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"Doppelganger" di Cristina Petrini e Valeria Cosentino

Buona sera amici lettori!
Da oggi il blog torna a pieno regime. Le vacanze son finite e si torna al chiodo. Beh, sarò strana, ma io sono contenta. Oggi avrei dovuto pubblicare un'anteprima ma per un piccolo disguido credo che salterà a fra qualche giorno. Volevo anticipare quella di domani, ma alla fine ho deciso di approfittarne per pubblicare una recensione (anche perché ho appena finito La verità sul caso Harry Quebert e non vorrei accumulare troppi libri). Il libro di cui vi parlerò mi è stato gentilmente inviato dalle sue autrici ed è Doppelganger di Cristina Petrini e Valeria Cosentino...


Titolo: Doppelganger 
Autore: Cristina Petrini e Valeria Cosentino 
Editore: Genesis Publishing 
Pagine: 300 
Ebook: € 3,90 
Data di pubblicazione: 31 marzo 2014
TRAMA

Nacha, giornalista alle prime armi presso una delle testate di spicco di Città del Messico, probabilmente avrebbe dovuto seguire il suo istinto e tirarsi indietro, quando la sua amica Esther le propone d’indagare sulla “Maledizione delle Dopplegänger” per lanciare le loro carriere... o forse no. Tra intrighi, violenze e tradimenti, Nacha entra in contatto con alcuni dei più oscuri segreti di tre fra le famiglie più importanti della città. Prova paura, rabbia, angoscia, ma riscopre anche se stessa e le sue origini; conosce l'amore vero, l'unico in grado di toglierle il respiro. Lei è la terza dopplegänger e, come Aimee ed Emma, presto si troverà faccia a faccia con la morte e dovrà scegliere tra due opzioni: arrendersi o combattere. Sceglierà la lotta. Poiché, sebbene il suo carnefice le sussurrerà che la menzogna si paga col sangue, lei capirà che l'unica cosa per la quale vale la pena sacrificarsi è solo la verità.


Vendetta. Amore. Odio. Mistero. Queste sono gli elementi che caratterizzano questo libro made in Italy, ma che ha un'ambientazione un po' diversa, Città del Messico. Lo scontro tra tre grandi e ricche famiglie della città aprirà una faida decennale, una maledizione rimescolerà le carte in tavola.

All'inizio questo libro mi aveva incuriosito proprio per l'ambientazione. Non mi era mai capitato una storia ambientata in Città del Messico, inoltre mi domandavo il perché di questa scelta particolare. Il perchè non mi è ancora chiaro, poco male, ma dopo aver letto il romanzo devo purtroppo dire di non essere rimasta particolarmente colpita. Il motivo non è tanto la storia, che anzi ho trovato ricca e complessa, ma l'impostazione generale che mi ha ricordato un po' troppo le telenovelas. Da una parte l'intreccio, con le famiglie in lotta, gli intrighi, i tradimenti, le vendette, addirittura l'incesto, figli e figliastri; dall'altra la struttura, i dialoghi e  le conclusioni di alcuni paragrafi o capitoli (molto del tipo "Perché lei è mia figlia!", "Io sono tuo fratello!!"), mi hanno continuamente riportato alle soap opera, che non sono propriamente il mio genere preferito di programma tv. Ritrovarle anche in un libro mi ha deluso.

Come dicevo la storia è molto ricca e complessa; di sicuro non ci si annoia; gli incroci familiari all'inizio mi hanno un po' spiazzata, tanto che sono ricorsa ad uno schemino, ma poi, una volta entrati nel cuore del racconto non ci si sente spaesati e tutto torna.
E' un libro con tante sfaccettature, è un thriller, è un mistery, è un paranormal. Tanti elementi ben uniti tra loro. Tuttavia, l'idea della maledizione delle Doppelganger, che mi è piaciuta molto all'inizio, non ha una vera conclusione o spiegazione: perché le somiglianze? Perché dovevano morire? La maledizione è solo una scusa? Da dove nasce? Come le ragazze l'hanno scoperta dato che non esistevano in giro foto delle vittime? Non ho trovato alla fine una vera spiegazione, anzi mi sono rimasti dei punti parecchio oscuri.

I personaggi sono moltissimi. In generale li ho trovati ben caratterizzati, anche se in alcuni casi sono rimasta un po' sconcertata da alcuni atteggiamenti o reazioni. Il caso principale è il fatto che Nacha nasca dalla relazione tra  nipote e zio, la cosa passa abbastanza in sordina alla fine, io mi sarei agitata un po' di più. Sembra che l'unico problema sia la scoperta di far parte di una determinata famiglia e non di essere figlia di una relazione del genere. O ancora quando Nicholas scopre di Didyme ha una reazione fin troppo pacata; scopri una cosa del genere e non vai su tutte le furie?
Ho anche per questo libro il mio personaggio preferito, colui che mi ha rubato il cuore, che non poteva essere se non... Victor, il ribelle, l'uomo contro corrente, il lupo solitario dal cuore d'oro e dalla lingua lunga.

Il finale non è stato particolarmente scoppiettante. Più o meno a metà libro molte cose si intuiscono e "il colpevole" di gran parte di ciò che succede viene indicato fin da subito. Mi spiace, ma in questo c'è poca suspense, anche se un episodio ha colpito nel segno e mi ha fatto dire "caspita, questa non me la aspettavo!"... non vi dirò niente, ma riguarda Didyme!

In conclusione, insomma, forse non rientra nel mio genere, forse mi aspettavo qualcosa di diverso. Non so, ma non sono riuscita ad andare oltre all'atmosfera da telenovelas sudamericana, mi sono inchiodata lì e il resto mi è scivolato addosso.

Voto...


Alla prossima
Eliza




Commenti

  1. Uhm, metti raramente voti così bassi..
    peccato però, lo avevo notato un po' di tempo fa e la trama sembra carina!

    RispondiElimina
  2. Bella recensione, anche se non ti è piaciuto particolarmente devo dire che l'analisi porta curiosità... bravissima!

    RispondiElimina

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