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Un libro…Un film…”L’ospite” di Stephenie Meyer

Buongiorno amici lettori!
Oggi vi propongo un nuovo appuntamento della rubrica Un libro…Un film, nata dalla collaborazione con Valentina del blog Bett Davis Eyes. Vi ricordo che a scadenza mensile io  e Valentina vi proporremo la recensione di un libro e della sua trasposizione cinematografica. Il libro/film che abbiamo deciso di proporvi questo mese è L’ospite di Stephenie Meyer.


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L'ospite 
di Stephenie Meyer
ed. Rizzoli
pp. 600
€ 12,00
TRAMA
Nel futuro la specie umana sta scomparendo. Un'altra razza, aliena, potente e intelligentissima, ha preso il sopravvento, e i pochi umani rimasti vivono raccolti in piccole comunità di fuggiaschi. Tra loro c'è Jared, l'uomo che la giovane Melanie, da poco caduta nelle mani degli "invasori", ama e non riesce a dimenticare. Neppure adesso che il suo corpo dovrebbe essere niente più di un guscio vuoto, un semplice involucro per l'anima aliena che le è stata assegnata. Perché l'identità di Melanie, i suoi ricordi, le sue emozioni e sensazioni, il desiderio di rincontrare Jared, sono ancora troppo vivi e brucianti per essere cancellati. Così l'aliena Wanderer si ritrova, del tutto inaspettatamente, invasa dal più umano e sconvolgente dei sentimenti: l'amore. E, spinta da questa forza nuova e irresistibile, accetta, contro ogni regola e ogni istinto della sua specie, di mettersi in cerca di Jared. Per rimanere coinvolta, insieme a Melanie, nel triangolo amoroso più impossibile e paradossale, quello fatto di tre anime e due soli corpi.

Recensione
Parto col dirvi la pura e  semplice verità, come del resto faccio sempre: non mi aspettavo molto, anzi niente. La saga di Twilight non mi è proprio piaciuta (per favore, chi vuole linciarmi si metta in fila sulla destra, grazie…), giusto un po’ il primo, quindi, all’uscita L’ospite l’ho guardato con molto sospetto. Quando con Valentina abbia buttato giù qualche titolo per la rubrica mi sono detta che era il momento e l’occasione giusta per tira fuori la mia copia impolverata e affrontarlo. Bhè, devo dire che mi è piaciuto. La Meyer ha tirato fuori una storia molto interessante e complessa, sicuramente più matura di quella vampiresca, meno mielosa.
La storia è di stampo fantascentifico, con la Terra invasa da una razza aliena che, per sopravvivere, si sposta di pianeta in pianeta e prende letteralmente possesso dei corpi della popolazione locale. Sono essenzialmente dei parassiti, piccoli esserini (che saranno pure bellissimi, ma a me sempre a dei vermetti hanno fatto pensare!) che vengono inseriti alla base della nuca. Da quel momento l’ospite prende il controllo del corpo, annullando per sempre il legittimo proprietario. E già da questo inizio ho iniziato ad apprezzare il romanzo. Niente dischi volanti non identificati, niente esserini con le antenne e gli occhioni, ma degli esseri extraterrestri che conquistano il mondo come la razza umana non è in grado di fare, e cioè senza spargimento di sangue, in maniera sicuramente pacifica, ma anche nel modo più subdolo che esista. Anche perchè i nuovi “inquilini” non portano dei cambiamenti, non stravolgono la società, ma mantengono tutto come era prima, eliminando la violenza e il denaro, creando una sorta di mondo ideale, dove tutti sono gentili. Tutto bello? Bhè qui si potrebbero scrivere pagine e pagine, ma quello che ho immaginato io, leggendo, è che ci troviamo davanti anche ad un mondo piatto, privo di fantasia; inoltre quella che la Meyer descrive è comunque un’invasione, le Anime (così vengono chiamati gli invasori) rubano comunque il corpo uccidendo l’essere umano. L’idea mi è piaciuta molto: si crea un nuovo mondo senza spargere sangue, ma portando comunque avanti la violenza per eccellenza, l’annullamento dell’essere umano.
La storia si incentra su Viandante, un’anima speciale perchè è vissuta su molti pianeti diversi, senza fermarsi mai. Lei si ritrova nel corpo di Melanie. Tuttavia, Melanie non sparisce, ma resiste con le unghie e con i denti per non sparire nel nulla e restare un voce insistente nella mente del parassita. Viandante all’inizio non la sopporta, vuole che sparisca, ma alla fine le si affeziona e l’aiuta. Melanie infatti era riuscita a sopravvivere all’invasione insieme a suo fratello Jemie e a Jared. Viandante non solo riesce a ritrovarli ma si ritrova, anche contro la sua natura, a vivere in un sistema di grotte attrezzato dallo zio di Melanie con uno sparuto gruppo di sopravvissuti, tra cui proprio Jared e Jamie. Qui Viandante, che prende il nome più semplice di Wanda, non solo scopre più cose su Melanie e la sua famiglia, ma scopre anche cosa vuol dire essere un essere umano e avere vicino persone che le voglio bene per quello che è. Dopo un ‘iniziale e doveroso scontro, Wanda infatti entra a far parte di questa piccola comunità e inizia ad aiutare queste persone, anche andando contro la propria razza.
Il racconto è molto articolato, con un buon mescolarsi di azione e momenti di riflessione. La cosa che più spicca è il rapporto tra Viandante e Melanie, due anime che si dividono un corpo, i ricordi, le sensazioni e i desideri. Presto infatti Viandante si ritrova coinvolta nell’amore tra Melanie e Jared, mentre Melanie vede e sente il sentimento che sta nascendo tra Wanda e Ian, un altro umano sfuggito all’invasione. Tra i tanti personaggi che appaiono Viandante mi è piaciuta, ma fino ad un certo punto, ovviamente il suo ruolo è quello di un essere composto  e controllato, ma questo fa si anche che rimanga freddo e distante. Leggendo non mi sono sentita dispiaciuta o felice per lei, non riuscivo a difenderla o ad accusarla. Rimane in una sorta di limbo. Melanie invece spicca di più, anche se appare di meno, è forte, testarda a volte quasi irritante, ma è un personaggio vero  e non solo una vocina nella testa. Per quanto riguarda i due protagonisti maschili, Jared e Ian, ero partita pensando che Jared sarebbe stato…non so…più coinvolgente, che mi avrebbe fatto tremare le ginocchia ad ogni pagina, ma no, non lo fa, o almeno non del tutto, rimane fin troppo controllato. Ian invece mi è sembrato per una gran parte del romanzo un cucciolo bisognoso di affetto, ma sul finale è cambiato ed è diventato molto più interessante.
La Meyer se la cava sicuramente meglio con gli alieni che con i vampiri, riuscendo a creare una storia fantastica (nel senso del genere) ma quasi con una parvenza di normalità. Esce per fortuna da quella nuvoletta di amore eterno e adolescenziale creata per Bella ed Edward, per delineare una storia più adulta  e meglio costruita, senza fronzoli e occhi languidi.
Voto…





Volete leggere la recensione di Valentina del film The Host, diretto da Andrew Niccol, con Saoirse Ronan, Max Irons e Jake Abel? Ecco il link:


Io l’ho visto subito dopo aver finito il libro e ho preferito il romanzo al film. E voi?

Alla prossima
Eliza

Commenti

  1. E' vero, è una storia romantica ma non smielata! Devo recuperarlo questo libro!
    PS. Ottima recensione, mi piace il fatto che descrivi le sensazioni che ti ha dato ogni singolo personaggio!

    RispondiElimina
  2. Lo dico da tempo, ma adesso devo attivarmi per leggere questo libro :;)

    RispondiElimina
  3. Io l'ho letto circa quattro anni fa, mentre aspettavo mio figlio ed ero in una fase da sensibilità acuta. Mi è piaciuto tantissimo, mi ha davvero commossa in certi passaggi e pur avendo amato tutta la saga di twilight trovo che "l'ospite" sia la l'opera più riuscita della Meyer. Non ho ancora visto il film,aspetto di vederlo in tv, il cinema per adesso mi è precluso:-(
    Bellissima recensione, come sempre. baci
    Sara

    RispondiElimina

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