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Recensione: Luna Nera. Le Città Perdute - Tiziana Triana

Buongiorno lettori!
Io sapevo di dover star zitta, ma noooo, dovevo per forza scriverlo nella recensione precedente che questo era un periodo fortunato, che beccavo delle gran belle letture. E infatti, zac, inizio dicembre con una lettura che non mi ha entusiasmato. Che spiace eh, perchè aveva tutti i presupposti per piacermi e invece... Oggi vi parlerò di Luna Nera. Le Città perdute di Tiziana Triana, primo libro di una serie da cui Netflix ha anche tratto una serie tv e per la cui copia ringrazio come sempre l'ufficio stampa Sonzogno. 


Luna Nera. Le Città Perdute
(Luna Nera #1)
di Tiziana Triana
Sonzogno | 527 pagine
ebook €9,99 | cartaceo €19,00
28 novembre 2019 | scheda Sonzogno

Italia, Diciassettesimo secolo. Adelaide (Ade), sedici anni, corre e tiene per mano Valente, suo fratello, che è ancora un bambino. Deve scappare da Torre Rossa e dalla casa in cui è cresciuta, perché l'accusa che le pende sulla testa porta dritta al rogo: stregoneria. Già qualche giorno prima, al mercato, avrebbe rischiato di essere linciata, se non fosse accorso in suo aiuto Pietro, un giovane attraente che è appena tornato al villaggio dopo gli studi a Roma. Nella campagna laziale, tra le torri di guardia dismesse dell'esercito romano, boschi frondosi e ruscelli, riparato da un muro di rovi, si nasconde un gruppo di donne che si sussurra pratichino la magia nera. Nessuno sa chi siano né da dove vengano; reclutano e proteggono ragazze come Ade, che la società ha messo al bando. È qui - in un mondo di sole donne, ciascuna delle quali ha una storia avventurosa alle spalle - che Ade e il suo fratellino trovano rifugio e vengono iniziati alle arti del gruppo. A questa comunità femminile in odore di stregoneria danno una caccia spietata i benandanti, capitanati da Sante, il padre di Pietro: una congrega di uomini forti che hanno un solo nemico - le streghe -, e un potente sostenitore - la Chiesa cattolica. Solo che Pietro non crede nelle streghe, e soprattutto si è innamorato di Ade dal primo momento in cui l'ha vista.

Non ci sarà più cibo qui per te, né lavoro, né parole. Non ci saranno più messe cantate, feste in piazza e nemmeno giochi per tuo fratello. Non ci sarà latte appena munto né campi da coltivare. Non ci sarà la voce di un amico o una parola di conforto. Non ci sarà vita per te. Perchè da oggi tu sei morta.
Ok, della serie ogni tanto una buca va. Mi spiace, perchè su questo romanzo avevo alte aspettative. Ma sono state del tutto disattese e la sua lettura si è trascinata in maniera lenta e inesorabile verso una bocciatura. All'inizio temevo di essere io perchè tra famiglia e lavoro l'ho iniziato in maniera un po' discontinua, ma dopo un'intera domenica pomeriggio passata tra le sue pagine ho capito che il problema non ero io, o almeno non solo io. 

Foto by @LaBibliotecaDiEliza
Ambientato nel XVII secolo, il romanzo ci racconta di Ade , 16 anni, orfana dei genitori, cresciuta con la nonna morta oramai da tempo. Vive con il fratellino Valente, neanche 12 anni e un amore infinito per il disegno. Una luna con dei raggi sono il suo soggetto preferito, che disegna giorno dopo giorno. Ade fa la levatrice e proprio dopo il parto di una donna ha inizio tutto. La bimba appena nata muore e lei viene accusata di stregoneria e costretta a fuggire nel bosco dove viene accolta, insieme a Valente,  da un gruppo di donne capeggiato da Tebe. Sono le Città Perdute, pronte ad ospitare coloro che vengono ingiustamente perseguitate come adepte del demonio. Naturalmente questo gruppo segreto e nascosto ha un nemico ben preciso, i Benandanti, uomini che sotto il segno della Cristianità le cacciano e le portano al rogo. Ma c'è, per fortuna, chi non crede alle streghe e cerca di proteggere Ade. 

Foto by @LaBibliotecaDiEliza
Detta così pare una bella storia, ma ahimè la lettura non si è dimostrata così avvincente e movimentata. Di queste 500 e passa pagine ho avvertito tutto il peso e la lentezza, tanto che alla fine mi sento di dire che si poteva tagliare qualcosa. Dimezzarne la mole sarebbe stato l'ideale, tagliando qualche descrizione noiosa e qualche parte più che scontata. Perchè alla fine il problema è stato proprio questo: non mi sono mai stupita. Non c'è stato neanche un passaggio inaspettato. Un libro sulle streghe mi è stato dato e questo ho trovato, con tutti i cliché e gli aspetti più o meno noti che ne derivano. La levatrice accusata di stregonerie, gli uomini cattivi che sfruttano la religione, l'ecclesiastico corrotto, il gruppetto di donne che vivono isolate in pace e amore, perfino un ballo in maschera sul finale (che nel XVII secolo i popolani tutti i giorni eh). Ovviamente non manca il libro prezioso che tutti vogliono (sia mai) e un tasso di alfabetizzazione che pare uccidere tutte le statistiche: in questa piccola zona rurale vicino Roma sembra sappiano quasi tutti leggere (considerate che nel 1891, anno dei primi rilevamenti, la media di analfabetizzazione in Italia si aggirava intorno al 78%... insomma, numeri di tutto rispetto). 

Anche l'ambientazione mi è rimasta un pochino indigesta. Ci troviamo in una zona rurale vicino Roma (ovviamente nomi di fantasia per i paesi e ci sta) nel XVII secolo, ma leggendo non sono proprio riuscita a figurarmi spazio e tempo. Non basta dare dei piccoli cenni storici per dare l'atmosfera (es. si fa riferimento a papa Urbano VIII). Resta un romanzo a cavallo, tra la fantasia e la verosimiglianza, indefinito e un po' in bilico. Non mi ha incuriosito dal punto di vista storico, non mi ha intrattenuto da quello romanzesco. Avrei preferito si prendesse una decisione: o un romanzo a sfondo storico o un romanzo del tutto fantastico. 

Naturalmente resto aperta alle vostre impressioni su questa lettura. Fatemi sapere se lo avete letto e cosa ne pensate!

Alla prossima





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