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Recensione: Vento dell'ovest - Samantha Harvey

Buongiorno lettori!
La settimana inizia con la recensione di un libro che purtroppo non mi è proprio piaciuto, Vento dell'ovest di Samantha Harvey (per la cui copia ringrazio la casa editrice Neri Pozza).


VENTO DELL'OVEST
di Samantha Harvey
Neri Pozza | I Narratori delle Tavole | 279 pagine
ebook €9,99 | cartaceo €18,00
12 novembre 2020 | scheda Neri Pozza

Somerset, XV secolo. Oakham è un piccolo villaggio diviso a metà da un fiume senza ponti. Una mattina, alle prime luci dell'alba, John Reve, il parroco, viene svegliato da Herry Carter, un giovane noto a tutti in paese. Con voce concitata Carter gli dice che c'è un annegato nel fiume, giù a West Fields. Il corpo si è impigliato in un tronco e ci sbatte contro come uno straccio. Reve afferra l'ampolla del vino consacrato e quella dell'olio santo, e si precipita al fiume per impartire l'estrema unzione all'annegato. Una corsa a perdifiato alle calcagna di un giovanotto basso di statura ma di buone gambe, e il parroco è a West Fields. Del corpo, però, non c'è più alcuna traccia, tutto ciò che rimane è un pezzo di stoffa, una bella camicia olandese di buon lino, verde come i campi in primavera. Un indumento prezioso che può appartenere soltanto a una persona a Oakham, al benestante del paese che risponde al nome di Thomas Newman. Newman, del resto, è scomparso da due giorni, dalla mattina in cui il corpulento Robert Tunley, di ritorno forse da una delle sue numerose conquiste femminili, ha visto qualcuno rotolare nel fiume e svanire tra i flutti. È chiaro che l'uomo, che ha appena donato una cospicua somma per la costruzione di un ponte, non può essere annegato, né per accidente né per mano di qualcuno, senza che si indaghi attentamente sulla sua sorte. Il solo sospetto che possa essere stato ucciso spinge il vicario episcopale a recarsi a Oakham e da inizio a una convulsa serie di false ammissioni, intrighi e sospetti che John Reve ha l'ingrato compito di raccogliere nel segreto della confessione. Thomas Newman è stato ucciso davvero? E chi può essere l'assassino? Il violento Oliver Townshend, signore del villaggio? O l'esangue Sarah Spenser che va dicendo di essere lei la colpevole? Oppure ancora Tunley, il seduttore abile nell'uso del veleno? Del resto, a Oakham, tutti hanno i loro segreti...

Oakham è una piccola parrocchia che nell'anno del signore 1491 non naviga certo in buone acque. La povertà è di casa anche a causa dell'assenza di un ponte che aiuti ad attraversare il vicino fiume e ad entrare nelle principali vie di comunicazione. E proprio il fiume nasconde il terribile segreto della scomparsa di Thomas Newman, il munifico benestante del villaggio che ha appena donato la somma per costruire il ponte. Alla comparsa del corpo di un uomo annegato e alla sua immediata scomparsa è ormai chiaro che Thomas Newman non può essere morto per una disgrazia, qualcuno lo ha ucciso. Ma come e chi? Qui entra in gioco John Reve, il parroco del villaggio, che una confessione dopo l'altra deve capire chi sia veramente stato.

Letta così parrebbe la trama di un libro che fa per me: c'è la Storia, l'ambientazione, il mistero. Ma... si c'è anche un ma grande come una casa.... c'è anche tanta noia. Ad un inizio intrigante con la ricerca di un corpo scomparso e la conoscenza dei personaggi principali, seguono tante pagine in cui, ahimè, poco succede. L'autrice sa scrivere, sa mantenere la suspence, ma ha proposto una storia un po' debole e ripetitiva, consegnando al lettore una serie infinita di confessioni, smentite, false ammissioni. Una dopo l'altra, capitolo dopo capitolo. Per le sue 279 pagine non succede molto altro se non piovere (tanto), accennare alla miseria che colpisce gli esseri umani e consentire l'apparizione del vicario che credo dovesse essere il vero "investigatore" del racconto, ma che a me ha dato più la sensazione del curioso dei peccati altrui. 
Al centro di tutto ciò il buon parroco Reve, che va in confessionale, poi a fare un pisolino a casa, poi torna in confessionale, poi.... indovinate.... a casa! Stop. Sinceramente non so neanche cos'altro dirvi e me ne scuso con voi lettori, ma è così.

Il finale sarebbe dovuto essere la parte più scoppiettante del libro. Sarebbe... e invece niente, neanche lì l'autrice ha saputo darmi quel qualcosa che mi distraesse dalla strada avanti e indietro che il buon Reve faceva per andare da casa alla chiesa e ritorno. 
Purtroppo capita, ogni tanto una buca va e per me questo libro è stata una vera delusione.

Alla prossima




Ringrazio la Casa Editrice per avermi fornito una copia del romanzo.

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