Recensione: Un uso qualunque di te - Sara Rattaro

Buongiorno lettori,
avete decorato casa e fatto l'albero? Io si! Quanto mi piace fare l'albero di Natale! Ora bisogna solo metterci qualche bel pacchettino sotto e il gioco è fatto. 
In questi giorni sono molto orgogliosa di me, sto leggendo tanto! Sicuramente non raggiungerò quota 100 libri in un anno (sigh) ma anche 80ina circa sono un traguardo di tutto rispetto. Oggi vi parlerò della mia lettura numero 73, Un uso qualunque di te di Sara Rattaro.

Un uso qualunque di te
di Sara Rattaro
Giunti | Tascabili Giunti | 176 pagine
ebook €4,99 | cartaceo €6,90
25 giugno 2014 | scheda Giunti

TRAMA
Una famiglia borghese apparentemente serena è quella formata da Viola, Carlo e dalla diciassettenne Luce: grandi occhi spalancati verso il futuro. Distratta madre e moglie, Viola coltiva mille dubbi sul suo presente e troppi rimpianti camuffati da consuetudini. Carlo, invece, è un marito presente e innamorato e la solidità del legame famigliare sembra dipendere soprattutto da lui. È quasi l'alba di una notte di fine primavera quando Viola riceve un messaggio da suo marito che le dice di correre in ospedale. Stava dormendo fuori casa e si deve rivestire in fretta, non c'è tempo per fare congetture, il cellulare ora è scarico e nel messaggio non si dice a quale ospedale debba andare né cosa sia successo. Una corsa disperata contro il tempo, i sensi di colpa e le inquietudini che da anni le vivono dentro. Fino al drammatico faccia a faccia con il chirurgo le cui parole porteranno a galla un segreto seppellito per anni e daranno una sterzata definitiva al corso della sua esistenza.


"La città mi dorme sopra. Sopra di me e al mio viaggio, al senso di colpa e alla paura che mi si spalma lentamente sulla pelle."
Leggere Sara è proprio come incontrare un'amica. Inizi le prime righe e ritrovi il suo stile e la sua capacità di creare storie comuni, semplici, ma di grande impatto emotivo. Ho iniziato questo libro sapendo che non sarebbe stato facile, che alla sua fine ci avrei rimuginato su per ore. E così è stato.

Viola e Carlo stanno insieme fin dai tempi della scuola. Solido e posato lui, più irrequieta lei. Tutto procede come deve essere: la scuola, un lavoro, una bimba, il matrimonio. Tutto semplice, forse anche troppo. Una mattina, infatti, Viola riceve un messaggio dal marito: bisogna correre al pronto soccorso per loro figlia Luce. Ma Viola non è a casa, non è con lui, è con un altro uomo. E in questa corsa verso l'ospedale, nella ricerca di Luce e nel capire che cosa sta succedente noi rivivremo con Viola la vita sua e di Carlo, in un crescendo che culmina nella sua decisione finale, tanto tragica quanto difficile da prendere e comprendere.

Si è portati fin dall'inizio a giudicare: Viola la carogna traditrice, Carlo la vittima. Il giudizio sembra essere sport nazionale e i romanzi non fanno eccezione, ahimè. Eppure presto si capisce che nel breve romanzo che Sara ci propone c'è molto di più, ma anche che non ci sono parti da prendere. Chi si arroga il diritto di puntare il dito dovrebbe prima di tutto conoscere la storia, terminare la lettura e pensare al percorso che ha portato a determinate scelte. Non ci sono carnefici in questo romanzo, solo perdenti. Viola perde tutti gli attimi belli, perde la gioia di vivere in pieno un marito che la ama profondamente ma che in fondo forse non l'ha mai capita del tutto, perde la gioia di crescere una figlia e di legarsi a lei preferendo restare sempre un passo indietro rispetto al rapporto col padre, perde il gusto di avere una famiglia. Carlo non è da meno, forse dando per scontate troppe cose, non riesce a legare veramente a se Viola. La ama? Certo, ma forse questo non basta, non è sufficiente il suo amore per chiudere il cerchio e creare una vera famiglia.
Il perché di tutto ciò, quel qualcosa di non detto che c'è nel romanzo, lo capiremo solo alla fine, quando nessuno potrà più fare niente, se non vivere nei rimpianti, nei se e nei ma. E' un finale duro, arduo da comprendere, quasi crudele, ma credo fosse necessario, credo che solo in questo gesto così diffide Viola riesca a dare veramente un senso al suo peregrinare infinito. Viola è una donna senza meta, preda della tempesta che il suo cuore e il suo passato hanno creato e solo alla fine riuscirà a trovare un approdo.
Lo dicevo all'inizio, le storie di Sara sono storie comuni, vite che non hanno niente di straordinario, di particolare, sono il vicino di casa, l'amica dell'amica, la famiglia della compagna di scuola; ma hanno un che di così intimo che le rende uniche. Le leggi in un soffio, poche ore magari di un pomeriggio un po' grigio, ma restano lì nel tuo cuore e nella tua mente, e ci ragioni, ci pensi, le soppesi, le rileggi a pezzi. Ed è così che qualcosa di comune, di semplice, diventa speciale e impareggiabile.

Alla prossima


Commenti

  1. Questo non ero molto intenzionata a leggerlo,perchè mi sembrava una coppia un pò, non dico squallida, solo deludente, ma se ne parli così un pensiero non posso non farcelo.

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