Recensione: L'ufficio degli affari occulti - Éric Fouassier

Buongiorno lettori!
-1 all'8 dicembre, -1 all'albero di Natale! Perché si, io l'albero lo faccio rigorosamente l'8 dicembre, sono tradizionalista! Quindi facciamo passare quest'ultima giornata di lavoro e poi fino a lunedì non voglio sentire nessuno! Solo albero, libri, qualche film... la pace insomma.
Ma prima di andare in ufficio vi lascio la recensione di L'ufficio degli affari occulti di Éric Fouassier.


Parigi, 1830. Luigi Filippo I è appena diventato Re di Francia, ultimo dei Borbone rimasti dopo la Rivoluzione. La città raschia ancora il fondo della povertà dopo gli strascichi rivoluzionari e napoleonici. Tutto è ancora piuttosto confuso, ma una cosa è certa. I poveri sono diventati ancora più poveri e i ricchi ancora più ricchi. Una sera, durante la festa che doveva essere per il suo fidanzamento (non voluto) il giovane Lucien Dauvergne, rampollo di buona famiglia e figlio di un deputato della nuova Camera, si uccide. Ma è un suicidio strano, che lascia l'amaro in bocca allo stesso padre che chiede un supplemento di indagine. È così che conosciamo Valentin Verne, giovane ispettore della Buon Costume, prestato per il momento alla Sûreté. Valentin non può rifiutare l'incarico, anche se deve per il momento mettere da parte la sua vera missione: trovare il Vicario, la materializzazione dei tanti incubi che hanno colpito i suoi sogni e quelli del padre morto.

Siamo davanti all'ennesimo caso letterario ( e guarda caso 'sti casi letterari stanno sempre in Francia... mah). L'ufficio degli affari occulti, primo di una serie (in Italia è già uscito il secondo), è stato, infatti, osannato dalla critica d'Oltralpe, ma che ne pensiamo al di qua del Monte Bianco? Beh, vi posso dire che non mi è dispiaciuto affatto per il protagonista e per la storia. Il racconto è, infatti, denso di avvenimenti, di spostamenti temporali e di ambiguità e si muove tra il romanzo storico, portandoci in una Parigi che non spesso incontriamo, e il thriller, sfiorando un pochino anche l'horror. 
Il mistero che è alla base dell'indagine di Valentin è ben congegnato, di quelli che mai si potrebbero capire dalle prime pagine; ma ciò che più colpisce è il racconto personale del protagonista che ha un'evoluzione inaspettata e a tratti sconvolgente. 
Le atmosfere sono cupe, tese, sporche, accentuate dalla povertà che dilaga nelle fasce più basse della popolazione e dalla doppiezza malata degli strati più alti della società. In questo miscuglio di oscurità e polvere troviamo il protagonista, un uomo che non sembra appartare a quel mondo, o meglio a nessuno dei due. Valentin sembra essere a se stante nella società parigina e più volte la varietà umana che ha a che fare con lui avverte il suo essere differente. 

Mi sono piaciute le atmosfere di questo libro, cupe e tetre, e l'ambientazione parigina, anche perché siamo in una Parigi che solitamente poco vediamo, quella dopo la Rivoluzione e il primo Impero e precedente il secondo Impero. Come mi sono piaciuti i misteri che si srotolano lungo le sue pagine. E non a caso parlo al plurale, perché l'intreccio e l'indagine ci daranno tanti colpi di scena, non ultimo quello di scoprire cos'è l'Ufficio degli affari occulti. 
I contro di questo libro sono per me tre: c'è qualche scena troppo cinematografica, un po' alla Bruce Willis di Die Hard (un filo di troppo); ci sono un po' troppe note al margine che appesantiscono e rovinano il piacere della lettura; infine, bella Parigi ma le descrizioni di strade, percorsi, scorci sono troppo ridondanti e continui, un po' troppo da ufficio del turismo.

Leggerò il seguito? Assolutamente si, devo però aspettare il momento giusto.
Un bambino corre, a piedi nudi, nella notte. Corre senza meta nelle viuzze buie e strette della Parigi cenciosa che festeggia l’ascesa al trono di Luigi Filippo. Il suo cuore è un tamburo impazzito. La mente, occupata da un solo pensiero: sfuggire agli artigli del Vicario, che è lì da qualche parte, nell’oscurità, pronto a dargli la caccia tutta la notte. In un vicoletto, il bambino scorge un coccio di bottiglia tra le immondizie. Lo afferra per tagliare il tendone più vicino. Un taglio discreto, giusto per entrare. Una volta dentro, lo accolgono visi da incubo, emersi dal nulla, in un terrificante labirinto di specchi da cui è impossibile uscire… Dall’altra parte della città, in uno dei quartieri ricchi della capitale, nella residenza di Charles-Marie Dauvergne, deputato alla Camera di fresca nomina, si festeggia il fidanzamento di Lucien Dauvergne con la figlia di un industriale normanno. Lucien è un giovane frivolo, un dandy elegante e bohémien. Nel corso della serata, sale al piano superiore della casa e scompare letteralmente dalla festa. Temendo un capriccio del suo incorreggibile rampollo, Madame Dauvergne si avventura anche lei al primo piano, e vede il figlio inginocchiato dinanzi a un grande specchio di Venezia con la cornice dorata. Il giovane si alza, abbozza un saluto, poi avanza con passo risoluto verso la finestra e si getta serenamente nel vuoto. L’inchiesta su una tragica, illogica morte del figlio di un personaggio illustre suscita sempre non pochi timori nelle alte sfere del potere. Alla Süreté viene perciò convocato e istruito in tutta fretta Valentin Verne, giovane ispettore della Buon costume, il servizio di protezione della morale. A Valentin, che sotto la sua apparenza eterea cela una durezza, una determinazione tagliente quanto il filo di una lama, non resta che accettare il nuovo incarico, anche se comporta, per il momento, la rinuncia a venire in aiuto di Damien, un orfano indifeso caduto nelle grinfie del mostro che si fa chiamare il Vicario. Accolto in Francia da uno straordinario successo di critica e di pubblico, L’ufficio degli affari occulti è un romanzo irresistibile in cui i generi si uniscono in un intrico fatto di esoterismo e scienza, di misteri e codici da decifrare insieme al protagonista delle sue pagine: Valentin Verne, responsabile dell’Ufficio degli affari occulti della Süreté di Parigi.

L'UFFICIO DEGLI AFFARI OCCULTI
(#1, L'ufficio degli affari occulti)
di Éric Fouassier
Neri Pozza | I Narratori delle Tavole | 336 pagine
ebook €9,99 | cartaceo €20,00
22 novembre 2022 | link Amazon affiliato

Alla prossima





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