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Recensione: Il diciassettesimo Conte - Patrizia Marzocchi

Buongiorno lettori!
Una nuova settimana ha inizio e per me sarà piuttosto impegnativa, ma spero comunque di riuscire a leggere e aggiornare il blog. Anzi, iniziamo subito con una nuova recensione. Il libro di cui vi parlerò mi è stato gentilmente messo a disposizione dalla Casa Editrice Cento Autori e si tratta de Il diciassettesimo Conte di Patrizia Marzocchi


Il diciassettesimo Conte
di Patrizia Marzocchi
edizioni CentoAutori | L'arcobaleno | 331 pagine
cartaceo €14,00
25 agosto 2016


Trama. Jolanda Marchegiani ufficialmente è autrice di romanzi rosa, ma in realtà è lei a dirigere l'agenzia investigativa L'Occhio di Sherlock al posto del cugino Johnny, il vero autore dei romanzi che si vergogna di firmare. Durante una vacanza in Slovenia, Jolanda viene avvicinata da Rodolfo che la introduce gradualmente alla storia della sua nobile casata, i Castelli della Torre. L'uomo sospetta che la recente morte del figlio di un noto ginecologo romano, avvenuta nella villa di famiglia, non sia da addebitare a un semplice arresto cardiaco, ma a una mano assassina. Ne è convinto anche il commissario Tommaso Pedroni, amico di Jolanda, che vuole usare Rodolfo e l'investigatrice come talpe, per violare l'omertà dei Castelli della Torre. Le indagini sveleranno un segreto inquietante che si cela nel passato. Una vicenda così drammatica da gettare un'ombra sulla discendenza della famiglia e spingere qualcuno a uccidere ripetutamente.


Jolanda è tutto fuorché il prototipo dell'investigatrice. Sovrappeso, con mille e una fobie, più avvezza al pigiama e alla comodità della sua sedia a dondolo (con gatta Ofelia d'ordinanza) che allo stare in mezzo alla gente. Invece Jolanda gestisce l'agenzia investigativa L'Occhio di Sherlock e in quanto investigatrice si ritrova, suo malgrado, invischiata in un'indagine su tre presunti omicidi avvenuti in seno ad una delle famiglie aristocratiche più note di Bologna, i Castelli della Torre. E' infatti il commissario Pedroni a rifilarle la patata bollente e ad usarla come talpa all'interno della cerchia familiare. 

In questo ultimo periodo sto leggendo tantissimi gialli, polizieschi, noir e ogni volta la paura è sempre quella di rimanere delusa, di trovarmi nel già letto o di capire il finale dopo due pagine. E invece ancora tutto ciò non mi è capitato... sarà che ho iniziato ad affilare l'occhio da lettrice anche in questo genere? Non lo so, sta di fatto che anche il libro in questione è stato una piacevolissima scoperta. 
Premessa necessaria: è, credo, il secondo di una serie. Credo perchè non ho capito se prima di questo sia stato pubblicato solo un altro libro con Jolanda protagonista. Io cercando su Amazon ne ho trovato solo un altro pubblicato da un'altra casa editrice ( Le coincidenze necessarie, pubblicato con Kowalski). Nonostante questo Il diciassettesimo Conte si legge benissimo, è assolutamente autosufficiente, c'è qualche rimando al libro precedente ma viene tutto spiegato, quindi tranquilli. 
La storia è molto intrigante e intricata. Gli omicidi, o presunti tali, su cui si trova ad investigare sono infatti molto strani e hanno radici sia nel presente che nel passato di questa famiglia nobile. Quindi ci ritroviamo anche a scartabellare nella Storia, durante il periodo della seconda guerra mondiale ma anche nell'Argentina della dittatura. Sapete quanto mi piaccia questa ambientazione e questo scenario di indagine, quindi con piacere l'ho ritrovata anche qui. Ma dicevo, intricata. Si il racconto è molto ingarbugliato, forse anche un tantino troppo, ma non per colpa della storia in se, per colpa dei mille nomi degli appartenenti dei Castelli della Torre. Per fortuna all'inizio del libro c'è un preziosissimo albero genealogico che ho consultato molto spesso. Questa giostra di personaggi ovviamente aggiunge pathos al pathos ma confonde anche un po' le idee. E questo, sappiatelo, è l'unico appunto che farò su questo libro. Per il resto mi ha conquistato, divertita, appassionata. La storia, grazie anche ai capitoli brevi e allo stile diretto, si legge rapidamente. L'ambientazione bolognese mi ha aiutata visto che ho frequentato spesso questa città (compresa la Feltrinelli davanti alla quale la protagonista sospira sapendo bene che entrandovi spenderebbe fior fiori di soldi) e quindi mi sono potuta tranquillamente immaginare Jolanda sfrecciare in bicicletta per la zona universitaria e ripararsi sotto i portici dalla pioggia. 
Facendo spazio tra i tanti personaggi del libro quelli che spiccano sono Jolanda, ovviamente, e il commissario Tommaso Pedroni. Jolanda è una protagonista atipica, con un bellezza tutta sua e un intuito molto sviluppato. Ci si affeziona facilmente a lei proprio per questo suo non essere un cliché della letteratura e per tutte le paure che di volta in volta scopriamo, quella del volo, degli spazi angusti, della folla. Poi c'è il suo esatto opposto, il commissario Pedroni, antipatico, scontroso, che non perde occasione per sfruttare le doti della povera Jolanda senza darle alcun merito. A me loro due mi sono piaciuti come coppia investigativa (per l'altro senso non è dato sapere... o almeno non ancora), non appaiono spesso insieme, ma quando ci sono in un certo senso si completano a vicenda. Capiamoci, si punzecchiano, si insultano, litigano ... come potrei non divertirmi davanti a tutto ciò?
Io spero con tutto il cuore in un nuovo libro e in una nuova avventura di Jolanda... intanto per Natale faccio un pensierino al primo libro!^^

Voto


Alla prossima


Commenti

  1. Ciao Eliza, sono una tua nuova lettrice!
    Ammetto di essere capitata qui per la vicinanza nei nostri nickname, ma... sono molto felice di esserci capitata!
    Questo libro sembra davvero carino, la trama è interessante... Anche a me piacciono i gialli ma ho sempre paura di sbagliare, in questo genere più che in altri. E' bello scoprire una cosa nuova :) Fammi poi sapere cosa ne pensi del primo, se lo trovi :)
    A presto,
    Liza

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Liza!
      Benvenuta!! Naturalmente anche quello verrà recensito! ;)

      Elimina
  2. Grazie Eliza per questa recensione, semplice e articolata nello stesso tempo. Condivido anche l'appunto sui personaggi, per questo ho ideato l'albero genealogico.E complimenti per l'incredibile quantità di libri che riesci a leggere, penso che cercherò qualche spunto per le prossime letture.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie a te Patrizia!
      Spero ti troverai bene tra le mie pagine e di darti qualche bel consiglio... ammetto che consigliare agli scrittori mi intimorisce sempre un po' ^^

      Elimina
  3. Eccomi! Finito di scrivere la mia recensione passo a leggere, finalmente, la tua :)
    Mi ritrovo praticamente in tutto, sono stata depistata e col fiato sospeso fino all'ultimo, perfino al momento dell'arresto ma non dico altro :D
    Una bella scoperta e adesso si recupera il primo!

    RispondiElimina

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