lunedì 17 maggio 2021

Recensione: L'uomo del porto - Cristina Cassar Scalia

Buongiorno lettori!
Questa settimana non vedevo l'ora che arrivasse lunedì, strano vero? Ma il fine settimana appena passato è stato piuttosto pesante e ora posso dire che è finalmente finito. Fortuna ci sono i libri che ci aiutano sempre tanto. Oggi in particolare vi parlo di un libro che aspettavo di leggere da un po' e che è stato per me una grande conferma: L'uomo del porto di Cristina Cassar Scalia, per la cui copia ringrazio l'ufficio stampa Einaudi.


Disse che la coscienza umana ha una soglia, che varia in maniera inversamente proporzionale all'entità dei pesi che contiene. Se uno ci vuole convivere serenamente, deve sgombrata da quelli più grossi. A costo di scavare nella polvere e di smuoverne tanta da andare a disturbare le coscienze altrui.
Vanina è tornata!!!!! Non c'è niente da fare, lettori. Io adoro Vanina, lo stile della Scalia, il carosello di personaggi che popolano la scena e i luoghi in cui è ambientato il tutto. Che sia Catania o sia Palermo, che Vanina stia indagando o cercando di trattenersi dal mandare tutti al diavolo per la scorta che è costretta a tenere o che fissi il cellulare e la foto dell'Addauria con un numero non registrato ma che ben conosce, io amo alla follia il vicequestore Vanina Guarrasi, con la sua forza, la sua testardaggine ma anche le sue tante paure e fragilità. Appena scoperto dell'uscita del quarto libro dedicato a lei ho iniziato a fare il conto alla rovescia e ora eccomi qui, di nuovo a sperare che presto prestissimo esca un nuovo capitolo. Lo so, sono incontentabile!

Ma cosa succede al vicequestore questa volta? Facciamo un passetto indietro, Vanina ha ricevuto una chiara minaccia di morte dalla Mafia palermitana e quindi viene messa sotto scorta. Ovviamente non per questo il suo lavoro si ferma, anzi. Nella grotta in cui scorre un fiume sotterraneo, usata come saletta del locale I Sotterranei, viene trovato il cadavere di Enzo La Barbera, professore di filosofia, uno senza debiti, problemi, guai, incensurato, insomma una persona per bene. E questo complica l'indagine di Vanina, non ci sono indizi, non ci sono punti di appiglio, anche se alla fine qualcosa nel passato del professore lo trova e grazie al commissario in pensione Patanè anche questa volta Vanina metterà insieme le tessere del puzzle. Per quanto riguarda quelle della sua vita privata, beh è un'altra storia. 

Il caso di questo quarto libro mi è piaciuto un sacco, articolato, complicato, è un'indagine che prende piene mani dal passato e dal presente e per questo la comprensione del vero colpevole non è immediata. Ti sembra di aver capito tutto? E no lettore, ascolta bene la Guarrasi che a lei qualche dubbio è rimasto. Mi ha ricordato per certi versi il primo caso in cui abbiamo incontrato il vicequestore della mobile di Catania (Avete perso la recensione di Sabbia nera, no problem la trovate QUI), ma qui mi ha preso anche di più.

Caso a parte, restano le tante luci e ombre della vita di Vanina, sempre divisa tra Catania e Palermo, tra il presente. Neil passato che torna prepotente. Con Paolo le cose vanno a singhiozzo, tanto lei cerca di limitarne la presenza, tanto continua a farlo entrare nella sua vita e nel suo cuore. E quell'ultima riga, che ci lascia lì a penzolare e a farci mille domande, di certo non aiuta. Cosa accadrà? Come al solito mi sono fatta mille e mille ipotesi, una più strana dell'altra e una più possibile dell'altra, ma sono convinta che l'autrice mi tirerà fuori l'unica cosa a cui non abbia pensato. 

In conclusione, i gialli di Cristina Cassar Scalia sono per me oramai un'oasi di sicurezza, un po' come Manzini. So già che la protagonista mi farà arrabbiare, impaurire, intenerire, infuriare per poi ricominciare tutto da capo. Come so che intorno a lei non mancheranno personaggi divertenti e assurdi (e vabbè questa volta lo ammetto, a me Lo Faro sta simpatico e questa volta riesce finalmente a dare una svolta alla sua vita), ma anche solide rocce, figure sempre pronte a difenderla da un proiettile ma anche da se stessa. 
Che la facciamo l'immancabile domanda? A quando il quinto libro???


Catania. Nella grotta di un fiume sotterraneo usata come saletta da un locale molto noto viene ritrovato il cadavere di un uomo: lo hanno accoltellato. Una brutta faccenda su cui dovrà fare luce il vicequestore Vanina Guarrasi che, come se non bastasse, da qualche settimana è pure sotto scorta. Vincenzo La Barbera, professore di filosofia presso il liceo classico, era un tipo solitario, che usava come casa una vecchia barca a vela ormeggiata nel porto ed era amatissimo dagli studenti. Niente debiti, né legami con la malavita. Eppure qualcuno lo ha ucciso, lasciando il suo corpo nel letto dell'Amenano, un corso d'acqua che secoli fa un'eruzione dell'Etna ha ricoperto di lava e che ora scorre sotto il centro storico della città. Vanina Guarrasi – la cui esistenza si è complicata, casomai ce ne fosse bisogno, per via di una minaccia di morte giunta dalla mafia palermitana – prende in mano l'indagine. Di indizi, nemmeno l'ombra. Il mistero è assai complesso, e forse ha le sue radici nel passato ribelle della vittima. Per risolverlo, però, Vanina potrà contare ancora una volta sull'aiuto dell'impareggiabile commissario in pensione Biagio Patanè.

L'UOMO DEL PORTO (Vanina Guarrasi, #4 )
di Cristina Cassar Scalia 
Einaudi | Stile Libero Big | 322 pagine
ebook €9,99 | cartaceo €18,50 | 4 maggio 2021 | scheda Einaudi


Alla prossima





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