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Recensione: Il museo delle promesse infrante - Elizabeth Buchan

Buongiorno lettori!
Sono stata brava in questi giorni e ho recuperato ben due letture che avevo lì da un po' di mesi. Di L'ombra di Caterina vi ho parlato lunedì, oggi invece andiamo ancora più indietro e vi presento Il museo delle promesse infrante di Elizabeth Buchan, uscito quasi due anni fa oramai.


Il Museo da spazio a chi vuole ricominciare.

Il museo delle promesse infrante ha disatteso la mia più grande aspettativa: parlare del museo delle promesse infrante. 
Non sapevo molto sulla storia che racchiude e il più delle volte preferisco così, ma leggere questo libro è stato strano. Si parte piano piano, piano... ancora più piano, abbiamo davanti una 70ina di pagine piatte e noiose in cui abbiamo il primo incontro con la protagonista e scopriamo questo curioso museo parigino in cui chiunque può portare un oggetto, simbolo di una promessa fatta e non mantenuta. Un biglietto del treno, una scacchiera, un dentino in una scatola di fiammiferi. 
Ero tentata di mollare la lettura e via, ma la mia testardaggine mi ha imposto di arrivare almeno a pagina 100 e lì decidere. Poi il racconto improvvisamente ha un picco e la storia si fa curiosa e interessante. Beh, finalmente mi sono detta, brava che hai continuato! Ecco, no! Laura no!! Perchè ad un certo punto è come se partisse un altro libro, un'altra storia, in cui il museo sparisce e vediamo solo la vita di Laure, la protagonista, divisa tra la Praga del 1986 e la Berlino del 1996. Fa la ragazza alla pari che segue la famiglia per cui lavora a Praga e lì scopre che il mondo oltre la cortina di ferro non è tinto di rosa e con gli arcobaleni che attraversano il cielo, ma c'è oppressione, repressione, spionaggio, violenza. Così, la giovane inglese casca dal pero e si stupisce delle spie che sorvegliano ogni tuo passo o dello Stato che considera ogni mente pensante come sovversiva e pericolosa. 

La storia di Laure è interessante per l'ambientazione inusuale, la Cecoslovacchia prima della caduta del Muro di Berlino, tuttavia non mi ha coinvolto. Prima di tutto perchè tutto il racconto è piuttosto scontato, senza un minimo di colpo di scena o elemento innovativo. Vi potevo dire come finiva già prima della metà del libro, inganno compreso.

Poi, se devo essere proprio sincera, Laure è antipatica come poche persone e il suo personaggio è freddo, per niente empatico, di quelli che un po' speri sparisca dalla scena anche in malo modo (anche se, essendo la protagonista, sai che ti toccherà fino alla fine). Da giovane sembra, mi spiace dirlo, una cretina che non sa minimamente come giri il mondo. Siamo nel 1986, mica nel 300! Da grande è fredda, rigida, senza un minimo di trasporto, neanche sul finale, in cui sembra sghiacciarsi un pochino, ma no, antipatica era antipatica resta!

Ripensando ora alla lettura temo di non trovare neanche un elemento positivo della storia e dei personaggi.   Lo stile della Buchan invece è, nella sua semplicità, perfetto per una storia che fatica a decollare, non appesantisce ulteriormente una lettura che già stenta e riesce a trascinarsi il lettore fino alla fine delle sue quasi 400 pagine.
Mi spiace, una bocciatura su tutta la linea!


Esiste un museo, a Parigi, dove non sono custoditi né quadri né statue. In questo museo si conservano emozioni: ogni oggetto ― un vecchio telefono, una scarpetta bianca, un biglietto del treno ― è infatti il segno concreto di un amore perduto, di una fiducia svanita, di una perdita. Cimeli donati da chi vorrebbe liberarsi dei rimorsi e andare avanti. Come la curatrice, Laure, che ha creato il Museo delle Promesse Infrante per conservare il suo ricordo più doloroso: quello della notte in cui ha dovuto dire addio al suo vero amore. Quando Laure lascia la Francia e arriva a Praga, nell'estate del 1986, ha l'impressione di essere stata catapultata in un mondo in cui i colori sono meno vivaci, le voci meno squillanti, le risate meno sincere. Poi capisce: lì, la gente è stata costretta a dimenticare cosa sia la libertà. Eppure qualcuno non si rassegna. Come l'affascinante Tomas, incontrato per caso a uno spettacolo di marionette. Per lui, Laure è pronta a mentire, lottare, tradire. Ma ancora non sa di cosa è capace il regime, né fin dove lei dovrà spingersi per salvarsi la vita. Laure si è pentita amaramente della scelta che ha dovuto compiere tanti anni prima ed è convinta che non avrà mai l'occasione per sistemare le cose. Eppure ben presto scoprirà che il Museo delle Promesse Infrante è un luogo in cui le storie prendono nuovo slancio, spiccano il volo verso mete inaspettate. E magari ricuciono i fili strappati dal destino. Come quelli che la legano a un uomo che aspetta solo un cenno per mantenere la sua promessa...

IL MUSEO DELLE PROMESSE INFRANTE
di Elizabeth Buchan
Nord | Narrativa | 396 pagine
ebook €9,99 | cartaceo €18,60 | 9 gennaio 2020 | scheda Nord

Alla prossima



Commenti

  1. Ciao, io ho appena finito di leggere il libro e in realtà, a parte il finale che pensavo diverso, mi è piaciuto molto.

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