Recensione: Il segreto di Miss Austen - Giovanna Zucca

by - gennaio 05, 2026

Buongiorno lettori!
Ebbene si, è già lunedì... domani sarà la Befana e poi... si torna alla normalità. Bisogna togliere albero e luci, oddio che tristezza!! Lo ammetto, li terrò ancora qualche giorno, almeno fino a domenica e poi... la mia casa sarà triste.
Ma non pensiamoci ora. Questa mattina vi voglio dare il buongiorno con la prima recensione del 2026 che riguarda Il segreto di Miss Austen di Giovanna Zucca.


IL SEGRETO DI MISS AUSTEN
di Giovanna Zucca
Fazi Editore | 310 pagine
ebook €8,99 | cartaceo €17,00
16 settembre 2025 | link Amazon affiliato

Inghilterra, primo decennio dell’Ottocento. Tra gli eleganti salotti delle campagne dell’Hampshire, si intrecciano le esistenze di giovani donne in cerca del loro posto nel mondo, ufficiali divisi tra dovere e sentimento e amori destinati a rimanere nell’ombra. Al centro della storia c’è Jane Austen, in procinto di esordire come scrittrice, che osserva con sguardo ironico e compassionevole le vicende dei suoi vicini. Eppure, anche il suo cuore conserva un segreto mai svelato: l’amore per un uomo, votato a un destino da cui ha sempre cercato di sfuggire.
Intorno a loro si muovono personaggi diversi: Cecilia Ravencourt, fanciulla di rara bellezza accusata di falsa modestia; la superba e risoluta Louise Alton, da molti considerata sciocca; la dolce Virginia, costretta a sopportare i capricci della sorella maggiore, e Olimpia, la contessina, che cerca di mediare tra padre e fratello. Intanto, le chiacchiere di Mrs Evans, sempre pronta a sussurrare all’orecchio giusto il pettegolezzo sbagliato, turbano le acque della buona società.
Tra segreti ben custoditi, rimpianti diffusi e amori mai vissuti, Jane Austen assiste allo scorrere dell’esistenza altrui, consapevole che la sua unica eredità sarà contenuta nelle pagine che scrive: il cuore, come un buon romanzo, raramente segue il disegno previsto, ma spesso riserva un finale sorprendente.
Nella ricorrenza dei 250 anni dalla nascita di Jane Austen, Giovanna Zucca, profonda conoscitrice dell’opera della scrittrice inglese, ha scritto una storia in perfetto stile austeniano immedesimandosi in un mondo fatto di intrighi e pettegolezzi, balli, villeggiature e matrimoni combinati, dando vita a un intreccio appassionante pieno di intricate situazioni sentimentali e personaggi sfaccettati e complessi. Schermaglie, equivoci e dialoghi vivaci compongono una trama avvincente per un libro che, pieno di intelligenza e ironia, ha tutto il sapore di un classico.
2 e mezzo...
Il 2025 non è finito benissimo


250 anni dalla nascita di Jane Austen e sentirli tutti.
A ridosso di questo compleanno così speciale della scrittrice inglese è stato pubblicato un po’ di tutto: a volte in bene, altre decisamente meno. Anche il romanzo di Giovanna Zucca rientra nei festeggiamenti e devo dire che il risultato è riuscito solo a metà.

La storia è una delle più classiche del mondo austeniano: un paesello di poche anime, un gruppo di famiglie che si frequentano assiduamente e una serie di amori che nascono, si interrompono, si riavvicinano, sempre sfiorati dal pettegolezzo e da decisioni potenzialmente disastrose. Tutto ruota attorno a lei, Jane Austen, che qui ha già superato la trentina ed è quindi considerata una zitella conclamata. Insieme alla madre e alla sorella si sposta di fratello in fratello, nella speranza di trovare finalmente una sistemazione definitiva.

La storia, quindi, non è nulla di nuovo, ma non mi aspettavo certo qualcosa di diverso. Anzi, lo slancio di questo libro sta proprio qui: rendere omaggio a Jane Austen cercando di riprodurre, più che lo stile, le atmosfere, il ritmo e quei tipici stravolgimenti narrativi che la scrittrice inglese ci ha regalato nelle sue opere. E in effetti ci si sente perfettamente immersi non tanto nel mondo Regency in senso stretto, quanto in quel complesso meccanismo di convenzioni e regole sociali che abbiamo imparato a conoscere grazie a Elizabeth Bennet, Emma e compagnia. Un mondo, è bene sottolinearlo, fortemente rurale, in cui la città rimane sempre sullo sfondo, appena intravista. In questo l’autrice è stata davvero brava, soprattutto nel costruire una base narrativa credibile e coerente.

Vi starete chiedendo: qual è allora il problema?
Se atmosfera e andamento narrativo in linea generale funzionano e convincono, io non ho trovato quel guizzo tipicamente austeniano, quella scintilla indecifrabile fatta di ironia, sarcasmo, acuto spirito d’osservazione e sottile critica sociale che caratterizza la produzione di Jane Austen. Per carità, è anche comprensibile: muoversi sul filo dell’omaggio senza scivolare nell’imitazione è un esercizio delicatissimo (e va detto che qui l’imitazione non c’è). Tuttavia, il racconto manca di quella forza narrativa che mi aspettavo e in più punti risulta un po’ troppo piatto.

Il mio vero cruccio, però, sono stati i personaggi. Che fatica. Ho passato metà del libro cercando di capire chi fosse chi, chi amasse chi e chi fosse parente di chi. Non c’è stato verso: nomi e relazioni non mi entravano in testa. Il riassunto iniziale con l’elenco dei personaggi è stato utile, certo, ma non si può pensare di fare continuamente avanti e indietro. A un certo punto mi sono finalmente orientata tra parentele, nomi e battiti di cuore e mi sono resa conto che, se un paio di personaggi risultano davvero riusciti (come Olimpia), altri — purtroppo la maggior parte — non lasciano il segno e in alcuni casi fanno poco più che tappezzeria (Virginia, per esempio).

La stessa Jane Austen spicca ovviamente per arguzia e spirito — e ci mancherebbe — ma… non lo so, non mi è rimasta così impressa né nel cuore né nella testa.

Insomma, tirando le somme. Lo sto dicendo a tutti quelli che mi scrivono per chiedermi un parere: è stata una lettura godibile, ma nulla di più. Né brutta né bella, piacevole a tratti, noiosetta in diversi punti. Se decidete di affrontarla, il mio consiglio è di munirvi di un bel post-it da spostare insieme al segnalibro con annotati i personaggi principali. Ma anche con questo escamotage… ecco, se volete leggere davvero Jane Austen, io consiglio sempre Persuasione.

Alla prossima





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