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Recensione: Lady Almina. La vera storia di Downton Abbey - Lady Fiona Carnarvon

Buongiorno lettori!
Ok festeggiamo, Aprile è finito!!!! Festa!!!


Togliamocelo dai piedi e andiamo avanti, sperando in una vera ripartenza... prima o poi... a quanto pare pure l'asteroide ci ha snobbato. 
Ma parliamo di cose piacevoli... Libri! Ieri ho terminato un libro che vegetava da qualche mese tra i to be read della mia libreria, Lady Almina. La vera storia di Downton Abbey di Lady Fiona Carnarvon. Ecco la mia recensione!


LADY ALMINA. LA VERA STORIA DI DOWNTON ABBEY
di Lady Fiona Carnarvon
Vallardi Editore | Personaggi | 336 pagine
ebook €6,99 | cartaceo €15,90
19 settembre 2019 | scheda Vallardi

L'affascinante e coraggiosa Almina, che era figlia illegittima di Alfred de Rothschild, sposò, nel 1895 lo spiantato conte di Carnarvon, riscattando così la sua nascita col titolo di contessa e portando una ricchissima dote che consentì di salvare dai debiti il castello di Highclere (oggi familiare a milioni di persone con il nome del suo alter ego televisivo: Downton Abbey). Grazie alla ricchezza del padre, Almina poté assecondare le numerose passioni del marito, che amava viaggiare e sperimentare tutte le novità del progresso; ne finanziò persino le spedizioni in Egitto, che culminarono nella scoperta di numerosi tesori, fra cui la famosa Tomba di Tutankhamon. Durante la Prima guerra mondiale, poi, trasformò generosamente Highclere Castle in un ospedale e divenne lei stessa un'infermiera provetta. Romanzo storico, quadro di costume, dramma famigliare, ma, anche commedia dei caratteri, questo libro segue la linea tracciata dal serial, concentrandosi sulla storia di Lady Almina, vero emblema di una generazione che, attraverso la Grande Guerra, tra i giochi di società con l'alta nobiltà inglese e gli affairs con la semplice servitù, ha segnato il passaggio della vecchia Inghilterra dall'età vittoriana a quella di Elisabetta II.


Le mie sensazioni su questo libro sono piuttosto ambivalenti. Per carità, è stata una piacevole lettura, di intrattenimento, l'ambientazione storica è nelle mie corde. Tutto molto bello... però...
Highclere Castle oggi
Foto di @ANSA.it
Ecco partiamo dal titolo, un simpatico specchietto per le allodole visto che Downton Abbey non c'entra assolutamente niente. Io me lo immaginavo eh, non ho creduto neanche per un secondo di ritrovare qualcosa della serie tv, tuttavia avrei preferito che non venisse aggiunto il sottotitolo (NB: presente anche nell'edizione originale inglese). Un po' troppo plateale come cosa. Se vi state chiedendo i collegamenti tra realtà e serie tv sono molto pochi. Il perno centrale di tutto è la residenza dei Carnarvon, Highclere Castle, che è appunto il luogo in cui è stata girata Downton, con le sue torri, le sue guglie, il prato perfetto che la circonda e la proprietà che la mantiene. E poi qualche visitatore per lo più occasionale ha prestato il nome a questo o a quel personaggio. Infine ci sarebbe lei, Lady Almina, nel cui vesti si è voluta rivedere in maniera un po' forzata Lady Cora. Entrambe arrivano a Highclere/Downton ricchissime e un po' emarginate dalla buona società inglese, entrambe hanno il ruolo di salvare la proprietà dal fallimento, entrambe contrarranno un matrimonio di interesse ma che avrà grande fortuna. Ma più o meno le analogie finiscono qua e, sebbene l'autrice non definisca il libro una biografia, noi seguiremo
Lady Almina 
(foto di @highclerecastle.co.uk)
tra le pagine la vita di Lady Almina, nata figlia illegittima ma molto amata di Alfred de Rothschild e divenuta per matrimonio una delle donne più in vista dell'alta società inglese. Testarda, energica e viziata, Almina è una donna che non rimane mai con le mani in mano e che ha sempre saputo sfruttare soldi e conoscenze per i propri scopi. Che fosse una nuova tappezzeria per il salotto o la costruzione di un ospedale che ospitasse i soldati feriti della Prima Guerra Mondiale o ancora un modo per proseguire gli scavi nella tomba di Tutankhamen, Lady Carnarvon è sempre stata in prima linea per ottenere i propri scopi. 

Almina è un personaggio che in realtà non mi ha lasciato molto. Affascinante certo, ma troppo distante. Mi è sembrato che non sia stata resa giustizia a lei come persona, donna, madre, mecenate, a favore di un quadro di insieme che renda gloria alla famiglia. 
Non per questo la lettura è priva di fascino, soprattutto per quanto riguarda la storia pura, la lotta durante la Prima Guerra Mondiale, i morti, la carenza del governo inglese, la paura della fine, ma anche le scoperte egiziane, il caldo, la vita lussuosa del Cairo e di Luxor e poi naturalmente la scoperta della tomba del faraone bambino. 

Il finale mi ha lasciata un po' con l'amaro in bocca, perchè una volta morto l'amato marito tutto corre veloce e l'autrice ci lascia con poche parole, anche piuttosto banali, sul ruolo di Almina, su quello di Highclere, senza però aver veramente dato giustizia ad entrambi. Se, infatti:

Highclere e il suo alter ego, Downton Abbey, è oggi, come lo era ai tempi di Almina, un gruppo di persone

quelle persone, quella vita che circondava e mandava avanti l'intera proprietà è solo toccata marginalmente nel racconto, se non come elenco di poveri caduti o fortunati sopravvissuti alla guerra di logoramento.

Insomma, quella di Lady Almina e di suo marito è stata sicuramente una storia ricca e affascinante, piena di avventura e di fascino, una vita da protagonisti della Storia e della vita dell'Inghilterra che fece il passo decisivo tra l'età vittoriana e l'inizio del '900, ma è anche una storia che a mio avviso non ha avuto la fortuna di avere una penna che la potesse narrare nel modo giusto. È una biografia questa riuscita a metà, narrata forse in un modo non pienamente obiettivo e forse con un pizzico di malizia di troppo dettata dalla fortuna della serie tv. 

Alla prossima


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