venerdì 27 novembre 2020

Recensione: La vasca del Führer - Serena Dandini

Buongiorno lettori!
Il libro protagonista della recensione di oggi si è rivelato qualcosa di diverso da quello che mi aspettavo. Si tratta del nuovo libro di Serena Dandini, La vasca del Führer, per la cui copia ringrazio la casa editrice Einaudi. 


LA VASCA DEL FÜHRER
di Serena Dandini
Einaudi | Stile Libero Big | 248 pagine
ebook €9,99 | cartaceo €17,50
10 novembre 2020 | scheda Einaudi

«È possibile per una donna rimanere "un genio libero" e "uno spirito dell'aria" senza pagare nessuna conseguenza?». Un'istantanea in bianco e nero coglie una donna dalla bellezza struggente immersa in una vasca da bagno del tutto ordinaria. Guardando bene, però, in basso ci sono degli anfibi sporchi di fango, e in un angolo, sulla sinistra, un piccolo quadro. Il viso nella cornice è quello di Adolf Hitler, il fango è quello di Dachau; lei, la donna, è Lee Miller: ha da poco scattato le prime immagini del campo di concentramento liberato, e ora si sta lavando nella vasca del Führer. Prendendo spunto da una fotografia che ha scoperto per caso, Serena Dandini si mette sulle tracce di Lee Miller Penrose, una delle personalità più straordinarie del Novecento. La cerca nei suoi luoghi, «dialoga» con lei, ripercorre la sua esistenza formidabile - che ha anticipato ogni conquista femminile - in un avvincente romanzo, una storia vera, tra i fasti e le tragedie del secolo scorso.

Sono passati oltre settant'anni, eppure questa fotografia scavalca il tempo e le ideologie e può ancora raccontarci qualcosa di prezioso sulla forza eversiva della libertà di espressione.

Vedi quella foto in copertina e non puoi non essere spinta da una forza inaspettata ad afferrare il libro e leggerne la trama. Tutto si racchiude in quell'immagine, tutto parte da quella donna bellissima che si fa fotografare nella vasca che fu, niente meno, di Adolf Hitler. In realtà la foto spunto di questo libro è un'altra, ma la potenza dello scatto non è da meno. Quella donna bellissima è Lee Miller. Definirla modella è riduttivo, così come fotografa. Lee, al secolo Elizabeth, ha vissuto una, cento, mille vite. Da ragazzina della provinciale Poughkeepsie, sarà modella, musa, artista, fotografa, giornalista, cuoca, moglie, amante, madre. Una forza continua di fare e di cambiare la spingerà per tutta la sua vita a inventarsi e a rinascere, a non chiudersi in una gabbia, seppur dorata, che le viene offerta dalla società e dal marito.  No, Lee non ci sta a fare la bella statuita e cambia, muta, viaggia. Ma è questa foto, e tutto quello che rappresenta, a essere lo spartiacque della sua esistenza: è appena stata a Dachau, entrata con pochi altri giornalisti nel campo liberato, a vedere l'orrore, a sentire la puzza dei corpi marcescenti al sole, a sporcarsi del fango della paura, della disperazione. Lo stesso fango con cui imbratterà le piastrelle lustre del bagno di Hitler, la stessa sporcizia che cercherà di togliersi di dosso immergendosi in quella vasca. Un ricordo indelebile insieme a quello dell'Europa distrutta, dei sopravvissuti che non camminano ma si trascinano, dei bambini in punto di morte negli ospedali di Vienna, del blu polvere nei loro piccoli visi.

È un romanzo difficile da giudicare, perchè ha un punto molto forte e uno, a mio avviso, molto debole
Il punto forte è facile da definire: Lee Miller. La sua è una storia assolutamente anticonvenzionale, come, infatti, lo è stata lei. Elizabeth è una donna che travalica assolutamente il suo tempo. Non si interessa dei dettami della società ma unicamente di quello che le dice il suo cuore e il suo spirito di iniziativa. E in questo sta la sua forza: fu così atipica da assumere un fascino unico. Certo, era anche una donna bellissima, ma fu soprattutto il suo carattere, la sua indipendenza, la sua unicità a farne una delle icone degli anni '30

Alle donne non è concesso l'onore di una narrazione epica e nessun poeta ne canterà le gesta: Li-Li è solo una ragazzina nata nel 1907, ma è comunque pronta ad affrontare la battaglia che l'aspetta.

Leggendo poi delle sue mille vite non si può che restare ammaliati da Lee. Giovanissima prende e si trasferisce a New York, per poi volare a Parigi per diventare la musa di Man Ray, il fotografo della seduzione e della luce, quindi si sposa con un miliardario egiziano e si trasferisce al Cairo. E ancora i viaggi continui in nord Africa e in Europa, la guerra. Insomma, non siamo davanti ad un tipino tutta casa e chiesa. 

Il punto debole è un'altra donna, o meglio, il modo in cui questa donna si rapporta al libro. Sto parlando dell'autrice che, premetto, non avevo ancora incontrato come scrittrice anche se so che ha pubblicato diversi altri libri. Serena Dandini è stata una presenza altrettanto importante rispetto a Lee all'interno del racconto, forse troppo. Arriverei a definirla ingombrante. Per lunghi paragrafi dà quasi una spinta a quella che doveva essere la protagonista per raccontarci in prima persona la sua scoperta del personaggio Lee Miller. Poteva essere questa una cosa interessante all'inizio, ma la costante irruzione che l'autrice tra le righe del libro porta il lettore alla confusione. Il racconto si allunga, di storie, aneddoti, spiegazioni. Penso sia naturale che il lettore volesse arrivare a quel punto, a quella vasca; facendo così invece l'autrice ci allontana pagina dopo pagina dalla nostra meta, ed è un peccato, perchè, quando ritroviamo Lee tra la polvere della Germania appena liberata, lungo le strade trasformate in fiumi di derelitti che cercano di tornare a casa, ci accorgiamo di aver aspettato quel momento per 200 pagine e di trovarlo alla fine rilegato in un angoletto. Quelle poche pagine sono un colpo al cuore, uno allo stomaco, ti lasciano schiacciata dal peso della loro enormità, ma sono anche troppo brevi. 
Credo che, a fasi alternate, si sia perso un po' il punto centrale del racconto. Lee Miller è stata una donna straordinaria, la sua vita, i suoi articoli, le sue foto aprono da soli un mondo; cercare di forzare questa storia con interventi eccessivi ha per me tolto un po' di forza al libro. 

Alla prossima








Crediti foto
- © Lee Miller Archives England 2015 / www.leemiller.co.uk
- Man Ray, Ritratto di Lee Miller, 1929. Museum Ludwig, Köln. © Rheinisches Bildarchiv, Köln. © MAN RAY TRUST_Bildrecht, Vienna, 2017-18.

Ringrazio la Casa Editrice per avermi fornito una copia del romanzo.

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