Recensione: Casa Trelawney - Hannah Rothschild

by - novembre 29, 2021

Buongiorno lettori!
Ma voi lo sentite nell'aria? Il Natale!!! Ho già visto tantissime decorazioni in giro. Ok, forse è un po' presto ma sono così belle le luci fuori. Ovviamente ho già contribuito...

Oggi vi parlo di Casa Trelawney di Hannah Rothschild. Ho letto pareri piuttosto discordi, quindi vediamo un po' il mio pensiero.


Sono le persone a essere davvero importanti, non i luoghi. La cosa peggiore è continuare a comportarsi in un certo modo soltanto perchè ci si comportava così in passato. 

Casa Trelawney è la storia di un fallimento. Quello della famiglia che da oltre 800 anni ha costruito queste enorme castello della Cornovaglia, pezzo dopo pezzo, aggiungendo di conte in conte un'ala qua e un corridoio là. I signori del Castello erano una famiglia ricca, ricchissima, organizzavano feste leggendarie, davano da lavorare a tutto il vicino villaggio. Poi nell'ultimo secolo tutto è andato a rotoli fino all'attuale conte, Enyon, donnaiolo impenitente, e soprattutto a suo figlio ed erede Kitto che con un investimento sbagliato ha perso tutto ciò che era rimasto. Il Castello cade letteralmente a pezzi, la muffa e le erbacce sono ovunque, soldi non ce ne sono. Questo è il punto di partenza del romanzo in cui incontreremo tutta la famiglia di Trelawney, ma anche coloro che di questa ancestrale famiglia desiderano fare parte da tempo immemore. 

Non è facile parlarvi di questo libro poiché la trama non è complicata però è abbastanza arzigogolata e i personaggi sono tanti. Diciamo che la sua lettura non è stata brutta, la storia è interessante e l'ambientazione mi è piaciuta. Adoro questi scenari pittoreschi da vecchia Inghilterra. La storia di questa famiglia mi ha ricordato un po' le atmosfere alla Downton Abbey e Un matrimonio all'inglese, con Lady Clarissa che è tutto e per tutto una Lady Violette più sfortunata, caduta dal trono splendido che il matrimonio le doveva assicurare ma nonostante ciò incurante dei tempi moderni e dei cambiamenti sociali avvenuti.

Il racconto si incentra soprattutto sulla nuova generazione di Trelawney e il quadro non è molto roseo, tra investimenti finanziari rischiosi e inettitudine. Fortuna che c'è Jane, moglie dell'erede al titolo, che cerca in tutti i modi di mandare avanti castello e famiglia. Se Jane mi ha fatto pena visto che alla fine è l'unica che fa qualcosa pur non essendo nata nobile, i figli di lei li avrei appesi tutti elegantemente alla torre più del maniero: viziati, piccoli petulanti, che non sanno stare al mondo, Ambrose è il peggiore ma anche gli altri due scherzano poco. 

Ci sono due cose che però di questo libro proprio non mi sono andate giù: la storia d'amore di Blaze e i riferimenti finanziari. 
Per quanto riguarda questi ultimi, non sono sparsi qua e là, ma concentrati in alcune parti del racconto e quando arrivano vuoi solo nasconderti. Non ho capito quale fosse il loro scopo, ma per quanto mi riguarda mi hanno solo annoiato in un primo momento e irritato nella loro continuazione. Perchè?? Doveva essere humor inglese?? Boh. Parole che ai più non diranno quasi nulla, acronimi che restano lì senza un perchè. 
Ma passiamo alla storia di Blaze e del suo amore con... no, non velo dico... si piacciono poi c'è un'incomprensione e lei si incavola, si riappacificano altra incomprensione e si incavola lui, si ritrovano nuova incomprensione e si arrabbia di nuovo lei, poi di nuovo lui, poi di nuovo lei... seri?? Come si rovina un libro dalla storia godibile, con un'atmosfera affascinante, a tratti divertente? Ecco, così, volendo incastrare a forza una storia d'amore, e va bene lo capisco, e volendo stiracchiarla per tutte le sue 426 pagine, fino all'ultimissima riga. Anche qui, perchè???

A seconda di come vogliamo vederla, questa lettura è stata un fallimento o un successo a metà, si colloca a pieno titolo tra quei libri "vorrei ma non posso", che sei felice di aver comunque letto ma che ti fanno anche venire i nervi perchè sarebbero potuti essere una vera affermazione se non si fossero prese alcune decisioni discutibili. 

Per ottocento anni Trelawney Castle – una stanza per ogni giorno dell’anno, undici scaloni e oltre sei chilometri di corridoi – è stato il più maestoso e il più sontuoso castello della contea di Cornovaglia, rappresentando degnamente la famiglia omonima. Ma con l’incespicante trascorrere dei secoli, la mollezza delle abitudini ha smorzato l’ambizione dei signori di Trelawney: gli ultimi otto dei ventiquattro conti si sono distinti per dissolutezza e inettitudine finanziaria, mentre due guerre mondiali, il crollo di Wall Street e le tasse ereditarie hanno finito col dissipare il patrimonio della famiglia. Nel 2008 le finestre sono ormai oscurate dall’avanzata dell’edera e dei rovi, alcuni soffitti parzialmente crollati rivelano gli ambienti soprastanti e gli attuali abitanti del castello tengono a bada il degrado chiudendo le porte a chiave. Jane Tremayne, nuora del ventiquattresimo conte di Trelawney e moglie dell’erede, Kitto, svolge la maggior parte delle mansioni domestiche e accudisce il giardino, gli anziani suoceri e l’ultimo cavallo rimasto nella stalla. Kitto investe in progetti improbabili, con l’inettitudine di chi è consapevole di essere l’ultimo, biasimato superstite di una nobile dinastia. Dei loro tre figli solo il maggiore, Ambrose, frequenta l’ultimo anno a Harrow, mentre le tasse esorbitanti della scuola privata costringono il secondogenito, Toby, e la sorella, Arabella, a frequentare il liceo pubblico locale. E poi ci sono Enyon e Clarissa, conte e contessa di Trelawney, intenzionati a fingere che ogni cosa si sia conservata nello splendore di un tempo, mentre l’eccentrica prozia Tuffy si è barricata in un villino fatiscente in fondo al parco, dedicando la sua esistenza allo studio delle pulci. L’unica che sembra essersi salvata dalla rovina è Blaze, la sorella di Kitto: allontanata da Trelawney Castle per questioni ereditarie, ha rinnegato il passato e fatto fortuna nella finanza a Londra. Ma quando una vecchia amicizia in comune, Anastasia, chiede ospitalità per la figlia diciannovenne, Ayesha, Blaze e Jane, da tempo estranee, dovranno necessariamente riunirsi per salvare quel che resta di Trelawney Castle dal dissesto finanziario, ora che i mercati e le banche sono sull’orlo del tracollo. Un’occasione, forse, per scoprire anche cosa tiene davvero unita una famiglia. Con sferzante humour britannico, e grazie a una prosa vivace, Hannah Rothschild dà vita, attraverso le vicende di un’antica casata sull’orlo del lastrico, a una trascinante commedia sociale.


CASA TRELAWNEY
di Hannah Rothschild 
Neri Pozza | I Narratori delle Tavole | 426 pagine
ebook €9,99 | cartaceo €19,00 | 2 settembre 2021 | scheda Neri Pozza 

Alla prossima




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