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Recensione: Quel che è di Cesare - Massimo Blasi e Laura Zadra

Buongiorno lettori!
Oggi per voi una nuova recensione. Il libro di cui vi parlerò è Quel che è di Cesare di Massimo Blasi e Laura Zadra (che ringrazio per la fiducia accordatami!).


Quel che è di Cesare
di Massimo Blasi e Laura Zadra
goWare | Pesci Rossi | 244 pagine
ebook €3,74 | cartaceo €12,99
13 maggio 2015

Trama. L'uomo più potente di Roma, Giulio Cesare, è stato assassinato. Per le vie dell'Urbe sconvolta dal timore di una nuova guerra civile viene avvistato il fantasma del defunto dittatore. Dietro di lui un'efferata catena di omicidi. Soltanto il razionalissimo imbalsamatore di cadaveri Lart non crede allo spettro e, affiancato dal suo vanesio schiavo Silvius, comincia a indagare per dissipare i fumi della superstizione. La ricerca della verità lo porterà tra attori e senatori, maghe e ciarlatani e metterà a rischio anche le persone a lui più care.


Sapete oramai che ho il pallino per la storia. Quindi quando Laura mi ha contattata e mi ha proposto il libro di cui è coautrice sono stata più che felice di accettare. Siamo davanti ad un romanzo ma che ha l'impostazione di un commedia teatrale, acquisendone a volte anche i toni scanzonati  e più goliardici e a volte alcune tematiche o elementi caratteristici. Ma  non solo, perchè è un giallo: Lart, un liberto imbalsamatore di cadaveri, si ritrova, un po' per caso un po' per curiosità ad indagare  su una serie di strani omicidi che si vocifera siano da attribuire al fantasma di Giulio Cesare, morto da appena poche ore.
La storia è curiosa, intricata e ben costruita, ha momenti di suspense e azione e momenti più dolci e pacati, ma sa intrattenerti. Fin dalle prime pagine mi sono sentita coinvolta, tanto che a chiunque mi capitasse sotto tiro dicevo "sto leggendo un bellissimo libro!". In tutto il racconto si sente la professionalità con cui è stato scritto. Gli autori infatti non sono semplici appassionati ma lavorano nell'ambito della ricerca storica e si sente: qua  e là troviamo termini latini, riferimenti a fonti ed eventi, curiosità dal mondo romano, spaccati archeologici. Sarà che questo è il mio mondo ma ho trovato il tutto sapientemente dosato e usato bene, non si cade mai nel pedante o nell'eccessivamente accademico, tutto è spiegato o intuibile. Non solo, ma ne risulta un testo credibile e affascinante che ti porta con se tra le strade dell'Urbe, nelle case patrizie della città o a teatro. La parte della storia più legata al giallo è ben realizzata e ti porta ad un finale inaspettato e di impatto.
I personaggi sono tanti. Alcuni ricalcano le classiche maschere della commedia teatrale romana, come il servo sfaccendato e vanesio, il padre padrone, la matrona impicciona e pettegola, sono personaggi tipici che ci sia aspetta a teatro meno in un romanzo ma che danno quel pizzico di ironia che non guasta. Altri personaggi invece sono, diciamo, nuovi; nell'economia del romanzo sono sicuramente quelli più importanti. Primo fra tutti il protagonista Lart, un liberto di origine etrusca, approdato a Roma e qui, un po' per caso, arrivato a svolgere un lavoro certo non tra i più ambiti ma che in fondo a lui piace. Lart non può non assicurarsi la simpatia del lettore, per la sua pacatezza, per la sua curiosità ma anche per il suo cuore. E' un personaggio che ha un passato ma che sa anche comprendere l'importanza del suo presente.
Quello libro vi porterà a svolgere un appassionante viaggio nella Roma tardo repubblicana, una Roma che dopo l'età di Giulio Cesare trema nuovamente davanti alla possibilità di una nuova guerra civile, una Roma che sta cambiando e che presto vedrà l'affacciarsi di una nuova era. Ecco, questo è lo sfondo su cui gli autori hanno saputo tessere le fila di un giallo storico avvincente e divertente, con tanti lati curiosi ma che mai annoia, anzi, che ti tiene lì, pagina dopo pagina, a seguire Lart e Silvius nelle loro indagini, dietro al fantasma di una Roma che sta per raggiungere il suo apogeo.
E' un romanzo che consiglio agli appassionati del genere ma anche a chi ama curiosare nella storia. Io, dal canto mio, non posso che sperare di ritrovare presto Lart e Silvius in un nuovo caso.

Voto

Alla prossima
 

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