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Recensione: L'improbabile fuga di Uriah Heep - H.G. Parry

Buongiorno lettori!
Come sta procedendo il vostro ponte? Lo state facendo? Spero proprio di perché ci vuole un piccolo stacco e a Natale manca ancora un po'.
Ma bando alle ciance e veniamo alla recensione di oggi. Ero in dubbio se postarla oggi o aspettare mercoledì, ma alla fine mi sono decisa per oggi perché volevo proprio parlarvi di L'improbabile fuga di Uriah Heep di H.G. Parry... titolo strano? Beh anche il contenuto non scherza eh!


È quello il pericolo delle storie. Portano nel mondo delle cose che non si possono rimettere a posto.

Qualche giorno fa sono andata in libreria, volevo un fantasy e niente e nessuno mi avrebbe fermata! Avevo proprio voglia di qualcosa di puro intrattenimento, qualcosa al di là del reale, qualcosa di particolare. Venivo da un'estate allucinante e da una sfilza di narrativa dolorosa e gialli. Volevo proprio un cambiamento. Arrivata davanti allo scaffale... il vuoto... che cavolo prendo?? Ho chiesto anche alla mia piccola spacciatrice di fantasy di fiducia, La spacciatrice di libri Grazia. No la Bardugo no, non la reggo; Kristoff? No no, per me con lui è finita dopo Illuminae & Friends; la Maniscalco? Non ero così disperata! E poi mi sono ricordata di Lui, un libro che avevo visto per caso su Instagram o su Tik Tok (vatti a ricordare, ho una certa età) e che mi ero segnata su una nota dell'iPhone. Bon, prendiamolo (certo che 22€ anche 'sti cazzi però eh, vabbè...). 

Cosa si nasconde dietro questo libro dal titolo così strano? Ebbene, troverete una storia avventurosa, divertente e tanto, ma tanto, Dickens! Non vi piace l'autore inglese famoso per le sue atmosfere fumose e scure? Allora lasciate perdere, perché L'improbabile fuga di Uriah Heep parla di Dickens e dei suoi libri dall'inizio alla fine, buttando qua e là anche un po' di critica letteraria che non guasta mai. 

Charles fin da quando è piccolo ha la capacità di portare fuori dai libri personaggi e oggetti, ma non semplicemente desiderandoli. Deve capirli e interpretarli, avere una sua visione. E questa "interpretazione" sarà quella che uscirà dalle pagine. Questa sua capacità ovviamente lo potrebbe mettere in pericolo, per questo suo fratello Rob spesso parte nel cuore della notte per aiutarlo a sistemare le cose. Fino a quando però Charley e Rob non scoprono la Strada, un pezzo di Londra vittoriana a metà strada (ah ah ah) tra il mondo reale e quello di carta popolato dai personaggi che più o meno consapevolmente sono stati fatti uscire dai libri. Charley non è il solo evocatore e proprio grazie a un paio di Uriah Heep lui e Rob si butteranno alla ricerca di un modo per salvare questo mondo e quello della fantasia. 

Temevo per ovvie ragioni di trovarmi davanti alla scopiazzamento di Inkheart e invece l'autrice mi ha stupito perché ha creato un romanzo del genere partendo da solide basi letterarie e ha mostrato una vera passione per l'opera di Dickens. 
Partiamo dall'ambientazione. Londra? Naaa sarebbe stata scontatissima. La vicenda si svolge niente meno che a Wellington, quindi dall'altra parte del mondo, dovremo destreggiarci anche con le stagioni ribaltate. 
È difficile definire un protagonista, se non l'opera di Dickens in generale. Charley e Rob riescono a completarsi e a dare al lettore una visione molto ampia della vicenda. Da una parte c'è Rob, pratico, fuori dai meccanismi che muovono un libro e ironico. Dall'altra Charley che invece è il personaggio più tormentato, forse anche più triste, ha un che che te lo fa sentire un po' distante e inavvicinabile. Poi abbiamo tutta una serie di personaggi che si aggirano intorno a loro due e la cosa che più mi è piaciuta è l'idea dell'interpretazione. L'autrice non si limita infatti a tirare fuori dalle pagine dei romanzi Mr Darcy, Sherazad, Heatchcliff e compagnia; lei fa vivere le interpretazioni di quesi personaggi che quindi, oltre ad essere in più copie (es. avremo ben cinque Mr Darcy, da quello più timido e introverso a quello che è indubbiamente una reincarnazione del Darcy di Colin Firth), saranno anche diversi, con un carattere specifico o una forma nata in un determinato periodo storico. Credo che questa sia il vero tassello che mi ha fatto piacere questo romanzo. È un meccanismo forse un po' cervellotico ma anche in qualche modo concreto, che ti dà un quadro preciso della vicenda.

A condire il tutto tanta tanta avventura, con mastini dei Baskerville che bussano alla porta, strade che appaiono, case che scompaiono e un cattivo che è beh, il cattivo per antonomasia. Ma sotto sotto l'autrice ci dà anche una piccola lezione di critica letteraria e di analisi della struttura di un romanzo. Come? Beh non posso dirvelo perché farei spoiler su spoiler.

In conclusione, sono proprio felice di essermi ricordata di questo romanzo, è stata una lettura piacevole e un po' particolare, un fantasy affatto scontato che vi farà rispolverare la vostra copia di David Copperfiled o di Grandi Speranze... ma attenti a non tirare fuori qualcuno o qualcosa dalle loro pagine!

Per tutta la vita Charley ha tenuto nascosta un'insolita abilità che sa controllare solo in parte: quella di evocare i personaggi dei libri nella vita reale. Il fratello maggiore Rob – un giovane avvocato con una casa normale, una fidanzata normale e una vita ancora più normale – spera che, col tempo, quel bizzarro segreto di famiglia svanirà, così da non dover più proteggere Charley e il mondo reale l'uno dall'altro. Ma un giorno i personaggi dei romanzi iniziano a combinare disastri in città, minacciando addirittura di distruggere il mondo… e questa volta Charley non c'entra. Qualcun altro, là fuori, ha il suo stesso "dono". Toccherà a Charley e a Rob sventare i suoi piani. Possibilmente prima che venga scritta la parola Fine.

L'IMPROBABILE FUGA DI URIAH HEEP
di H.G. Parry
Mondadori | Oscar Fabula | 516 pagine
ebook €10,99 | cartaceo €22,00
05 luglio 2022 | link Amazon affiliato

Alla prossima




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