mercoledì 27 maggio 2020

Recensione: Falce - Neal Shusterman

Buongiorno Lettori!
Oggi vi parlo di un libro tra i più chiacchierati di questo periodo: Falce di Neal Shusterman.


FALCE
(Trilogia della Falce #1)
di Neal Shusterman
Mondadori | Oscar Fantastica | 360 pagine
ebook €10,99 | cartaceo €20,00
19 maggio 2020 | scheda Mondadori

Un mondo senza fame, senza guerre, senza povertà, senza malattie. Un mondo senza morte. Un mondo in cui l'umanità è riuscita a sconfiggere i suoi incubi peggiori. A occuparsi di tutte le necessità della razza umana è il Thunderhead, un'immensa, onnisciente e onnipotente intelligenza artificiale. Il Thunderhead non sbaglia mai, e soprattutto non ha sentimenti, né rimorsi, né rimpianti. Quello in cui vivono i due adolescenti Citra Terranova e Rowan Damisch è davvero un mondo perfetto. O così appare. Se nessuno muore più, infatti, tenere la pressione demografica sotto controllo diventa un vincolo ineluttabile. Anche l'efficienza del Thunderhead ha dei limiti e non può provvedere alle esigenze di una popolazione in continua crescita. Per questo ogni anno un certo numero di persone deve essere "spigolato". In termini meno poetici: ucciso. Il delicato quanto cruciale incarico è affidato alle cosiddette falci, le uniche a poter decidere quali vite devono finire. Quando la Compagnia delle falci decide di reclutare nuovi membri, il Venerando Maestro Faraday sceglie come apprendisti proprio Citra e Rowan. Schietti, coraggiosi, onesti, i due ragazzi non ne vogliono sapere di diventare degli assassini. E questo fa di loro delle falci potenzialmente perfette.
La civiltà aveva raggiunto il suo picco massimo di crescita. Lo sapevamo tutti. Per quanto riguarda la razza umana, non c'era più nulla da imparare. Non c'era più nulla da decifrare della sua esistenza. In altre parole, tutti gli esseri umani avevano raggiunto lo stesso livello di eguaglianza, nessuno era più importante di un altro. In realtà, nel grande disegno dell'universo, tutti erano ugualmente inutili.

La tecnologia è sempre più presente nelle nostre vite. Cellulari che ci permettono non solo di parlare con chiunque ma ci collegano, ci fanno essere presenti e visibili in ogni momento; computer sempre più potenti e veloci; sistemi che permettono di migliorare e salvaguardare le nostre vite. Arriveremo ad un punto in cui lo sviluppo tecnologico raggiungerà il picco. Da questo principio prende le mosse Falce, da un mondo in cui la tecnologia è così sviluppata da rendere l'umanità immortale, niente più malattie, guerre, incidenti, niente povertà, niente paesi del terzo mondo. A vigilare su tutto è il Thunderhead, un Cloud super potente che immagazzina immagini, ricordi, nozioni, tutto a portata di mano. Ma questa perfezione tecnologia porta con sè anche un problema di non poco conto: la sovrappopolazione. La Terra quella è e se non muore più nessuno lo spazio prima o poi finirà. È qui che entrano in gioco le Falci, una congregazione venerata e temuta che ogni anno deve uccidere, o meglio spigolare, un tot di persone, senza premeditazione, senza preconcetti, nella pura casualità e coscienza di farlo per il bene di tutti. Non ci si può sottrarre, non si può reagire, chi è stato scelto per essere spigolato deve accettare il suo destino. Rowan e Citra sono due adolescenti scelti per essere apprendista falce di Maestro Faraday. Il percorso in cui si trovano a vivere dall'oggi al domani i due ragazzi è fatto di sangue e compassione, di paura e rassegnazione, ma anche di corruzione e violenza. Dovranno studiare per diventare due macchine da guerra, due assassini perfetti, ma dovranno anche mantenere la propria umanità. Ci riusciranno?

Dopo un po' di tempo torno nel mondo del fantasy distopico, genere che ultimamente mi ha dato non poche fregature e che quindi tendo ad affrontare con le pinze. Falce mi ha incuriosito per la sua trama atipica e ho voluto fare un tentativo. E sono stata abbastanza fortunata, anche se con una piccola riserva.

È stata una lettura molto veloce e semplice. Shusterman non si perde in ghirigori inutili e ha uno stile incisivo, lineare, poco infiocchettato, dando quindi al racconto un ritmo serrato, a volte anche molto secco. Ho apprezzato in particolare il fatto che, pur raccontandoci i dissidi interiori di questi due ragazzini che si trovano davanti alla morte senza poter far nulla, anzi dovendola facilitare, non diventi  un continuo patimento. Ci fa ragionare sul tema della compassione, del giusto e del non-giusto, inserendole però nelle parti del racconto più avventurose.

Naturalmente la parte più interessante è il concetto di spigolatura e quindi il ruolo che in questa società perfetta hanno le Falci. Sono in realtà persone normali a cui viene assegnato il destino di decidere chi vive e chi muore. Viene ben spiegato anche in un passo del romanzo: potevano essere chiamati Mietitori, ma è stato scelto Falce perchè sono uno strumento, un'arma che si abbatte sulle vite e ripristina l'equilibrio. Possono decidere chi dovrà essere spigolato e come. Donne, uomini, bambini, chiunque può essere scelto, anche perchè in una società che ha vinto la morte tutti dopo quel centinaio di anni di vita tendono ad affidarsi alla medicina per ringiovanirsi e togliersi qualche decade dalla faccia. E così, in un loop continuo, chiunque può avere 100 e passa anni e mostrarne solo 20. Una società dell'apparenza, sicuro, ma anche della corruzione. Perchè non tutte le falci seguono i dettami che la congregazione si è data, dando sfogo alla ricerca di lusso, celebrità, ostentazione, e soprattutto del potere di fare spigolature di massa, intere società o gruppi dissidenti, senza limiti, senza pietà. 

In questo romanzo ci viene forse mostrata la faccia più esibizionista dell'uomo, ma anche la più pavida, quella di chi cerca di trattare anche davanti alla morte, con soldi, potere, favori. 
Oramai non è un segreto, dietro ai dispotici, più o meno riusciti che siano, c'è sempre un dito puntato contro di noi, un ammonimento per quello che potremmo diventare. E mai come in questo periodo burrascoso che stiamo vivendo questo dovrebbe essere per tutti noi (si, anche per te che te ne vai in giro senza mascherina!!) un campanello d'allarme. 

Ma dicevo, ho una piccola riserva. Nella seconda metà del racconto l'autore sembra aver ingranato la sesta e, preso dall'ansia del finale in arrivo, ha accelerato il racconto. Ad un certo punto passano mesi ma io quasi non me ne sono accorta. Fretta di giungere alla fine? Taglio bislacco per chiudere il primo libro, tanto poi c'è il secondo? Mah... di sicuro poteva essere reso meglio, spiegato un attimo. 

E ora? Il finale è ovviamente aperto, spalancato, un Colosseo senza le tende parasole della pubblicità che ogni anno la Rai ci propina. Che ne sarà di Rowan e Citra? La chiusura di questo primo libro mi ha piacevolmente dato quel pizzico di mistero, non è stata esplosiva ma curiosa si, e ci lascia con tante domande all'attivo. Continuerò la serie (che poi è il metro per capire se una serie piace o meno)? Assolutamente si, sperando di non dover aspettare troppo!

Alla prossima






2 commenti:

  1. Sembra interessante, mi ricorda un po' the gift.

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    1. Uhmmm... io ho guardato il film e non mi sembra proprio simile. Certo, c'è la stessa atmosfera del distopico.

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