Vani e l’altro qualcosa di più profondo li unisce. E ora non ci sono più scuse, non ci sono più ostacoli: l’amore può trionfare. O in qualunque modo Vani voglia chiamare quei crampi allo stomaco che sente ogni volta che sono insieme. Eppure la vita di una ghostwriter non ha nulla a che fare con un romanzo rosa, l’happy ending va conquistato, agognato, sospirato. Perché il nuovo caso su cui Vani si trova a lavorare è molto più personale di altri: qualcuno minaccia di morte Riccardo, il suo ex fidanzato. Andare oltre il suo astio per aiutarlo è difficile e proteggere la sua nuova relazione lo è ancora di più. Vani sta per scoprire che la mente umana ha abissi oscuri e che può tessere trame più ordite del più bravo degli scrittori.

E con questo è tutto gente... almeno per il momento!

Alla prossima




lunedì 11 dicembre 2017

Recensione: Un uso qualunque di te - Sara Rattaro

Buongiorno lettori,
avete decorato casa e fatto l'albero? Io si! Quanto mi piace fare l'albero di Natale! Ora bisogna solo metterci qualche bel pacchettino sotto e il gioco è fatto. 
In questi giorni sono molto orgogliosa di me, sto leggendo tanto! Sicuramente non raggiungerò quota 100 libri in un anno (sigh) ma anche 80ina circa sono un traguardo di tutto rispetto. Oggi vi parlerò della mia lettura numero 73, Un uso qualunque di te di Sara Rattaro.

Un uso qualunque di te
di Sara Rattaro
Giunti | Tascabili Giunti | 176 pagine
ebook €4,99 | cartaceo €6,90
25 giugno 2014 | scheda Giunti

TRAMA
Una famiglia borghese apparentemente serena è quella formata da Viola, Carlo e dalla diciassettenne Luce: grandi occhi spalancati verso il futuro. Distratta madre e moglie, Viola coltiva mille dubbi sul suo presente e troppi rimpianti camuffati da consuetudini. Carlo, invece, è un marito presente e innamorato e la solidità del legame famigliare sembra dipendere soprattutto da lui. È quasi l'alba di una notte di fine primavera quando Viola riceve un messaggio da suo marito che le dice di correre in ospedale. Stava dormendo fuori casa e si deve rivestire in fretta, non c'è tempo per fare congetture, il cellulare ora è scarico e nel messaggio non si dice a quale ospedale debba andare né cosa sia successo. Una corsa disperata contro il tempo, i sensi di colpa e le inquietudini che da anni le vivono dentro. Fino al drammatico faccia a faccia con il chirurgo le cui parole porteranno a galla un segreto seppellito per anni e daranno una sterzata definitiva al corso della sua esistenza.


"La città mi dorme sopra. Sopra di me e al mio viaggio, al senso di colpa e alla paura che mi si spalma lentamente sulla pelle."
Leggere Sara è proprio come incontrare un'amica. Inizi le prime righe e ritrovi il suo stile e la sua capacità di creare storie comuni, semplici, ma di grande impatto emotivo. Ho iniziato questo libro sapendo che non sarebbe stato facile, che alla sua fine ci avrei rimuginato su per ore. E così è stato.

Viola e Carlo stanno insieme fin dai tempi della scuola. Solido e posato lui, più irrequieta lei. Tutto procede come deve essere: la scuola, un lavoro, una bimba, il matrimonio. Tutto semplice, forse anche troppo. Una mattina, infatti, Viola riceve un messaggio dal marito: bisogna correre al pronto soccorso per loro figlia Luce. Ma Viola non è a casa, non è con lui, è con un altro uomo. E in questa corsa verso l'ospedale, nella ricerca di Luce e nel capire che cosa sta succedente noi rivivremo con Viola la vita sua e di Carlo, in un crescendo che culmina nella sua decisione finale, tanto tragica quanto difficile da prendere e comprendere.

Si è portati fin dall'inizio a giudicare: Viola la carogna traditrice, Carlo la vittima. Il giudizio sembra essere sport nazionale e i romanzi non fanno eccezione, ahimè. Eppure presto si capisce che nel breve romanzo che Sara ci propone c'è molto di più, ma anche che non ci sono parti da prendere. Chi si arroga il diritto di puntare il dito dovrebbe prima di tutto conoscere la storia, terminare la lettura e pensare al percorso che ha portato a determinate scelte. Non ci sono carnefici in questo romanzo, solo perdenti. Viola perde tutti gli attimi belli, perde la gioia di vivere in pieno un marito che la ama profondamente ma che in fondo forse non l'ha mai capita del tutto, perde la gioia di crescere una figlia e di legarsi a lei preferendo restare sempre un passo indietro rispetto al rapporto col padre, perde il gusto di avere una famiglia. Carlo non è da meno, forse dando per scontate troppe cose, non riesce a legare veramente a se Viola. La ama? Certo, ma forse questo non basta, non è sufficiente il suo amore per chiudere il cerchio e creare una vera famiglia.
Il perché di tutto ciò, quel qualcosa di non detto che c'è nel romanzo, lo capiremo solo alla fine, quando nessuno potrà più fare niente, se non vivere nei rimpianti, nei se e nei ma. E' un finale duro, arduo da comprendere, quasi crudele, ma credo fosse necessario, credo che solo in questo gesto così diffide Viola riesca a dare veramente un senso al suo peregrinare infinito. Viola è una donna senza meta, preda della tempesta che il suo cuore e il suo passato hanno creato e solo alla fine riuscirà a trovare un approdo.
Lo dicevo all'inizio, le storie di Sara sono storie comuni, vite che non hanno niente di straordinario, di particolare, sono il vicino di casa, l'amica dell'amica, la famiglia della compagna di scuola; ma hanno un che di così intimo che le rende uniche. Le leggi in un soffio, poche ore magari di un pomeriggio un po' grigio, ma restano lì nel tuo cuore e nella tua mente, e ci ragioni, ci pensi, le soppesi, le rileggi a pezzi. Ed è così che qualcosa di comune, di semplice, diventa speciale e impareggiabile.

Alla prossima