Recensione: Le spose sepolte - Marilù Oliva

Buongiorno lettori,
manca una settimana a Tempo di Libri e le recensioni si seguiranno una dopo l'altra. Il tempo è poco, i libri sono tanti ma cercherò di parlarvi di tutti quei romanzi che saranno protagonisti alla fiera di Milano. Oggi la recensione riguarda una delle ultime uscite targate HarperCollins Italia, Le spose sepolte di Marilù Oliva. L'autrice sarà presente in fiera domenica 11 marzo alle ore 16 al Caffè Letterario.

Le spose sepolte
di Marilù Oliva
Salani | Romanzo | 380 pagine
ebook €8,99 | cartaceo €17,00
1 marzo 2018 | scheda HarperCollins Italia

TRAMA
Dove sono finite quelle donne misteriosamente sparite da anni, mogli e madri di cui i mariti sostengono di non sapere nulla? Uno dopo l'altro, i loro corpi vengono ritrovati grazie a un killer implacabile che costringe chi le ha fatte scomparire a confessare dove si trovano le loro ossa e poi uccide i colpevoli, sempre assolti dai tribunali per mancanza di prove. Il rituale è feroce e spietato: l'assassino vuole così rendere giustizia alle spose sepolte. I pochi indizi lasciati sulla scena del crimine conducono a un piccolo paese, Monterocca, soprannominato la Città delle Donne, un territorio nell'Appennino bolognese circoscritto da mura ed elementi naturali, governato da una giunta completamente al femminile. Il team investigativo, in cui spicca la giovane ispettrice Micol Medici, si trova catapultato in una realtà di provincia quasi isolata dal mondo, con una natura montana che fa da contorno e molti misteri avvolti nella nebbia. Un inquietante enigma conduce gli inquirenti al Centro Studi Rita, un'azienda farmaceutica che sta sintetizzando un anestetico speciale: lo stesso utilizzato dal serial killer come siero della verità per far confessare i colpevoli. Ma quanti altri segreti si nascondono dentro i confini del piccolo paese? Solo Micol ha l'innata capacità di scoprirli, anche se questo potrebbe costarle la vita...


"Mentre io mi putrefacevo, giorno dopo giorno, un'altra prendeva il mio posto e cresceva i miei bimbi. Come me ce ne sono mille. Stanno dappertutto, senza pace, talvolta voi ci camminate sopra: alcune non le troveranno mai"

Non so se vi è mai capitato ma con questo libro mi sento divisa. Da una parte la storia, il mistero, il thriller mi sono piaciuti moltissimo, ma veramente tanto; dall'altra ci sono diversi aspetti che ho trovato un po' troppo sopra le righe, al limite del possibile. E questo mi dispiace perché a questo libro per la storia, per il tema trattato avrei voluto dare 10 gufi. Invece ho dovuto abbassare il mio punteggio. Ma andiamo con ordine, di che parla il libro di Marilù Oliva?

Uno dopo l'altro vengono trovati i corpi di alcuni uomini che in passato sono stati accusati di aver ucciso le proprie moglie e di aver occultato i loro cadaveri. Ora le vittime sono loro, uccisi con un vero e proprio rituale che prevede la somministrazione di un forte anestetico per far confessare le loro colpe, lo sgozzamento e l'infilzare con alcuni spilli diversi parti del cadavere. Tutto sembra portare ad un paesino del bolognese, Monterocca, un posto come tanti se non fosse per il suo essere il paese ideale, retto da una giunta a prevalenza femminile, privo di auto e traffico, quasi autosufficiente, senza criminalità. Ma così perfetto questo posto non è e se ne accorge presto l'ispettrice della polizia Micol Medici.

credits: google
Dicevo, la storia mi è piaciuta molto perché con lo stratagemma del thriller l'autrice ha saputo proporre al lettore un tema tanto delicato quanto, purtroppo, sempre più attuale, il femminicidio. Nel cuore del romanzo troviamo, infatti, le storie delle moglie delle attuali vittime che per il mondo sparirono senza un perché dall'oggi al domani, con il sospetto, alimentato proprio dai coniugi assassini, di pazzia o tradimento. Ma non si ferma qui. La parte più interessante è secondo me nel racconto, che si alterna ai capitoli sulle indagini, di una bambina figlia di una moglie uccisa, lei stessa spettatrice indifesa dell'omicidio della madre. Vedremo attraverso gli occhi di questa bambina, appositamente lasciata fino alla rivelazione finale anonima, lo spavento ma anche l'irrealtà che a 5 anni può provare, il non capire, il sentirsi quasi in colpa. Questa per me è stata una delle forze del romanzo, erano le parti che più attendevo, mi chiedevo cosa stesse succedendo a questa bambina e soprattutto come nessuno capisse cosa le stesse accadendo in quella casa, cercavo indizi, speravo (pur sapendo per logica della storia che non poteva accadere) che qualcuno la salvasse, la portasse via di lì, le ridesse la sua infanzia.
Le Donne hanno un ruolo chiave in tutto il racconto, sia quelle presenti sia quelle che non ci sono più. Ma attenzione, il romanzo non fa di tutta un'erba un fascio. Ci sono donne forti e positive, come ci sono le antagoniste, donne crudeli e vendicative. Non solo gli uomini, infatti, sono carnefici, anche le donne posso esserlo e a volte riescono ad essere anche peggiori.

"No. Non solo gli uomini sono crudeli. Le donne, quando ci si mettono con impegno, possono superarli in raffinatezza e ferocia dieci a zero"

Ma questo è un thriller e devo dire che è stato ben congegnato, anche se... si qui scattano le mie perplessità purtroppo. Ho trovato alcuni aspetti troppo irreali. Passi la Città delle Donne, ma il fatto che la protagonista si imbatta solo in persone che riguardano le indagini o che sono assessori mi è sembrato strano, su 7000 abitanti uno inutile lo troverai mi domando; o che questo comune abbia un'anagrafe online consultabile da tutti, con dati sensibili e dettagli; ma va beh. Quello che non ho proprio inquadrato sono i sogni premonitori. Sarà che non credo in queste cose, ma mi sono sembrati proprio un di più, non sono utili al fine della storia, non aggiungo niente all'indagine, e quando un elemento è così preferisco che non ci sia e basta.
credits: google
Quello che ha funzionato per me nella storia è stato l'ambientare le indagini non in un posto qualunque ma in un paesino del genere, creato quasi su carta, in cui le donne hanno un ruolo predominante non per quote rosa (che io mal digerisco) ma per meritocrazia, la sindaca viene rieletta perché fa bene il suo lavoro, così come gli assessori sono competenti. Fiore all'occhiello è l'istituto di ricerca Rita. Idea geniale, perché il ruolo dell'istituto e di chi ci lavora ingarbuglia ancora di più la storia, aprendo nuove linee di indagine.

Lo ribadisco, mi spiace abbassare il voto, perché la storia mi ha proprio preso, l'ho trovata interessante e ben congegnata (mica cosa semplice da trovare al giorno d'oggi). Viene trattato con rispetto e riguardo un tema proprio in questi giorni molto attuale purtroppo, aprendo anche nuovi filoni di riflessione, riflessioni su cui tutti, donne e uomini, dovremmo porre attenzione, per evitare nuovi casi certo, ma soprattutto per avvertire i segnali, per comprendere, per non giudicare e per non fermarci alla prima impressione.

Alla prossima





Commenti

  1. Lo devo leggere assolutamente. La storia di questo libro mi piace molto. Non vedo l'ora di averlo tra le mie mani

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  2. Che libro inquietante! La storia è molto particolare ma non credo riuscirei a leggerla, solo la frase che hai citato a inizio recensione mi mette i brividi!

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    1. Non è così inquietante... Per capirci, non siamo al livello di Carrisi da quel punto di vista.

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  3. Viste le tue perplessità, comprendo l'abbassamento del voto, ma credo possa essere una lettura per me
    Bacci

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