giovedì 23 aprile 2020

Recensione: Follia Maggiore - Alessandro Robecchi

Buongiorno lettori!
Dopo qualche giorno di brutto tempo è tornato il sole e posso riappropriami del giardino. 
Continua il mio recupero dei gialli lasciati un po' indietro. In questi ultimi giorni ho ripreso in mano la serie con protagonista Carlo Monterossi scritta da Alessandro Robecchi. Torto marcio mi aveva un pochino freddato l'entusiasmo, mi ero sentita spaesata tra le sue pagine come se non riuscissi a trovare dei punti fermi; Follia maggiore, invece, mi è piaciuto e tanto!


FOLLIA MAGGIORE
(Carlo Monterossi #6)
di Alessandro Robecchi
Sellerio Editore | La memoria | 390 pagine
ebook €6,99 | cartaceo €15,00
11 gennaio 2018 | scheda Sellerio

«E ho pensato che avevo sbagliato vita, che così non andava bene, e che intanto mi ero perso delle cose, e moltissime altre, forse più importanti... cose... persone. .. a cui ho pensato sempre... ». Umberto Serrani è un elegante, anziano, ricco signore cullato dai suoi rimpianti. Riservato, distaccato, finalmente padrone del suo tempo dopo una vita passata a «mettere al sicuro» le fortune altrui, specie se sospette e ingombranti, un lavoro che gli ha permesso di tessere legami invisibili che arrivano dappertutto. Quando apprende della morte di Giulia - un amore di venticinque anni prima, intenso, totale, un rimpianto mai sopito - decide di capire, agire, pagare vecchi debiti. Vuole sapere di quella morte assurda che sembra uno scippo finito male, chi è stato, perché. E vuole sapere tutto di quella donna per tanti anni amata nel silenzio e nella lontananza, della sua vita solitaria e ordinata, delle sue speranze e delle sue difficoltà, della figlia Sonia, promettente soprano. Assolda per questo una coppia di strani investigatori, Carlo Monterossi e Oscar Falcone: il primo è un mago della televisione, che però odia; il secondo sa nuotare in tutti gli ambienti e ha uno speciale sesto senso per le cause giuste. Intanto, sull'omicidio lavorano anche Ghezzi e Carella, sovrintendenti di polizia, «due cani da polpaccio», che vogliono chiudere il caso, fare giustizia, capire. I quattro, indipendentemente gli uni dagli altri, dragheranno le acque fetide che hanno inghiottito Giulia, con il sottofondo delle arie d'opera in cui la giovane Sonia si esercita per realizzare il suo sogno. Ogni libro di Alessandro Robecchi contiene personaggi, intrecci e tanta materia narrativa da poterne ricavare più romanzi; dialoghi tesi, un parlato da duri e un esemplare umorismo di costume sui nostri tempi. E le sue storie traggono sempre spunto da un'amara osservazione sociale e umana. In "Follia maggiore" c'è l'agonia silenziosa del ceto medio che attrae appetiti criminali, e un malinconico «discorso dei rimpianti» sulle cose perdute che non torneranno. Mai.
Non si dà follia maggiore
dell'amare un solo oggetto:
noia arreca, e non diletto
il piacere d'ogni dì.

Sono proprio contenta! Arrivata al sesto libro della serie di Alessandro Robecchi posso tirare un sospiro di sollievo. Alla fine di Torto Marcio ci ero rimasta un po' male, c'era qualcosa che non andava, non mi ero sentita particolarmente coinvolta, avevo avuto una strana sensazione. Ma io sono testarda e dopo aver tanto amato gli altri libri con Carlo protagonista non potevo certo abbandonarlo così. E quindi eccomi qui, alla fine di Follia maggiore felice della mia testardaggine e di aver ritrovato il Robecchi che mi entusiasma.

La cosa che mi piace di questa serie è in primo luogo il fatto che in realtà i libri sono tra loro abbastanza a sé stanti; si, un vago collegamento c'è ma in realtà posso essere letti singolarmente e, soprattutto, anche a distanza di tempo l'uno dall'altro senza perdere il piacere di ritrovarsi nella vita dei personaggi, anzi con la gioia di ritrovarli dopo un po' di tempo e vedere che ne è di loro. In questo sesto appuntamento la scena è una Milano grigia e piovosa, ma non un semplice mal tempo. Sono giornate in cui la pioggia è un continuo, un cadere incessante d'acqua, uno scrosciare che sembra ci sia sempre stato e sempre ci sarà. Una via bene della città, una signora bella ed elegante, un malvivente la strattona, lei cade, batte la testa e muore. Uno scippo finito male? No, o meglio non proprio e sulla verità indagheranno la polizia, cioè il Ghezzi e Carella, ma anche Oscar e Carlo per conto di uno strano e potente personaggio.

Di Follia Maggiore, come di anche altri romanzi di Robecchi, mi è piaciuta la sfumatura sociale che inserisce tra le righe e che si fa sempre più evidente. Qui la lente di ingrandimento è puntata sulla medio borghesia, sulla sua facciata pulita, per bene, senza problemi, e sulla sua vera situazione. La crisi è crisi per tutti ma su questa fetta sociale è forse anche più crudele, perchè dopo aver dato l'illusione di stabilità, di tranquillità, piano piano erode e corrode, toglie un pezzetto alla volta e lascia senza niente in mano, o peggio con qualche debito con chi è meglio non averne. Ma lascia anche il ricordo di quello che si aveva e ci si poteva permettere e che ora non c'è più.

Ghezzi pensa che dietro quel benessere borghese e tranquillo che appare da fuori, le due dovessero fare una vita abbastanza grama, una lotta euro su euro, dignitosa e silenziosa, ma costante, vigile, sempre sul filo. 

Ma questo libro non è solo critica sociale, è anche un monito sui rimpianti, sui lasciti irrisolti, su ciò che poteva essere e non è stato. I giallo è costruito con un preciso meccanismo: dare giustizia ad un'anima piena di rimpianti, dare giustizia al rimorso di non aver osato andare oltre.

C'è qualcosa di peggio, Carlo. È quando il rimpianto si incastra con il rimorso, due cose inestricabili che messe insieme sono micidiali. 

Proseguirò la serie, ho già pronto il libro successivo e, appena potrò, andrò a recuperare anche l'ultimo libro da poco uscito, sperando di continuare a trovarmi davanti a storie e personaggi che ti fanno sentire a casa, che sei felice di ritrovare e seguire, anche se fuori piove, anche se a Milano sembra che piova da sempre.

Alla prossima



1 commento:

  1. Molto interessante!
    Grazie per la tua recensione che mi ha incuriosito sulla lettura di questo libro!
    Dany
    (Dany's Hobbies)

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