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Recensione:
La scuola degli specchi - Eva Stachniak

Buongiorno lettori!
Finalmente questa settimana si conclude. Pare a me o è durata almeno 20 giorni? Poi le ultime notizie non annunciano certo giorni di tranquillità. Ma cerchiamo di passare anche qualche momento di leggerezza parlando di libri. Oggi vi dico la mia su La scuola degli specchi di Eva Stachniak, per la cui copia ringrazio il sempre disponibile ufficio stampa Beat e Neri Pozza. 


Fare la storia era una faccenda sporca e sanguinosa.
Véronique Roux è la prima protagonista di questa storia che ci riporta indietro nel tempo, nella Francia di Luigi XV. L'era del glorioso Re Sole è finita da un pezzo e il suo successore è noto più per la dissolutezza che per il cipiglio del comando. La sua amante ufficiale, madame la marquise de Pompadour spadroneggia a corte, mettendo in ombra la pia regina. Ma Louis non si limita ad una amante, ha un vero e proprio harem, un bordello reale in cui vengono accolte fanciulle povere, al limite dell'indigenza, ma bellissime e innocenti, giovani, anzi giovanissime, e candide nell'animo e nel fisico. È così che Véronique finisce al Parc-aux-cerfs, abbastanza vicino alla Reggia di Versailles da essere pronte per una chiamata reale, ma anche non troppo prossimo agli intrighi di corte. Seguiremo la sua iniziazione a questo mondo splendente e sordido, la sua crescita e il suo amore per quello che lei crede essere un conte polacco. Passano 5 anni e di Véronique non c'è più traccia, ma in un alloggio di Versailles vive sua figlia Marie-Louise. La bambina non sa chi siano i suoi genitori e non lo saprà se non molto più tardi, quando, madre e moglie, vedrà Parigi e la Francia cadere nel fuoco della Rivoluzione e scoprirà che avere sangue Capeto nelle vene può essere molto pericoloso.

Avevo tante aspettative su questo libro! Di Eva Stachniak avevo, infatti, letto già Il palazzo d'inverno e mi era piaciuto moltissimo. Qui nella Francia di fine '700 invece mi sono dovuta scontrare in veri e propri ostacoli. Le prime 100 pagine sono state mortali, una lettura lenta e artificiosa che sembrava non avere mai fine. Descrizioni su descrizioni senza però darmi l'idea di avere uno scopo, un perchè. Ma ho continuato, il romanzo prendeva un po' corpo e si faceva un po' più avvincente. Ma quando tutto sembrava andare per il meglio... zac! Sorpresa! Salto di 5 anni, addio Véronique, benvenuta Marie-Louise. Ecco, questa cosa non me la aspettavo, la sinossi non ne faceva neanche un vago cenno e credo che lì sia stato il problema, nella sinossi. Mi aveva dato l'idea che il romanzo si incentrasse su Véronique in primis, ma anche sul Parc-aux-cerfs, mi incuriosiva questo mondo di cui tutti conoscevano l'esistenza ma che rimaneva quasi un luogo mitico. Invece purtroppo la sua storia occupa veramente poche pagine, poco più di un centinaio a conti fatti. Anche il mondo della Reggia di Versailles e della famiglia reale si affaccia appena ad inizio romanzo per poi sparire completamente. 

Il taglio netto del salto temporale ci catapulta in tutt'altro romanzo (forse l'idea era di farne due separati ma non ci si arrivava con le pagine? Uhm... meditiamo, cari lettori, meditiamo), con Marie-Louise protagonista, che da bambina è irritante ma almeno di carattere, da adulta perde anche questo, rifugiandosi in un matrimonio che non era né di comodo né di amore, in una maternità che mostra il suo slancio sentimentale solo molto più tardi e in un lavoro, quello della levatrice, che per come viene presentato inizialmente sembra essere elemento importante se non fondamentale di questa seconda parte e che invece viene rispolverato solo per tragedie e parti difficili. 
Quella che mi è mancata è la vera Rivoluzione francese, non solo quella raccontata del processo e dell'esecuzione di Luigi Capeto e consorte. Parigi è alla fame, i prezzi dei beni necessità sono alle stelle, ma noi vediamo solo Marie-Louise andare di qua e di là, cercare il figlio, sopportare il marito.

In generale mi è mancato il vero elemento storico, sia quello della corte francese, sia quello rivoluzionario. E dire che è un periodo storico ampio, sfaccettato, ricco di eventi e di spunti. Si è preferito mettere in luce il mondo intimo e personale delle protagoniste ma ciò ha fatto si che il racconto risultasse lungo e pesante e non omogeneo. E qui ritorna la mia supposizione che l'autrice avesse in mente almeno due libri collegati ma separati. E personalmente avrei preferito, perchè ci sarebbe stato modo di affrontare entrambi i mondi, personale e storico, in modo più appagante per il lettore. 

Le vere forze di questo libro sono la scrittura della Stachniak, che riesce comunque a portare avanti i suoi lettori, e le sue competenze storiche, che ahimè non sono state però valorizzate abbastanza. 

Parigi, 1755. Véronique Roux ha solo tredici anni quando, nella modesta stanza in affitto che divide con la madre e i fratelli, riceve la visita di un uomo alto e magro con una redingote di velluto viola e in pugno un bastone da passeggio. A monsieur Durand, questo il nome con cui l'uomo si presenta, basta una sola occhiata per rendersi conto che Véronique è delicata e graziosa, con i lineamenti di una bambola di porcellana e una figura dalla linea così morbida che nemmeno i vestiti grossolani possono rovinare. L'accordo, in men che non si dica, è preso: Véronique andrà a servizio, vivrà in una casa sfarzosa e sua madre avrà una bocca in meno da sfamare. Quello che la giovane non sa, tuttavia, è che dietro monsieur Durand si cela in realtà Dominique-Guillaume Lebel, premier valet de chambre du roi, colui che governa il regno dei piaceri più intimi del re. Luigi XV, stanco degli intrighi di corte, è diventato un appassionato di innocenza: aborrisce l'astuzia e l'artificio, detesta le guance imbellettate, gli abiti sfarzosi e i discorsi allusivi. Le donne che vuole nel suo letto devono essere pure e incorrotte. Dal momento che è impossibile materializzare all'improvviso fanciulle di questo tipo, il compito di Lebel è quello di giocare d'anticipo: nella città di Versailles, all'incrocio tra rue Saint-Médéric e rue des Tournelles, c'è una scuola in cui, sotto la sorveglianza di madame la marquise de Pompadour, vengono accolte le giovani e inconsapevoli ragazze in attesa di ricevere un'adeguata «istruzione». Si chiama Parc-aux-cerfs, ed è abbastanza vicina a palazzo da essere comoda ma abbastanza lontana da non attirare l'attenzione di cortigiani ficcanaso. Al momento giusto, ogni ragazza viene introdotta di nascosto a corte, attraverso la sua leggendaria Sala degli Specchi, e presentata al re... In bilico tra lo sfarzo abbagliante di Versailles e le ombre della Rivoluzione francese, La scuola degli specchi si addentra nell'avventura tragica della caduta della monarchia francese, restituendo appieno il volto vivido e oscuro di un'epoca.

LA SCUOLA DEGLI SPECCHI
di Eva Stachniak
Beat | SuperBeat | 429 pagine
ebook €9,99 | cartaceo €20,00
17 febbraio 2022 | link Amazon affiliato

Alla prossima





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