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Recensione: Intrigo italiano - Carlo Lucarelli

Buongiorno lettori!
In questi giorni ho accumulato tante letture, tanti libri che hanno bussato alla mia porta (si lo so che molti li ho comprati io, ma meglio non farlo sapere in giro che qui mi menano tra un po') e sto cercando di leggere il più possibile. Oggi vi parlo di Intrigo italiano di Carlo Lucarelli

Intrigo italiano
di Carlo Lucarelli
Einaudi | Stile Libero big | 206 pagine
ebook €9,99 | cartaceo €17,00
17 gennaio 2017 | scheda Einaudi

Trama
Quando il commissario De Luca, appena richiamato in servizio dopo cinque anni di quarantena, si sveglia da un incidente quasi mortale, non gli occorre troppo tempo per mettere in fila le tante cose che non tornano. Da lunedì 21 dicembre 1953 a giovedì 7 gennaio 1954, con in mezzo Natale ed Epifania, mentre la città intirizzita dal gelo scopre le luci e le musiche del primo dolcissimo consumismo italiano, tra errori, depistaggi, colpi di scena il mosaico dell'indagine, scandita come un metronomo, si compone. E ciò che alla fine ha di fronte non piace affatto a De Luca. Per il ritorno del suo primo personaggio, amatissimo dai lettori, Lucarelli ha saputo evocare una Bologna che non avevamo mai visto così. E ha saputo tessere il più imprevedibile, misterioso romanzo, dove la verità profonda di un'epoca che non è mai interamente finita emerge nei sentimenti e nella lingua dei personaggi.


Sarà che adoro il Lucarelli televisivo, dai tempi di Blu notte e ora con Muse inquietanti, sarà che avevo voglia di un giallo, ma nonostante la storia sia un po' deboluccia a me questo libro è piaciuto. Perché deboluccia? Perché non ci sono dei grandissimi colpi di scena e perchè è a tratti prevedibile. Eppure Lucarelli sa catturare il lettore con il suo stile netto e privo di fronzoli e per il suo saper mescolare in maniera unica realtà e invenzione, giallo e storia.
In questo caso l'indagine per l'omicidio di Stefania Mantovani corre parallela al racconto di quell'Italia degli anni '50, da poco uscita dalla guerra, ancora ferita dal periodo fascista, dall'occupazione, ma già con l'idea di luogo strategico per la Guerra Fredda. De Luca stesso, con il suo passato da poliziotto integerrimo ma anche macchiato proprio dal governo fascista, si ritrova invischiato nella guerra sotto banco, fatta di servizi segreti e agenzie di spionaggio russe da una parte, americane dall'altra. Ma non solo, perchè Lucarelli ci fa assaporare anche i dissidi e le guerre interne allo stesso territorio italiano, con le faide e gli scontri tra le varie parti dei servizi segreti, ma anche con i casi di cronaca nera come quello di Wilma Montesi.
Ho trovato molto del Lucarelli televisivo in questo libro, proprio per quelle puntate tematiche ho guardato e che qui fanno capolino, ma senza sovrastare la storia di questo commissario in perenne crisi d'astinenza da caffè che, nonostante la storia difficile, è un poliziotto vero, di quelli che cercano la verità e la giustizia nonostante gli ordini dall'alto.
E poi c'è lei, Bologna, una città immersa nel rigore invernale. Non è una Bologna da cartolina, quella in cui è ambientato il romanzo, è una città più nascosta e segreta, ma anche più vera.

Alla prossima


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