Recensione: Sally Diamond la strana - Liz Nugent

by - gennaio 13, 2026

Buongiorno lettori!
In queste prime settimane dell'anno ho sempre un gran entusiasmo per le letture, saranno i buoni propositi, saranno le aspettative per le novità che stanno per uscire, ma gennaio è da sempre un mese molto positivo. Eppure quest'anno è stato finora proprio foriero di bellissime letture. Dopo aver conosciuto l'Atena Ferraris di Alice Basso, oggi vi voglio presentare Sally Diamond la strana di Liz Nugent.


SALLY DIAMOND LA STRANA
di Liz Nugent
Villardi Editore | Ragazze interrotte | 400 pagine
ebook €11,99 | cartaceo €19,90
4 giugno 2025 | link Amazon affiliato

Improvvisamente sola, Sally si affaccia al mondo per la prima volta, scoprendo che non sempre le persone dicono quello che pensano. In più, ora è al centro dell’attenzione, inseguita da paparazzi affamati di notizie, concittadini petulanti e detective ficcanaso. Ma a raggiungerla non sono solo i giornalisti: lettere ambigue, firmate da un anonimo S., compaiono nella sua cassetta postale. Chi le manda e cosa vuole? Perché conosce tutte quelle cose su di lei? E mentre riaffiorano dettagli inquietanti della sua infanzia, Sally sarà costretta a confrontarsi con i segreti di un passato che aveva voluto dimenticare.
4 stelle e mezzo!


Sally Diamond è da sempre la strana. Trovata in una foresta e adottata dai Diamond, così diceva la gente. Ma Sally ha sempre saputo che suo padre e sua madre non erano i suoi veri genitori: non sapeva chi fosse davvero e, in fondo, non pensa che le sia mai importato fino al momento in cui la incontriamo noi.

Sua madre è morta da tempo, lei ha quarant’anni e una data di nascita scelta a tavolino — perché quella vera chissà quale sia — e ora anche suo padre giace nel suo letto, morto. Dopo anni passati in quella casetta isolata, solo loro due, Sally è sola e deve decidere cosa fare.

Prima cosa: gettare il padre nella spazzatura.
Proprio così. Scherzando, le aveva detto lui: «Quando muoio, portami fuori con la spazzatura. Tanto sarò morto, per me non farà differenza. Mentre tu piangerai tutte le tue lacrime».
E lei segue le sue istruzioni e lo getta nell’inceneritore nel fienile.

È da questo momento che il mondo si accorge di Sally e ne scopre il vero nome e la provenienza. Torna sui giornali quel passato che si era cercato di dimenticare e che lei, in realtà, non conosceva affatto. E scatta qualcosa di necessario perché la nostra Sally decida di fare qualche passetto oltre il confine della sua proprietà, di cercare amici e di uscire da quelle regole che la sua mente le ha imposto.

Il passato, però, è una brutta bestia e non ci lascia mai davvero. Dalla Nuova Zelanda arrivano misteriose lettere firmate “S” e indirizzate a Mary Norton.

Non aspettatevi un thriller classico. Il libro di Liz Nugent è, per molti versi, disarmante. Per la storia cruda e forte, certo, ma soprattutto per questo inizio grottesco che ci dice già chiaramente come è Sally; sul chi sia, invece, dobbiamo ancora lavorarci per qualche pagina.

È un romanzo che ha molti livelli e diversi fili narrativi, ma che non può non toccare il lettore nel profondo. Sally ci appare subito come una donna problematica, ma anche infinitamente buona, pura: una persona senza filtri e senza malizia. Le si perdonano le tante domande inopportune perché si capisce che non lo fa con cattiveria, ma solo perché non sa. Non sa come comportarsi, cosa sia giusto dire e cosa sia meglio tenersi per sé; non conosce le regole che governano la società che la circonda, seppur piccola e rurale.

Quello che mi ha colpito di più è la crescita di questa donna. Da “piccola selvaggia” (parole dei compagni di scuola, non mie), che si finge sorda pur di non doversi relazionare con gli altri, la troviamo completamente trasformata nel finale: circondata da amici, con un lavoro, una casa, una famiglia. Sono cose che noi diamo per scontate, ma provate a mettervi nei panni di una bambina che non ha alcun ricordo di sé prima dei sette anni e che conosce solo ciò che la circonda più direttamente.

Ma la storia di Sally non finisce qui. Perché lei ha un passato, ha un’altra famiglia. Ed è qui che l’aspetto psicologico si fa ancora più complesso e potente. È difficilissimo parlarne senza fare spoiler, anche perché Sally non è l’unica a essere cresciuta isolata dal mondo. Nella seconda parte, infatti, il romanzo alterna i capitoli del presente di Sally a quelli del passato, in cui scopriamo cosa sia realmente accaduto. Ed è qui che l’aberrazione umana si mostra in tutta la sua tragicità.

È un romanzo strano — forse più della sua protagonista — un thriller che non mostra sangue ma che è, probabilmente, tra i più inquietanti e destabilizzanti che abbia letto. Ha un’atmosfera quasi tranquilla e pacifica, eppure racconta una storia profondamente disturbante e violenta.

L’unica perplessità riguarda il finale, che ho compreso solo in parte e che ho trovato troppo aperto. Non mi ha dato quel senso di giustizia che forse avrei voluto rivendicare non solo per Sally, ma anche per tutte le altre figure che, in questa storia così strana, sono state vittime.

Alla prossima



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