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Recensione: Dolce fiele - Silvia Mariaelena Damiani

Buon pomeriggio amici lettori!
Finalmente ci siamo, domani è la Vigilia! Siete pronti? Avete finito con i regali? Io si, devo solo fare qualche pacchetto, ma posso farlo domani con calma. Oggi abbiamo sfidato la nebbia e siamo andati a fare la spesa per i prossimi giorni... c'era un po' di delirio, ma non è andata neanche troppo male. 

E' qualche giorno che non pubblico nulla, tuttavia penso che il blog in questi giorni di festa non andrà in pausa, ma resterà aperto e, spero, produttivo. 
Oggi pomeriggio, in particolare, vi propongo la recensione di un libro che mi è stato inviato dalla sua autrice. E' un libro che mi ha inizialmente un po' spiazzato e che ho trovato particolare e curioso. Si tratta di Dolce Fiele di Silvia Mariaelena Damiani...


Titolo: Dolce fiele
Autore: Silvia Mariaelena Damiani
Editore: Sensoinverso Editore
Collana: Senza Tregua
Pagine: 180
Ebook: € 4,49
Cartaceo: € 11,00
Data di pubblicazione: 10 marzo 2014
TRAMA

Kaspar e Nike sono l'esempio più puro del concetto di amore, quando un tragico incidente spezza per sempre quella relazione che per entrambi era una ragione di vita. Ma l'amore non ha confini, e Kaspar, rimasto solo, continua ad aggrapparsi alle visioni che nella sua mente tengono in vita l'amata Nike. E non tengono in vita solo lei: oscure presenze, voci sussurrate nel vento e brividi di gelo iniziano sempre più a farsi largo nel mondo di Kaspar, che dovrà decidere a chi o cosa è disposto a rinunciare. Ma tutto ciò è già succeso da qualche altra parte, in qualche altro tempo. Solo una voce non cambia mai e si alza alta nel vento: una voce che chiede di essere trovata, di essere legata e mai dimenticata. Riesci a sentirla?


RECENSIONE

Dimmi ancora come mi troverai.

Leggendo la trama questo libro potrebbe sembrare una semplice storia d'amore, ma in realtà c'è molto di più.
E' la storia di un grande e antico amore che osa sfidare il tempo e il destino e che, per questo, viene condannato e punito con l'essere infelice e perennemente incompiuto. Non è facile raccontarvi questo romanzo perché ha il pregio ma anche il difetto di spiazzarti molto. E' stato infatti difficile entrare in questa storia, fatta quasi di un non-luogo e di un non-tempo, nel senso che sembra che il tempo e lo spazio cambino continuamente e non si è mai certi di dove e quando ci si trovi. Per tutta la lettura ci si domanda se quello che si sta leggendo sia un sogno, la realtà o un'allucinazione.

Avrete capito, da queste poche parole, che l'autrice si è mossa molto sul filo tra il viaggio onirico, la follia  e la magia. Ci si sente molto confusi, quasi quanto Kaspar, il protagonista, davanti a quello che contengono le pagine. Questo fa si che il lettore passi attraverso tanti stati d'animo: dalla curiosità alla frustrazione, dalla malinconia alla paura, fino alla speranza. 
Inizialmente è stato difficile entrare in questo meccanismo un po' folle, si perde spesso il filo del racconto e si confondono i personaggi. Continuando però a leggere piano piano si prende dimestichezza con questo mondo e si iniziano ad intuire i fili della narrazione e l'idea di base del romanzo.
L'idea di non dare tutti ( o meglio di darne pochi) i pezzi del puzzle, di mantenere questa atmosfera nebbiosa, di non fare capire chi è chi mi è piaciuta molto, la suspense non manca e il mistero ti attira a se. Inoltre devo dire che è scritto veramente bene.

I personaggi ho continuato a confonderli per gran parte del libro: Damian e Derreck, Mal e Nabil, e quando improvvisamente Kaspar è divento Kappa per gli amici ho creduto di avere anche io le allucinazioni. A parte gli scherzi, i personaggi sono forse quello che mi è piaciuto meno di tutto il romanzo. Li ho trovati soprattutto un po' troppo distanti, persi in un altro mondo in cui non mi arrischiavo ( e non mi era permesso) ad entrare. Come al solito le mie sensazioni partono per la tangente e inizio un po' a vaneggiare (e sarei anche in ottima compagnia in questo libro), ma sebbene abbia trovato la storia tra Kaspar e Nike struggente e bellissima non li ho sentiti miei, non li ho capiti del tutto; questo vale soprattutto per Nike. Inoltre per essere un romanzo relativamente breve sono veramente tanti personaggi.

Il finale forse  è stato un po' troppo frettoloso e meno sorprendete rispetto a quello che il romanzo nella sua  interezza prometteva, ma ho apprezzato molto il fatto che sia stato reso in maniera originale, quindi non spiegando semplicemente cosa è successo e perché, ma raccontando quasi un'altra storia, un racconto praticamente parallelo al resto del libro. Resta quindi al lettore ricollegare i vari fatti, i personaggi e sbrigare la matassa di fili che lega un racconto all'altro.

Voto...



Alla prossima
Eliza


Commenti

  1. Leggerò anch'io questo romanzo e mi fa piacere vedere il tuo giudizio positivo:)

    RispondiElimina
  2. Non ne avevo mai sentito parlare :/
    Però la trama mi ispira abbastanza.Vedremo :)

    RispondiElimina

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