giovedì 12 novembre 2020

Recensione: I demoni di Wakenhyrst - Michelle Paver

Buongiorno lettori!
Non vedo l'ora di parlarvi di una delle mie ultime letture, un libro oscuro, vagamente inquietante, a metà tra l'horror e il thriller. Si tratta de I demoni di Wakenhyrst di Michelle Paver, letto in collaborazione con Neri Pozza che mi ha inviato copia del libro.


I DEMONI DI WAKENHYRST
di Michelle Paver
Neri Pozza | I narratori delle tavole | 319 pagine
ebook €9,99 | cartaceo €18,00
29 ottobre 2020 | scheda Neri Pozza

A Wakenhyrst, un minuscolo borgo del Suffolk, sorge Wake's End, un maniero dai tetti dissestati spruzzati di licheni arancioni e dalle finestre che si fanno a stento largo tra l'edera. Un posto fuori dal tempo, reso ancora più tale dalla Palude di Guthlaf, la landa selvaggia e intrisa d'acqua che circonda la tenuta. A Wake's End, un tempo, vivevano Edmund Stearne, ricco proprietario terriero e stimato storico, e sua figlia Maude. Ma nel 1913 la sedicenne Maud Stearne vide il padre scendere i gradini con un punteruolo da ghiaccio e un martello da geologo e massacrare la prima persona che gli capitò a tiro nel modo più assurdo e raccapricciante. Internato in un manicomio, Edmund Stearne dedicò il resto della sua vita alla realizzazione di tre sbalorditivi dipinti. Opere che paiono uscite da un incubo: grottesche, macabre, malvagie... Opere che celano la chiave dell'omicidio? Nel 1965, per rispondere a questa domanda, la storica dell'arte Robin Hunter decide di contattare e interrogare l'ormai anziana Maude. La ricerca della risposta, tuttavia, trascina con sé altre domande. I fatti del 1913 hanno forse a che fare con il rinvenimento di uno spaventoso dipinto medievale chiamato l'Apocalisse, scoperto da Edmund nel camposanto di Wakenhyrst? E i diavoli raffigurati nella pala... sono loro la causa dell'inspiegabile e improvvisa perdita di senno dell'irreprensibile e stimato storico? O a farlo precipitare nel baratro della follia sono stati invece i demoni del suo passato?


Sono stato io, ma non ho fatto niente di male.

Quella nata come una perfetta lettura di Halloween è stata per me, che ho recuperato il libro con qualche giorno di ritardo, un'ideale compagnia in giornate di nebbia e freddo. L'atmosfera alla Silent Hill che opprimeva le mie finestre in queste giornate autunnali è stata il perfetto accompagnamento per un romanzo un po' horror e un po' thriller, in cui superstizione e follia sono protagonisti indiscussi.

Wake's End è un'antica dimora che sorge nel Suffolk, circondata da un palude densa e spettrale. Qui ad inizio '900 abitano Edmund Stearne, stimato storico medievalista, e sua figlia Maude, un'adolescente che conosciamo ancora bambina e vediamo crescere anno dopo anno e diventare una giovane donna, afflitta dalla perdita dell'amata madre e dalla disciplina che il padre, fervente religioso, le impone. Ma a Wake's End c'è molto altro. La palude è un luogo di misteri e storie, di morte e vita. 

Io non sono una fifona di base, soprattutto quando si tratta di letture difficilmente mi impressiono davanti a scene un po' truculente o a manifestazioni del maligno; e con questo romanzo non ho fatto eccezione. Però mi sono proprio goduta questa lettura ricca di suggestioni e folklore popolare. La struttura del romanzo ricalca quella del libro nel libro per certi versi; come andrà a finire il racconto e la storia di Maude e suo padre noi lo sappiamo fin dalle prime righe: con la follia del dottor Stearne che verrà rinchiuso in manicomio dopo aver ucciso una persona senza motivo. Ma come siamo arrivati a quel fatidico giorno? È Maude a raccontarci di questo padre freddo e cristiano, che, attraverso le pagine di un quadernino rosso, scopre disprezzarla fino al midollo ed essere capace dei peccati più infimi e detestabili. È un misogino e convinto dell'inferiorità della donna sull'uomo, detta regole asfissianti e condanna Maude alla solitudine. Dietro alla facciata per bene e di pio uomo si nasconde un peccatore, e non uno qualunque. Già nel passato il dottor Stearne si è macchiato di un crimine e ora Maude scopre che quello che lei rispettava e venerava è la causa di tutte le sue sofferenze. E per questo deve pagare!

Di questo romanzo mi ha colpito il fatto che non sia un horror fatto e finito. Il soprannaturale c'è, richiamato dalle leggende popolari, da quelle superstizioni innate in un paesino lontano quasi da tutto e dall'ambientazione paludosa. Ma non è un elemento esagerato. L'autrice lo ha usato con razionalità e buon senso, rendendolo un prodotto della mente umana, che si ribella però al suo stesso creatore. Lo so, non è molto chiaro, ma è difficile da spiegare. L'idea dei demoni che infestano la palude è da considerare naturale, una favola da raccontare per impressionare i più piccoli. In questo romanzo diventa una cosa tangibile, che striscia lungo le pareti della dimora, passa sotto le porte, impesta con il suo fetore le stanze di Edmund e si vendica per i torti subiti. Ma il lettore vede tutto ciò non come un elemento paranormale; si percepisce una sorta di razionalità malata dietro tutto ciò, che si concretizza nella follia che porterà il dottor Stearne al gesto estremo. 
Alla fine il maligno si manifesta in ciò, non tanto nell'omicidio efferato (e pure un po' bleahhh....) ma nella follia lucida di quest'uomo, nella sua convinzione di aver capito cosa fare e nella determinazione di portarlo a termine. 

In tutto questo protagonista non è Edmund ma Maude, una figura strana, quasi borderline. È attraverso i suoi occhi che scopriamo la storia e vediamo il mondo che la circonda, compresa quella palude di cui tutti hanno paura tranne lei. Leggendo il quaderno rosso vediamo lo stesso mondo, invece, attraverso lo sguardo di Edmund, ed è un mondo totalmente diverso. Dove la figlia vede vita e creature grottesche ma naturali, gazze chiacchierine, suoni acuti ma quasi rassicuranti, lui trova il male, il marcio, il profumo della putrefazione. 
Alla fine il dubbio rimane, su chi sia buono chi cattivo, su dove si nasconda veramente il male, sulla sua forma e sui suoi intenti, ma il bello di questo romanzo è anche lì, nel dubbio, in quella sensazione di non aver capito proprio tutto tutto e di restare a fissare l'ultima pagina con un e se... in testa.

Alla prossima





Ringrazio la Casa Editrice per avermi fornito una copia del romanzo.

Crediti
Foto di Roland Mey da Pixabay

4 commenti:

  1. Grazie per questa recensione. Voglio leggerlo!!

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  2. Ciao Laura, grazie della recensione e dell'apprezzamento! Certo, se almeno nella scheda avessi indicato il nome delle traduttrici Francesca Cosi e Alessandra Repossi, che hanno una bella fetta di merito quando il libro viene giudicato bello (ed è previsto dalla legge sul diritto d'autore), sarebbe stato più opportuno, non credi?
    Lo faresti, per cortesia?
    Grazie!
    Le traduttrici di I demoni di Wakenhyrst

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    Risposte
    1. Ciao, grazie per il commento. Capisco la vostra posizione sul ruolo dei traduttori, è in realtà molto vicina a quella di noi poveri blogger che il più delle volte facciamo un lavoro (effettivo) gratis, mai pagato e a volte addirittura snobbato dalle CE, autori, editor, traduttori. In passato non ho mai messo nella scheda dei libri i traduttori per il semplice motivo che la scheda debba essere un promemoria per i lettori che poi, andando in libreria, possono avere tutte le informazioni del caso (per quanto riguarda il diritto d'autore vi farei notare che faccio riferimento chiaro ed esplicito all'autrice e alla casa editrice, che per altro mi ha inviato copia del libro ed è stata informata della pubblicazione della recensione stessa, con tanto di link al sito ufficiale). Per qualsiasi ulteriore comunicazione al riguardo potete usare la mail del blog, in quanto i commenti sarebbero riservati ai lettori che vogliono parlare dei contenuti del libro o della recensione. Grazie e buona giornata.

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