venerdì 27 aprile 2018

Recensione: A casa di Jane Austen - Lucy Worsley

Buongiorno lettori,
oggi rifaccio un salto nel mondo regency con un libro dedicato totalmente alla mia cara Jane Austen e ai luoghi in cui ha soggiornato. Si tratta di un libro che ho potuto leggere con grande anticipo grazie alla Neri Pozza che ha aiutato ad alimentare la mia mania nei confronti della scrittrice inglese inviandomi A casa di Jane Austen di Lucy Worsley in anteprima!

A casa di Jane Austen
di Lucy Worsley
Neri Pozza | I narratori delle tavole | 480 pagine
ebook €9,99 | cartaceo €19,00
26 aprile 2018 | scheda Neri Pozza
TRAMA
Con una scrittura affascinante e spiritosa, perfettamente in tono con i romanzi della Austen, Lucy Worsley ci conduce nella quotidianità della scrittrice più famosa d’Inghilterra.
Un’imperdibile esplorazione della vita di Jane Austen, che ci mostra come l’autrice di Orgoglio e pregiudizio ha vissuto, esaminando i luoghi e gli spazi che abitava quotidianamente. Veniamo così a scoprire che la sua esistenza non era fatta solo di case di campagna e sale da ballo, come raccontano i suoi romanzi, ma di lotte spesso dolorose. Jane Austen è passata alla storia per aver vissuto in modo tranquillo, «senza incidenti», ma tra queste pagine Lucy Worsley rivela una donna appassionata che ha combattuto per la sua libertà, una donna molto più avanti del suo tempo, che rifuggiva il matrimonio per conservare la propria libertà e dedicarsi alla sua passione: la scrittura.

La vita di Jane, in apparenza tanto tranquilla, fu segnata da porte chiuse, strade che non le fu consentito imboccare, scelte che non potè compiere. Il suo grande contributo fu schiudere quelle porte per permettere alle generazioni successive di varcarle.

Molti si chiederanno che senso ha oggi, nel 2018, scrivere (e leggere) una biografia di Jane Austen, scrittrice che alla fine non ha prodotto moltissimi testi. Eccomi qui a bacchettarvi sulle mani e a dirvi  perché leggere la biografia scritta da Lucy Worsley farebbe bene a tante persone.

Lucy Worsley, scrittrice e curatrice presso l'Historic Royal Palaces (avete presente la Torre di Londra, Hampton Court Palace? Ecco, è l'ente che se ne occupa), scrive una biografia della Austen partendo dai luoghi della sua vita, dalla canonica di Steventon, in cui nacque, al cottage di Chawton, in cui passò gli ultimi anni di vita, e lo fa a ragion veduta dopo aver visitato questi luoghi, o almeno quelli ancora esistenti. Ad esempio proprio la canonica della sua infanzia è stata abbattuta pochi anni dopo la sua morte e spostata il luogo più elevato. Tramite questo excursus da un luogo all'altro la Worsley non ci racconta solo la vita di Jane Austen, ma anche dei suoi familiari e amici e ci dà una piccola lezione sul periodo regency, eliminando quelle sovrastrutture storiche create nei decenni successivi.
Cosa ne esce fuori? Prima di tutto una figura di Jane Austen ben più complessa da quella che siamo soliti pensare.

Sappiamo tutti che Jane non si sposò mai, che visse sempre con la sorella Cassandra e con la madre e che riuscì a pubblicare in vita quattro dei suoi sei romanzi canonici. Ma dietro a questo c'è in realtà la storia di una donna che rifiutò diverse proposte di matrimonio (o che comunque non le incoraggiò) perché alla ricerca di un marito che forse nella sua epoca non poteva esistere e che, in mancanza di esso, scelse la ben poco conveniente situazione di zitella, per altro senza mezzi. Dipendente da questo o da quell'altro familiare la sua vita è stata in buona parte fatta di carenze, ma soprattutto della mancanza di una casa. Questo è a ben vedere il tema centrale di tutta la sua produzione. Certo, l'amore, il matrimonio, la convenienza sociale, ma è la casa, la ricerca di un luogo proprio da accudire e mantenere, il tema che lega Elizabeth, Elionor, Anne, Fanny e si, anche Emma Woodhouse. Da qui l'idea di parlare della scrittrice raccontando anche i luoghi che la videro in qualche modo protagonista e a che proprio a questa zitella dalla penna fine a volte devono la propria fama.

Ovviamente non vi posso parlare della storia racchiusa in queste pagine, ma vi posso dire che è stata una lettura che mi ha sorpreso. Oltre ad aver letto i suoi romanzi (un paio anche in originale inglese) ho letto qualcosa anche della vita di Jane Austen, prima fra tutte le lettere sopravvissute, eppure in questo libro ho scoperto tantissime cose. Prima fra tutte il tentativo di proteggere la famiglia Austen, fin tanto di occultare episodi sgradevoli: il più piccolo dei fratelli mandato via per una malattia non ben precisata, le proposte di matrimonio rifiutate, il rapporto non semplice tra Jane e la madre, lo stesso rapporto tra Mr e Mrs Austen. Cassandra, dopo la morte di Jane, bruciò moltissime delle lettere della sorella per preservarne il ricordo, ma non ci fu solo questo. Dal materiale rimasto sappiamo di molti accenni ad episodi che non si vogliono ricordare e di cui non si deve fare accenno. Inoltre i primi biografi di Jane furono proprio i fratelli che cercarono di produrre a tavolino un'immagine di Jane che forse non la rappresenta al 100% (basti pensare all'elogio sulla lapide che richiama alla dolcezza e al ruolo domestico della sorella e solo sul finire si fa accenno alla sua scrittura... manco a dirlo Jane ribadisce più volte di odiare le proprie incombenze domestiche). 
Lucy Wosley toglie un po' questa patina di perbenismo e ci propone una Jane Austen acuta e ironica, certo, ma anche civetta e spietata, con una vena cattiva quasi, geniale nel suo saper proporre il mondo delle donne  e nel suo saper stare al passo coi tempi, ma anche vicina a quello che oggi potremmo definire un stato di depressione.

Ed è questa la Jane che troviamo nei suoi romanzi. Queste sono le donne che troviamo nei suoi scritti, donne sicuramente appartenenti alla loro epoca e ad una società con una etichetta ben precisa ma che escono dagli schemi e rivoluzionano quello che il mondo si aspettava da una giovane donna in età da marito. Non dimentichiamo inoltre che Jane Austen riprese in mano i romanzi in epoche più tarde la loro prima stesura proprio per adattarli ad un nuovo periodo storico, periodo che piano piano si muoveva dalla dissolutezza della Reggenza all'austerità dell'era Vittoriana. 

L'autrice di questa, devo dirlo, bella biografia riesce a farci conoscere la vera Jane Austen e il suo tempo, la condizione femminile e tanti altri piccoli particolari senza però darci l'idea di avere davanti un trattato noioso e infinito. Usa uno stile leggero e divertente, moderno e accattivante che ti fa leggere 500 pagine in poco tempo. Poco conta che non si tratti di un romanzo o che purtroppo sappiamo tutti come è andata a finire, che Jane morirà troppo giovane lasciandoci con sei romanzi e tanti scritti incompiuti, questa biografia è così ben scritta da far venir foglia di riprendere in mano tutti i libri, di cercare di recuperare anche gli scritti minori e di sfogliare le lettere di una donna che parlando di pizzi e merletti e passamaneria  ha saputo darci uno dei più bei spaccati della società inglese, esaltandone i pregi e ridicolizzandone i difetti. Una cosa che non smetterò mai di dire e che proprio in questo libro ho trovato più volte ribadito: Jane Austen è di una modernità sconcertante!
Il più importante traguardo di Jane fu permettere alle ragazze normali, umane, con dei difetti, che leggevano i suoi libri, di pensare che anche loro sarebbero potute essere delle eroine.

Alla prossima



crediti immagini: Wikipedia.it, jasit.it. 

2 commenti:

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