Recensione: Diva - Daisy Goodwin

Buongiorno lettori!
Gli ultimi giorni sono stati un po' pigri per me. Avevo voglia di leggere ma non tanto di scrivere e quindi mi sono limitata a fare quello che mi andava e, tra un salto e l'altro in ufficio, ho letto ben due libri. Iniziamo con il primo (che in realtà è il secondo che ho letto, ma vabbè). Si tratta di Diva di Daisy Goodwin, per la cui copia ringrazio la casa editrice Sonzogno.




Per trentacinque anni aveva vissuto solo per l'arte, e ora viveva per l'amore, ma di quale fra i due aveva più bisogno?

Finalmente usciva un nuovo libro di Daisy Goodwin e io non volevo perdermelo. Dell'autrice inglese ho già letto L'amante inglese di Sissi e Victoria, ma se nei precedenti libri la Goodwin si era cimentata con donne si ma teste coronate, donne che anche se nate un po' ai margini hanno poi legato il proprio nome ad un'epoca, questa volta rivolge il suo sguardo ai teatri di tutto il mondo e a Maria Callas, di cui in questi giorni si celebra il centenario della nascita (ho fatto i compiti).

Il romanzo (ricordiamolo che di questo si tratta e non di una biografia) si incentra sugli anni del grande amore tra la Callas e Aristotele Onassis. Incontriamo la Diva quando è già la Callas, la voce che fatto tremare l'arena di Verona, la Scala e soprattutto la Fenice. Avere il suo nome in cartellone vuol dire avere il tutto esaurito per i direttori dei teatri e vedere gli struggenti amori di Tosca e Violetta disfarsi in scena per il pubblico. Maria è sposata con l'italiano Battista Meneghini, il loro non è un matrimonio basato sull'amore ma un matrimonio cauto, che per entrambe ha avuto uno scopo. Uscire dalla sfera materna e poter vivere della sua voce senza preoccupazioni per Maria, guadagnare una vagonata di soldi per Tita. Ma può una donna che impersona in quel modo le grandi eroine della tragedia operistica limitarsi a questo? Ad avere un uomo che la sera si mette a letto con la retina per i capelli? È qui che entra in scena Onassis che travolgerà la vita della Callas, le farà scoprire gioie ( e dolori) della passione e del sesso. Gli anni con il suo Ari sul panfilo Christina a vedere crescere l'isola di Skorpios saranno anni travolgenti per Maria, che le insegneranno un altro modo di vivere, fatto non solo di date e programmi, di controllo e perfezione, ma anni di molli vacanze in giro per il Mediterraneo, di cene sofisticate con l'alta società, di notti di passioni e regali brillanti. Ma dai sogni presto ci si sveglia e anche Maria inizierà a capire di non essere l'unica donna del suo Ari, che dietro la passione dell'armatore greco si nasconde anche una ancor più travolgente voglia di emergere, di essere il numero uno, di essere accettato dai grandi del mondo.

La storia della Callas è sicuramente un romanzo in essere. Fin dall'infanzia che l'ha vista spostarsi dagli Stati Uniti alla Grecia, vivere nell'Europa della guerra e poi scoprire il dono che la renderà celebre in tutto il mondo, si può mettere mano è scrivere appunto un grande romanzo, puntellato dal dolore per l'allontanamento dal padre, per lo sfruttamento materno. Ma ecco che con il matrimonio con Tita tutto si assesta e si appiattisce, Maria inizia a scalare la vetta del successo ma ne vedrà la cima solo quando la tragedia e la passione dell'Opera entreranno anche nella sua vita privata tanto che arriverà al punto in cui finzione e realtà si uniranno in un tutt'uno con il culmine della Tosca del 1964 al Covent Garden diretta da Zeffirelli. Dove finiva Maria Callas e dove iniziava Floria Tosca.

Vissi d'arte, vissi d'amore

E questo coincide con il grande amore per Onassis, un greco che dal contrabbando di sigarette diventerà uno degli uomini più ricchi del mondo. 

Il ritratto della Callas che fa la Goodwin, muovendosi tra mito e realtà, è, devo ammettere, tutt'altro che lusinghiero a mio avviso. È vero, fu donna di grande talento, di grandi passioni, un mito nato quando i miti  ancora facevano sognare il mondo, ma anche una donna ferita e tradita. Tuttavia fu anche succube sempre del giudizio altrui, bisognosa di attenzioni e conferme, petulante e infantile. Chiuse più volte gli occhi, girandosi dall'altra parte. Ma quando si parlava del canto riusciva ad essere tutt'altra persona, capricciosa ed egoista, totalmente convinta della propria unicità e della propria superiorità. Insomma, non un tipo facile con cui avere a che fare. 

La storia della Callas la conoscevo a grandi linee, anche grazie a qualche documentario visto anni fa. In questo romanzo ho trovato più o meno tutto quello che già sapevo, senza grosse novità. Quello che mi ha un po' fatto storcere il naso è stato il rimarcare più volte la foga sessuale tra i due amanti, a volte andando anche nei particolari. Posso capirlo all'inizio, ma è stato un elemento molto insistente, che se non dà effettivamente fastidio, alla lunga annoia, facendo allungare un romanzo in realtà anche troppo corposo.

Pecca mia che per un motivo o l'altro mi sono un po' trascinata la lettura? Sicuramente. Eppure a volte avrei voluto prendere Maria, scuoterla e urlarle in faccia di mollare quel cxxxxx (mi auto censuro, che brava) di Onassis e di vivere finalmente una vita che fosse sua. Perché questo alla fine si nota: Maria visse prima la vita che le aveva creato la madre, poi quella che le aveva aggiustato Tita e infine quella che le aveva comprato Onassis, in mezzo quelle di Tosca, Violetta, Amina, Norma, Aida, Isotta; ma quando si trovò a dover vivere da sola la propria vita fu persa, era troppo tardi per creare una Maria che non fosse la Callas.

Si potrebbe pensare che alla fine il lettore si trovi ad empatizzare molto con la Callas, a dispiacersi per un finale così triste, così vuoto, a dispiacersi per lei. Eppure no, non ho provato niente di tutto ciò. Questo romanzo mi ha lasciata indifferente nei confronti della sua protagonista.

In conclusione, Diva racchiude una storia nata per essere romanzo (ma anche film) ma non riesce a esprimere a pieno la tragicità degli eventi, ci porta una protagonista che non riesce a farsi amare, o meglio non riesce a farsi del tutto amare, che si nasconde dietro a questa voce potente, roboante, ma che non riesce a dirti cosa veramente volesse.
Ottobre 1968. Mentre sull’isola di Skorpios si celebrano le nozze fra il milionario Aristotele Onassis e Jackie Kennedy, la vedova del presidente, a Parigi Maria Callas sorseggia champagne in compagnia dell’amico di sempre Franco Zeffirelli. La sua carriera di cantante è sul viale del tramonto, e l’armatore greco – di cui era stata la compagna per dieci anni – l’ha tradita e abbandonata. Ma nemmeno in questo momento i riflettori su di lei si spengono: voce d’oro della lirica ed elegantissima diva, la sua vita è ormai da anni un palcoscenico su cui sono puntati gli occhi del mondo intero. E sotto questa luce abbagliante Maria vive d’arte e d’amore, trasformando la realtà quotidiana in teatro e il teatro in realtà. Dal giorno in cui incontra il suo destino di artista ad Atene fino all’ultima, sensazionale recita di Tosca al Covent Garden, la Callas arderà dello stesso fuoco delle eroine che incarna in scena, rendendo la sua esistenza un racconto epico di ambizione, desiderio e passione, mentre intorno a lei vorticano calunniatori e adoratori, nemici e salvatori, falsi amici e fedelissimi compagni di strada. Il dramma di una delle stelle più grandi e tragiche del Novecento, ma anche una Maria inedita, intima, piena di sentimento e fragilità: in un romanzo ardente eppure dalla penna leggerissima, Daisy Goodwin ci restituisce il ritratto di una diva irresistibilmente umana, spesso incompresa eppure in grado di comunicare tutto, cuore a cuore, al suo pubblico.

DIVA
di Daisy Goodwin
Sonzogno | 384 pagine
ebook €9,99 | cartaceo €19,00
14 novembre 2023 | link Amazon affiliato

Alla prossima





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