Recensione: Le ventisette sveglie di Atena Ferraris - Alice Basso
Buongiorno lettori!
Se abbiamo inaugurato la settimana con l'ultima lettura del 2025, direi che sia il caso di chiuderla con la prima del 2026. Come sapete, la prima lettura del nuovo anno per me è molto importante. Ci sono state annate terribili, in cui il primo libro libro mi ha fatto pesare i primi giorni di gennaio come 25 lunedì messi in fila. Invece, grazie al cielo benedetto, il 2026 parte alla grande! Mi sono finalmente decisa (grazie anche alla ruota che ogni tanto di prende la responsabilità di scegliere per me) e ho letto Le ventisette sveglie di Atena Ferraris di Alice Basso!
LE VENTISETTE SVEGLIE DI ATENA FERRARIS
(Atena Ferraris, #1)
di Alice Basso
Garzanti | Narratori Moderni | 368 pagine
ebook €9,99 | cartaceo €16,90
21 gennaio 2025 | link Amazon affiliato
"Mi chiamo Atena Ferraris e mi sa che non sono come gli altri, inutile girarci intorno. Mia madre mi ha sempre detto che siamo tutti diversi, e quindi è come se fossimo tutti uguali. Non ne sono convinta, ma mi fido di lei. Ho trent'anni, vesto fuori moda e odio le sorprese. E ho ben ventisette sveglie ogni giorno per ricordarmi di lavorare, di mangiare, di andare a letto, di smettere di pensare. Soprattutto faccio troppe domande, dicono. Perché per me è essenziale che ogni cosa abbia una spiegazione. Per questo dirigo una rivista online di enigmistica dove ogni gioco, rebus o anagramma ha una soluzione univoca. Mi fa sentire al sicuro. So che siamo in pochi a ragionare così. Ora, però, è successo qualcosa che ha scombinato le carte. Tutta colpa del mio fratello gemello. Febo è uno scrittore in crisi e, per ritrovare l'ispirazione, si caccia nei guai più assurdi. Al momento, per esempio, si è iscritto a una scuola di magia. Sembrerebbe una cosa innocua, se non fosse che, fra giochi di prestigio e illusioni, è inciampato in un mistero vero, di quelli che scottano. Mi ha supplicata di aiutarlo, dice che ha bisogno della mia capacità di vedere particolari che gli altri non notano. E così eccomi costretta a uscire di casa, a conoscere persone nuove e ad avere conversazioni normali. Ma forse è quello che ci vuole: forse è arrivato il momento di mettersi in discussione e capire se mia madre ha detto la verità sul mio modo di essere. A volte bisogna uscire dal guscio per capire chi si è davvero". Dopo averci fatto sognare con le avventure di Vani Sarca e Anita Bo, Alice Basso torna dai suoi lettori con una nuova protagonista: diversa, ma che assomiglia un po' a ognuno di noi. Perché siamo pieni di fragilità, ma anche di una forza che non sappiamo di avere. E Atena è qui per dimostrarcelo.
5 stelle!! And the winner is...
Dettagli, sempre dettagli, e io che non vedo l'elefante ma la formica posata sulla punta della proboscide.
Vani, Anita, Atena.
Se devo essere sincera, io dopo Vani ho fatto fatica. Fatica a trovare un’altra “lei” che mi appassionasse, mi facesse ridere e mi spaventasse anche un po’, come aveva fatto lei; fatica a entrare in empatia con Anita, che invece trovavo un po’ troppo civettuola; fatica a trovare un nuovo appuntamento più o meno fisso da aspettare ogni anno.
E invece… ecco Atena, che ho incontrato con colpevole ritardo, ma, ehi, sono un essere umano anch’io: piano piano vi trovo tutti, personaggi simpatici e carismatici, con quel fondino tenero tutto da scoprire e quella scorzetta di ironia innata che vi rende così giusti per me!
Atena è tutto questo e anche di più. Ma soprattutto Atena è diversa dagli altri. Non che ci sia qualcosa di male nell’esserlo (io ne faccio un punto d’orgoglio), ma, nonostante le rassicurazioni della mamma fin da piccola, Atena non ha ancora capito se sia un bene o un male e, soprattutto, non ha ancora capito chi sia davvero.
Ha trent’anni, veste fuori moda, odia le sorprese, fa tante domande, parla a più non posso, ama gli schemi e, dopo una disastrosa esperienza in una libreria, ha fondato e dirige una rivista online di enigmistica. Quale lavoro è più adatto a chi ama le parole e la certezza che esista una sola e unica soluzione? Appunto.
Per farlo, la sua giornata è scandita da ben ventisette sveglie…
La mia memoria funziona così. Posso ricordarmi per tutta la vita, dopo averlo letto una volta a vent'anni, che - che ne so- il formaggio Tilsit è considerato svizzero perchè è stato inventato nel tardo ottocento da immigrati svizzeri seppur nella città di Tilsit all'epoca appartenente alla Prussia Orientale, e posso anche dimenticarmi di mangiare, o di avere un appuntamento dal dentista, o appunto di controllare che mio fratello sia vivo.Vi sembra roba da pazzi, vero?Già.Benvenuti nella mia vita.
A sconvolgere queste e altre certezze è proprio il fratello gemello, Febo (sì, i loro genitori sono dei pazzi): scrittore in crisi che cerca di vivere più esperienze possibili – a rischio della vita – per trovare l’ispirazione per il suo prossimo romanzo. Nella scuola di magia a cui si è appena iscritto (ve l’ho detto, cerca di fare più esperienze possibili) ha assistito, più o meno, a un probabile omicidio! Gli serve il suo aiuto.
Atena, riluttante, accetta e si troverà a gironzolare per Torino alla ricerca della soluzione del caso, che mica è così semplice, eh. Ma soprattutto si ritrova a fare qualcosa che non aveva mai preventivato: uscire dallo schema che è la sua vita e scoprire qualcosa di nuovo e di bello.
Oddio, quanto mi sono divertita con Atena! Ve lo dico subito, via il dente e via il dolore: non è Vani! Ci tengo a precisarlo, perché un paragone nasce quasi naturale nella mente del lettore. Però, caro lettore, fai uno sforzino in più e aspetta la fine del romanzo, e anche la nota finale dell’autrice, che si mette accanto a te e ti guida nella nascita di questo libro e della sua eroina.
Perché dietro Atena e le sue paure c’è molto di più: c’è un mondo. È un personaggio che, sulle prime, sembra forte e duro, quasi respingente, ma basta poco perché emerga invece tutta una serie di splendide fragilità, da scoprire e incasellare in uno dei suoi schemi.
Atena è un puzzle (di quelli carini con gli animaletti): tanti pezzi piccoli e delicati, pronti a nascondersi sotto la falda del tappeto o a essere trafugati dal micio di casa troppo curioso; ma una volta incastrati tutti, con meticolosità e un po’ di pazienza, una volta posizionati a creare uno schema preciso, ecco che formano qualcosa di forte e consapevole.
La storia intriga. Magari parte un pochino lenta, ma una volta ingranata la marcia il mistero che Atena & C. si trovano a indagare è ricco e pieno di sfaccettature, con una scoperta finale a cui, francamente, non avrei mai pensato.
In conclusione, ve lo posso dire? La lettura di questo libro mi ha dato la sensazione di tornare a casa, di ritrovare un luogo confortevole in cui si è stati bene, ma accompagnati da una persona nuova. C’è certezza, ma anche sorpresa; c’è casa, appunto, ma con una stanza nuova tutta da scoprire.
E per una volta il mio “nonhotempodevoleggereanchequestoequestoepoiandarealavoroenonviverepiù” è stato ben accetto, perché il 27 gennaio (venti giorni scarsi!!!!) uscirà in libreria il secondo appuntamento con Atena e io non vedo l’ora!
Ora lo posso dire, cari lettori: il 2026 inizia con un libro da cinque stelle!!
Alla prossima








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