venerdì 16 aprile 2021

Recensione: Thunderhead - Neal Shusterman

Buongiorno lettori!
Dopo una sfilza di storici (almeno 3 di fila) ho detto basta e ho cambiato decisamente genere (anche se allo storico sto già tornando..) ributtandomi a capofitto nel quanto mai variegato mondo del fantasy distopico. Tanto variegato che non so neanche se questo libro possa definirsi così... ma vabbè, facciamo di si. L'anno scorso ho letto il primo volume di questa serie e, dato che mi era abbastanza piaciuto, ho deciso di continuare la trilogia della Falce con Thunderhead di Neal Shusterman. Ricordo che, per chi non lo sapesse, è appena uscito il terzo volume sempre per Mondadori e che il primo libro, Falce, è ancora per qualche giorno in sconto al 20% (fino al 18 aprile). 


THUNDERHEAD
(#2 La trilogia della Falce)
di Neal Shusterman
Mondadori | Oscar Fantastica | 396 pagine
ebook €10,99 | cartaceo €20,00
13 ottobre 2020 | scheda Mondadori

In un mondo che ha sconfitto fame, guerre e malattie, le falci decidono chi deve morire. Tutto il resto è gestito dal Thunderhead, una potentissima intelligenza artificiale che controlla ogni aspetto della vita e della società. Tranne, appunto, la Compagnia delle falci. Dopo il loro comune apprendistato, Citra Terranova e Rowan Damisch si sono fatti idee opposte sulla Compagnia e hanno intrapreso strade divergenti. Da ormai un anno Rowan si è ribellato ed è fuggito, diventando una vera leggenda: Maestro Lucifero, un vigilante che mette fine alle esistenze delle falci corrotte, indegne di occupare la loro posizione di privilegio. Di lui si sussurra in tutto il continente. Ormai divenuta Madame Anastasia, Citra è una falce anomala, le sue spigolature sono sempre guidate dalla compassione e il suo operato sfida apertamente il nuovo ordine. Ma quando i suoi metodi vengono messi in discussione e la sua stessa vita minacciata, appare evidente che non tutti sono pronti al cambiamento. Il Thunderhead osserva tutto, e non gli piace ciò che vede. Cosa farà? Interverrà? O starà semplicemente a guardare mentre il suo mondo perfetto si disgrega?

Siamo tutti arroganti. Dopotutto, veniamo scelti perchè siamo i più brillanti e i più saggi. Il meglio che possiamo sperare è di essere umili nella nostra arroganza.

Falce mi aveva molto attratto per il suo essere un distopico atipico e per l'uso quasi improprio fatto della morte. Mi aveva conquistato Shusterman con il suo stile semplice, diretto, privo di fronzoli. Avevo paura, però, di ritrovare Citra e Rowan in Thunderhead perchè di base ho paura dei seguiti e dei secondi libri in particolare. Raramente rispecchiano il ritmo del primo, a volte sono una "stazione di passaggio", altre aggiungono tante novità da sembrarti un libro totalmente diverso. Thunderhead non mi ha del tutto convinta, o almeno non come Falce, ma ha il grande pregio di essere un secondo libro fedele al primo, con qualche novità ma coerente con storia e ritmo già incontrati. 

Citra e Rowan li abbiamo lasciati mentre decidevano per se stessi strade molto diverse. Lei è diventata una Falce con il nome di Madame Anastasia; lui si è in qualche modo ribellato ad un sistema che non riconosce più e agisce sotto le mentite spoglie di Maestro Lucifero per eliminare il marcio presente nella Compagnia delle Falci. 
Accanto alla storia dei due ex apprendisti incontriamo la new entry di questo secondo volume, Grayson Tolliver che avrà un ruolo molto determinante soprattutto per il futuro di Citra (e suppongo anche nel proseguo della serie), ma soprattutto entriamo nella mente (potrei quasi dire nel cuore se non sapessi che è tecnicamente impossibile) del Thunderhead che ci svela, capitolo dopo capitolo, la sua storia, i suoi pensieri, le sue paure e anche il suo senso di impotenza davanti a determinati eventi. 

Neal Shusterman decide di usare una struttura particolare in questo romanzo, alterna cioè ai capitoli brevi passaggi in cui lo stesso Thunderhead prende la parola, creando così quasi un romanzo parallelo, separato dalla storia principale ma comunque collegato ad essa da sottili filamenti, indizi, accenni, ricordi. È stata una scelta che mi ha incuriosito all'inizio anche se, nel cuore del racconto si è fatta un po' pesante e mi ha portato a leggere in maniera veloce e, ammetto, un po' approssimativa questi passaggi. Solo sul finale, grazie al racconto principale che si è fatto più avvincente, anche queste breve introduzioni sono diventate utili e interessanti, dando un tocco alla storia. 

La storia di Citra e Rowan non è semplice da spiegare, tuttavia non è mai confusa. Spesso nei fantasy gli autori si fanno prendere la mano complicando a più non posso racconti, descrizioni, luoghi, tradizioni, in un intrico sempre difficile da dipanare nonostante mappe, elenchi e appunti. Questo qui, grazie al cielo, non accade e, sebbene succedano tante cose, ci siano colpi di scena, spostamenti da un luogo all'altro, tradizioni da ricordare, non si fa confusione e la lettura prosegue tranquilla e lineare. 
Quello che però ho avvertito ad un certo punto è stato un sedersi della storia. A cavallo della metà del libro il racconto un po' si ferma, si fa un po' più fatica nella lettura e si spera che i protagonisti si diano una mossa. 
Di contro c'è un finale emozionante e molto molto molto (che ho già detto molto?) aperto, un finale che mi lasciato tanta curiosità di vedere non tanto cosa ne sarà dei protagonisti (ma anche ), piuttosto di veder come l'autore deciderà di sfruttare l'idea finale e i personaggi apparsi qui. Insomma, caro Neal (posso darti del tu?) questa è una vera e propria sfida, riuscirà Il rintocco a conquistarmi e soprattutto a dare un finale degno di questo nome a questa serie nata da una idea brillante, con qualche pecca, ma comunque molto interessante? Lo scopriremo nelle prossime 492 pagine!!

Alla prossima






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