giovedì 14 marzo 2019

[Questa volta leggo] Recensione: Ellie all'improvviso - Lisa Jewell

Buongiorno lettori!
Dopo un mese di assenza, torna l'appuntamento con la rubrica coral-bloggereccia Questa volta leggo. In compagnia di Chiara La Lettrice sulle nuvole e di Dolci Le mie ossessioni librose e di un bel gruppo nutrito di blogger ogni mese decidiamo un argomento e un calendario in cui proporvi delle recensioni inerenti. Per il mese di marzo l'argomento più votato è stato...

Leggi un Thriller

Argomento abbastanza facile da esaudire. Io ho scelto di leggere Ellie all'improvviso di Lisa Jewell.


Ellie all'improvviso
di Lisa Jewell
Neri Pozza | I Neri | 300 pagine
ebook €9,99 | cartaceo €18,00
15 novembre 2018 | scheda Neri Pozza

Laurel Mack ricorda bene com'era la sua vita dieci anni prima, quando aveva tre figli anziché due: un accumulo di faccende da sbrigare, crucci e bollette scadute. Una vita che, con il senno di poi, le appare assolutamente perfetta. Perché una mattina, sua figlia Ellie, la figlia prediletta, quella con cui andava maggiormente d'accordo e di cui era più orgogliosa, era uscita di casa e non era più tornata. Da quel giorno di maggio del 2005 in cui Ellie è svanita nel nulla, non ci sono stati sostanziali sviluppi nelle indagini sulla sua scomparsa. Felpa nera con il cappuccio, jeans sbiaditi e scarpe da ginnastica bianche, Ellie era una qualsiasi adolescente con uno zainetto in spalla quando è stata avvistata l'ultima volta in Stroud Green Road, alle dieci e quarantatré del mattino: da quel momento le sue tracce si sono perse nel nulla, al punto che persino la polizia si è rassegnata e ha liquidato il caso come la fuga da casa di una ragazzina ribelle. Dieci anni dopo, Laurel sta provando a fare i conti con questa incomprensibile verità. Paul, il suo ex marito, ha una nuova compagna e i suoi due figli, Hanna e Jake, sono andati a vivere altrove. Tutti sembrano andare avanti, tutti sembrano essersi fatti una ragione della scomparsa di Ellie, tranne lei. Finché un giorno, in un bar, la sua attenzione viene catturata da un affascinante sconosciuto. Occhi grigi, capelli brizzolati e scarpe eleganti, l'uomo ordina una fetta di torta, prende posto nel tavolo accanto al suo e le rivolge un ammaliante sorriso. Inaspettatamente, Laurel sente qualcosa che si scioglie dentro di lei, un barlume di speranza. Che questo incontro rappresenti una seconda occasione di felicità? Floyd, questo il nome dello sconosciuto, non esita a invitarla a cena e, poco dopo, a presentare a Laurel le sue due figlie, avute da due diverse relazioni. Ma dinnanzi alla più piccola, Poppy, di nove anni, Laurel resta senza fiato: la bambina è infatti il ritratto di Ellie. La stessa fronte spaziosa, le palpebre pesanti, la fossetta sulla guancia sinistra quando sorride. All'improvviso, tutte le domande rimaste senza risposta che hanno tormentato Laurel per anni tornano a galla. Perché guardare quella strana bambina è come guardare sua figlia? Cosa è successo veramente a Ellie? È davvero scappata di casa, oppure c'è una ragione più sinistra per la sua scomparsa? Ma soprattutto, chi è Floyd davvero? Una storia dove niente è quello che sembra e tutte le certezze della vita possono infrangersi come uno specchio troppo fragile.

Avrebbe voluto essere altrettanto forte anche lei, riempire due valige e dire addio alla vecchia Laurel, tanti auguri e grazie dei bei ricordi, un ultimo sguardo affettuoso e via verso nuovi orizzonti, testa alta nel sole del mattino. Le sarebbe piaciuto riuscirci. Le sarebbe piaciuto tantissimo.

Quando in un thriller sappiamo fin dall'inizio come finirà, solitamente si tratta di un fiasco colossale. Ellie all'improvviso scardina la struttura tipica del genere, la ribalta e ti fa iniziare la sua lettura già sapendo che ad Ellie accadrà una brutta cosa. 
@pixabay.com
Ellie è una ragazza d'oro, amata in famiglia e dagli amici, va bene a scuola, ha un fidanzato che la adora. Ma un giorno di maggio 2005 scompare. Uscita per andare in biblioteca, non ci arriverà mai, inghiottita per sempre nel nulla. Passano i giorni e nessuna novità, gli appelli per aver informazioni scorrono in tv e ancora niente, poi se ne parla sempre meno e dopo dieci anni Laurel, la mamma di Ellie, ancora non sa che fine abbia fatto la figlia. Sa solo che la sua esistenza da quel lontano giorno è del tutto crollata. Lei che aveva una famiglia non perfetta ma felice, ora si ritrova divorziata a vivere in un appartamentino incolore, a sentire i figli solo per i convenevoli e a non riuscire a muoversi dal ricordo della figlia perduta e dal senso di colpa nell'aver creduto che non dovesse essere Ellie la figlia che doveva sparire. Poi una svolta nella sua vita: Floyd si siede al tavolino del caffè accanto a lei e le offre un pezzo di torta alla carota. Finalmente pare che anche Laurel possa andare avanti, rifarsi una vita, magari trovare una nuova famiglia. Eppure in Floyd e nella figlia Poppy qualcosa non va, troppi sono gli elementi che le ricordano la sua Ellie, troppi i collegamenti con la sua vita precedente. Che cosa è accaduto veramente ad Ellie?

Come sempre, parlarvi di un thriller non è facile, a maggior ragione se si tratta di un thriller atipico, in cui l'aspetto importante non è appunto la sparizione di Ellie ma la turbante ambiguità che seguirà la storia della sua famiglia ben dieci anni dopo. La bravura dell'autrice è stata appunto quella di saper mantenere, più che il mistero, la doppiezza di alcuni personaggi lungo tutta la storia, concedendo solo sprazzi di logica. 
La lettura sarà un alternarsi di punti di vista, di salti temporali tra un Allora e la quotidianità e proprio  questa struttura così movimentata dona al racconto un ritmo unico e veloce, che ti fa divorare una pagina dopo l'altra. Ora troviamo Laurel a raccontarci della sua vita colata a picco e della fiammella di speranza che l'apparizione di Floyd accende nel suo animo, ma anche i dubbi e le paure dietro a tutto ciò che la portano nuovamente verso la sua Ellie. E poi è la stessa Ellie a raccontarci cosa le è successo, le sue paure, il suo sfinimento. Tante voci si uniranno a loro due, a darci la dimensione angosciante della sparizione di Ellie. 

E qui si trova il cuore del romanzo: nella sua normalità e nella sua angoscia. Ellie, Laurel, Paul, una famiglia qualunque, in una casa qualunque, in una strada qualunque, non ricchissimi, non poverissimi, non hanno niente di particolare, di diverso a tante altre famiglie. La loro normalità fa rapidamente immedesimare il lettore, portandolo alla fatidica domanda: se è successo a loro può succedere anche a me? E da qui l'angoscia che il racconto ti fa provare data dall'idea di non essere immune da fatti del genere. La Jewell è molto brava in questo perché ti accompagna per mano verso questa consapevolezza e poi, alla fine, si ti dà un po' la mazzata finale, spiegandoti tutto, dandoti una soluzione al caso ma lasciandoti anche con l'amaro in bocca davanti a quei se che la stessa Ellie fin dall'inizio ti propina: se non fossi andata male in matematica, se non avessi insistito, se non avessi voluto. Non puoi non provare affetto per questa ragazzina che si dà la colpa di tutto e si scusa con la sua stessa famiglia.

So che arrivo forse per ultima nel proporvi questo romanzo, ma vi assicuro che vi piacerà da matti, che rimarrete conquistati dallo stile asciutto ed essenziale della Jewell e dal sua idea folle di ribaltare il racconto.

Prima di salutarvi vi ricordo tutte le tappe di marzo di Questa volta leggo!



Alla prossima






12 commenti:

  1. Quando ci ripenso sto ancora male. Povera Ellie.
    Lea

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  2. io ci riprovo! e speriamo di riuscire a vedere il mio commento.

    questo romanzo mi segue come un'ombra, cosa fortemente inquietante. ne sento parlare bene, spesso benissimo e so che dovrò decidermi a leggerlo fosse solo per la sua forma atipica. m,i piace molto la tua recensione, è una di quelle che ti invogliano a cercare i libri.
    ed ormai sono rassegnata, mi tocca segnare altra roba da leggere

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    1. Grazie Chicca!
      Io oramai sono rassegnata a segnarmi libri su libri... XD

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  3. Non conoscevo il libro, ma chi potrebbe resistere a un "gufosamente pazzesco"? Messo in lista!

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    1. Ah grazie per la fiducia!
      Spero ti piaccia, ma se sei avvezza al genere non ne rimarrai delusa.

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  4. Ho già sentito parlare di questo libro ma altre recensioni mi avevano fatto desistere dal leggerlo. La tua invece mi ha coinvolto emi ha fatto cambiare idea 😊grazie!

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  5. Avevo notato il libro, ma ancora non l'ho preso. Dopo la tua recensione sono molto attirata.

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  6. Non avevo sentito parlare del libro (ultimamente sono poco social) ma il fatto che inizi dalla fine è una delle cose più belle di un thriller. Perché è vero che tutti vogliamo scoprire l'assassino ma è ancor più vero che prima vogliamo scoprire chi sarà la vittima.

    Vado a metterlo in WL, che tra poco c'è SalTo!

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