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Un libro...Un film... "Dalia nera" di James Ellroy

Buona sera amici lettori!
Anche questo mese vi propongo la rubrica Un libro...Un film... in collaborazione con Valentina del blog Bett Davis Eyes: ogni mese vi proponiamo la recensione di un libro e della sua trasposizione cinematografica. Finora abbiamo toccato generi molto diversi, la commedia, la fantascienza e il romantico, per non smentirci anche questa volta abbiamo deciso di proporvi un genere nuovo, il noir/poliziesco (anche se da qualche parte ho letto che viene definito pure "neo-noir"...-.- ), con un libro di cui, ammetto, ignoravo l'esistenza (vergogna!!) e cioè Dalia nera di James Ellroy...


Dalia Nera 
di James Ellroy 
ed. Mondadori 
pp. 350 
€ 9,50
TRAMA
Non si muovono certo in un mondo di illusioni Lee e Dwight, poliziotti, pugili, amici. Eppure il pericolo più grave per loro non arriva dalla folla di relitti umani e delinquenti che li circondano, né dalla violenza e dalla corruzione di Los Angeles, né da Kay, la donna di cui entrambi sono innamorati. È un orrido delitto a sconvolgere per sempre la loro vita: il massacro di Elizabeth Short, la "Dalia Nera", ragazza leggera, allegra, imprudente, prostituta a tempo perso. Una delle tante vittime consenzienti dello show business e soprattutto di sé stessa. E quando Lee scompare misteriosamente, per Dwight le indagini si trasformano in una tremenda ossessione.

RECENSIONE
Il libro di James Ellroy nasce da un reale caso di omicidio, avvenuto nel 1947 a Los Angeles e che ha visto coinvolta una giovane ragazza, Elizabeth Short, trovata morta in un'area abbandonata; la vittima era stata, torturata, seviziata e quindi uccisa, il suo corpo venne fatto a pezzi. Fu un omicidio molto cruento e forse uno dei primi omicidi "mediatici" visto l'orrore (e l'interesse) suscitato nell'opinione pubblica. A differenza del libro, il vero delitto rimase irrisolto, nonostante i tanti sospettati che si sono succeduti negli anni e le tante teorie (alcune anche un po' assurde...).

James Ellroy riprende la storia reale affiancandovi però quella dei detective incaricati del caso Dwight "Ghiaccio" Bleichert e Lee "Fuoco" Blanchard. I due investigatori sono ex pugili che si incontrano proprio sul ring. Inaspettatamente da avversari diventano prima colleghi  e poi amici. Vengono affidati quindi al caso della Dalia Nera, cioè della morte di Elizabeth Short. Il caso diventa in breve un'ossessione prima per Lee e poi anche per Dwight, finchè Lee non scompare misteriosamente e Dwight, tra alti  e bassi, cerca di capire cosa è successo alla ragazza.

La storia è indubbiamente avvincente, piena di suspence e di mistero...è un noir! Inoltre aver usato un fatto realmente accaduto da una carica maggiore alla narrazione. Tuttavia l'ho trovata confusa: si passa da momenti incentrati sull'omicidio, a fasi in cui quasi sembra un altro libro. L'inizio sul pugilato non mi è proprio piaciuto, lento e noioso, non si arrivava mai al punto. Le continue descrizioni degli spostamenti mi hanno proprio annoiata, gli elenchi di nomi  e nomignoli hanno rallentato la lettura. Tutto da buttare? No. Mi è piaciuto molto lo stile asciutto dei momenti più importanti, come gli interrogatori o le fasi di analisi, frasi secche, dirette, botta e risposta, che danno molto l'idea di un resoconto investigativo.

I dettagli dell'omicidio sono molto forti, le descrizioni del corpo, e i vari particolari non vengono risparmiati al lettore. Inoltre, cercando su internet la copertina del libro mi sono imbattuta (non cercandole, basta mettere Dalia Nera su google immagine...consiglio, non fatelo!) anche nelle reali foto scattate dalla scientifica al corpo della vittima. Questi due elementi, descrizioni e foto, bhè, mi hanno impressionata, e mi ha colpito molto come le descrizioni rendano appieno quello che ha subito quella povera ragazza.

La storia è ambientata per lo più nella Los Angeles della fine degli anni '40. Ma non aspettatevi il sole e le palme. James Ellroy ci mostra il lato più cupo e squallido della città, scava nel marciume prodotto dai poliziotti corrotti, dagli imprenditori disonesti, dai bar malfamati.

La parte più forte e meglio riuscita del romanzo sono i personaggi, descritti a tutto tondo, sia dal punto di vista fisico sia da quello psicologico. Sono personaggi molto complessi, dalle mille sfaccettature, a partire dalla vittima, mostrata come una sciocca ragazzina, come una vamp fatale e come una volgare prostituta, il tutto solo grazie ai racconti. Elizabeth Short è presente poco in scena, ma a sprazzi la ritroviamo tornare prepotentemente alla ribalta grazie a ciò che raccontano di lei e ai momenti quasi di allucinazione di Dwight. Mi ha colpito molto l'idea di ossessione e quasi di follia che caratterizza Lee prima e Dwight dopo: frasi sconnesse, allucinazioni, movimenti frenetici, fissazioni. E' un quadro psicologico molto forte, che viene scatenato dal terribile omicidio, ma che in realtà è latente in loro e, comunque, presto se ne distacca. E' come se l'omicidio fosse solo una scintilla per qualcosa di molto più complesso.

Il finale, che per ovvie ragioni non vi descriverò, mi ha lasciata  insoddisfatta, in parte perchè un po' me l'ero immaginato, in parte perchè non c'è una vera giustizia.

In linea di massima mi è piaciuto ma non mi ha sorpreso, non mi ha coinvolto e soprattutto per un motivo: c'è una parte centrale in cui sembra di avere in mano un'altro libro, in cui quasi ci si dimentica di Elizabeth Short, e questo fa calare l'attenzione, spezza anche quel sentimento di pietà e di empatia che inevitabilmente si crea per la vittima.
E' sicuramente una perfetta sceneggiatura per un film, considerando che il tempo porta a ridurre molto le scene più lente o non indispensabili, e quindi condensa la storia.

Voto...






Fin qui la mia recensione! Volete leggere quella di Valentina sul film The Black Dahlia di Brian De Palma, con Josh Hartnett, Scarlett Johansson, Aaron Eckhart, Hilary Swank, Mia Kirshner? Allora seguite questo link...

http://bettedaviseyes-recensionifilm.blogspot.com/2014/01/un-libroun-film-black-dahlia.html
Alla prossima
Eliza

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