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Letture a Quattrocchi #5. "La lettrice scomparsa" di Fabio Stassi

Buongiorno lettori,
io e Laura torniamo con un'altra delle nostre Letture a Quattrocchi. Questa volta abbiamo scelto un libro che entrambi avevamo adocchiato da un po'. Abbiamo quindi colto la palla al balzo e lo abbiamo letto insieme. Ecco quindi la mia recensione de La lettrice scomparsa di Fabio Stassi commentata da La Libridinosa (in verde). 

La lettrice scomparsa
di Fabio Stassi
Sellerio | La memoria | 273 pagine
ebook €9,99 | cartaceo €14,00
12 maggio 2016| scheda Sellerio

Trama
"Non c'è nessuna coerenza nelle nostre vite" pensa il protagonista di questo romanzo. "Ci siamo solo noi, che la reclamiamo. A creare l'universo non può che essere stato uno scrittore fallito". Ma se è così che stanno le cose, può un essere umano vivere la propria vita come se scrivesse un racconto che qualcuno deve leggere? Vince Corso è un professore precario, non più giovanissimo. È nato dalla relazione fugace della madre, che lavorava in un hotel a Nizza, con un viaggiatore e, ogni volta che ne sente il bisogno, Vince manda una cartolina al padre sconosciuto all'indirizzo dell'albergo. L'unico ricordo che ha di quell'uomo sono tre libri lasciati nella stanza come un'eredità che gli ha segnato l'esistenza: Vince ora è un'anima di letterato che ha letto forse troppo, convinto che la scrittura sia una strana menzogna capace di manipolare la vita, perché, come dice Celine, "se si immerge un bastone in un lago per vederlo intero bisogna spezzarlo" e per lui i romanzi sono quel lago. Per sbarcare il lunario, si inventa una professione, la biblioterapia. Qualcuno gli parla del proprio male, nello spirito o nel corpo, drammatico o ridicolo, e Vince gli consiglia un libro come medicina. Da principio lo fa con timidezza ma, poco a poco, si conquista una clientela, fatta di sole donne. E intanto lo prende un'intrigante curiosità per l'enigma del rapporto fatale tra la letteratura e la vita. E quando scopre che la vicina è scomparsa... comincia a studiarla attraverso i libri...


Ero molto curiosa di leggere questo libro scimmia!. La lettrice scomparsa nasce e ha tutta l'aria di un giallo guarda che la copertina è blu: Isabella Parodi, o meglio solo la signora Parodi ma anche tu hai pensato a Benedetta e al cibo per tutta la storia?, vicina di casa di Vince Corso sparisce all'improvviso. Tutti i sospetti si incentrano sul marito, ma... Si c'è un ma grosso come una casa graaaaaaaaaaaande perché alla fin fine il giallo che l'autore ci presenta e che fa da spunto al titolo rimane un po' un pretesto per ben altro libri libri libri. Vince Corso, infatti, è un biblioterapeuta io pure voglio fare!, aiuta la gente a risolvere i propri problemi attraverso la lettura consigliando questa o quella lettura pensa: potrei invadere il mondo coi libri di Lorenzo!, o meglio vorrebbe fare tutto ciò visto che le cose non vanno poi così bene. Dicevo, il giallo è un pretesto per portare il lettore verso ben altri lidi e domande: possono i libri guarirci? Certo! Può un libro salvarti o, al contrario, rovinarti? Ari-certo! Una risposta vera e propria Vince (o Stassi, fate voi) non ce la da, ma attraverso la via tracciata dai libri giunge alla soluzione di una storia all'apparenza semplice e che invece è ben più complicata.

Non è facile dare un parere su questo libro eh diglielo pure tu perché sono ancora abbastanza confusa quella mica è colpa del libro, è l'età. E' un libro che parla di libri e, ad esser sincera, solitamente fuggirei da questo genere di storia perchè è una via che stata già battuta stavolta è un po' colpa mia... poco poco. Eppure qua ho apprezzato l'accezione particolare data proprio dal protagonista, un uomo incasinato più che mai giusto per te, nato senza padre, precario perenne che per sbarcare il lunario si inventa di sana pianta una professione, ossia quella di aiutare la gente, incasinata quanto lui un uomo un casino, con i libri. E stranamente i suoi clienti si rivelano essere sempre donne stranamente....
E' una storia dal ritmo e dallo stile rilassante ronf, che ti fa piacere leggere, non trovi noiosa ma che ti imbambola anche con le sue righe e si, alla fine, l'occhietto un po' te lo fa chiudere zzzzz.
Quello che ancora non capisco di questo libro è il suo intento. Accantoniamo per un attimo il giallo, che francamente trovo piuttosto molto marginale. Un esercizio? Una sorta di divertissement per parlare di libri? Sempre meglio questo dei problemi di matematica, no? Un'analisi dell'essere umano e in particolare del filo sottile che corre tra amore, vendetta ed egocentrismo? Ammazza, Ciambella, come sei profonda oggi! Non lo so, sta di fatto che è stata per me una lettura sfuggente, che sono riuscita a seguire bene, che si legge anche piuttosto velocemente ma che alla fine ti frega e ti lascia li a grattarti la testa vuoi nocciolina? Pari primate oggi, eh! e a chiederti se l'hai capita fino in fondo o se ti sei persa qualche pezzo per strada noi per strada giusto le camicie ci perdiamo!

Qui invece potrete trovare la recensione di Laura commentata da me.

Alla prossima


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