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Recensione: Violeta - Isabel Allende

Buongiorno lettori!
Il libro di cui vi parlo oggi esce un po' dalla mia confort zone. Il risultato post lettura è un ni, ma vediamo bene. Si tratta di Violeta di Isabel Allende, per la cui coppia ringrazio l'ufficio stampa Feltrinelli. 


C'è un tempo per vivere e un tempo per morire. E tra i due, c'è il tempo per ricordare. È quel che ho fatto nel silenzio di questi giorni in cui ho potuto scrivere i dettagli mancanti per completare le pagine che ti scrivo, un testamento sentimentale più che disposizioni di ordine materiale. 
Di Isabel Allende avevo letto, taaanti anni fa, solo La casa degli spiriti, trovandolo un po' lento ma molto suggestivo. Dopo di che non avevo affrontato altre letture della scrittrice cilena. Quando ho letto dell'uscita di Violeta la trama mi aveva solleticato e quindi eccoci qui.

Violeta nasce nel 1920 durante la pandemia della Spagnola e muore nel 2020 durante quella del Coronavirus e la sua esistenza è stata un vero e proprio viaggio sulle montagne russe, tra gli alti di una vita agiata e borghese e i bassi di quella di una donna che ha subito violenze e sofferenze, che ha vissuto la dittatura, le botte di un amante violento, la lontananza di una figlia. Violeta ha avuto tutto, tanto, a partire dall'amore di una famiglia che ha visto piano piano spezzettarsi sotto i colpi della Grande Depressione, del colpo di Stato, della dittatura di Pinochet, del grande terremoto. Ma ha perso anche tanto. Questo romanzo è il racconto che lei stessa fa al nipote tanto amato della sua esistenza, dai primi vagiti come unica figlia femmina della famiglia del Valle all'ultimo respiro in quella che è e sarà sempre la casa di famiglia nel sud profondo di un paese tra i più belli del mondo ma anche dalle forti tensioni sociali e politiche, che ha vissuto il terremoto più forte mai rilevato e che la lontananza da tutto ha spesso isolato. 

Ho avuto una doppia reazione dalla lettura di questo libro. Per tutta una prima parte la lettura procedeva spedita perchè, e non devo essere io a dirlo, la Allende sa scrivere magistralmente, descrivendo, raccontando, accompagnando il lettore nel libro; ma c'era qualcosa che in qualche modo frenava il mio entusiasmo, come se non avessi uno scopo, un punto fermo a cui giungere. E in effetti è così, il romanzo racconta una vita, nella sua interezza, non fossilizzandosi su un momento o un dettaglio e io mi sono sentita senza bussola, un po' persa. 
Nella seconda metà ho trovato un racconto più nelle mie corde, forse più storico e politico, sono gli anni difficili della dittatura, dei cambiamenti, ma anche quelli della fine della guerra fredda, quelli dei figli e dei nipoti, dei bilanci e dei rimpianti e delle certezze. Violeta diventa finalmente adulta, anche se il suo personaggio mi ha più volte lasciata sgomenta, per le scelte azzardate, la testardaggine, i cambi di passo. Fa errori, tanti, tantissimi, ma sembra quasi non prendersi mai le colpe, anche se in alcuni casi sono palesemente sue. Violeta è forte, rivoluzionaria per gli anni in cui vive, ma non sempre ha la consapevolezza delle conseguenze; chiude gli occhi, una volta, due, non si rende conto o non vuole rendersi conto delle sue azioni (o non azioni) e delle loro conseguenze. È un personaggio su cui si potrebbe discutere ore, femminista tardiva, borghese ribelle, facile alle scelte, disinibita nei propri atteggiamenti ma puritana con quelli degli altri. 

In conclusione, è un romanzo che per certi versi mi ha destabilizzato, che non sono riuscita a collocare esattamente nelle mie liste "mentali" dei libri; non mi è piaciuto nella sua interezza ma contemporaneamente l'ho letto in un soffio, incuriosita nel continuare la lettura. 

Violeta nasce in una notte tempestosa del 1920, prima femmina dopo cinque turbolenti maschi. Fin dal principio la sua vita è segnata da avvenimenti straordinari, con l'eco della Grande guerra ancora forte e il virus dell'influenza spagnola che sbarca sulle coste del Cile quasi nel momento esatto della sua nascita. Grazie alla previdenza del padre, la famiglia esce indenne da questa crisi solo per affrontarne un'altra quando la Grande depressione compromette l'elegante stile di vita urbano che Violeta aveva conosciuto fino ad allora. La sua famiglia perde tutto ed è costretta a ritirarsi in una regione remota del paese, selvaggia e bellissima. Lì la ragazza arriva alla maggiore età e conosce il suo primo pretendente... Violeta racconta in queste pagine la sua storia a Camilo in cui ricorda i devastanti tormenti amorosi, i tempi di povertà ma anche di ricchezza, i terribili lutti e le immense gioie. Sullo sfondo delle sue alterne fortune, un paese di cui solo col tempo Violeta impara a decifrare gli sconvolgimenti politici e sociali. Ed è anche grazie a questa consapevolezza che avviene la sua trasformazione con l'impegno nella lotta per i diritti delle donne. Una vita eccezionalmente ricca e lunga un secolo, che si apre e si chiude con una pandemia.

VIOLETA
di Isabel Allende
Feltrinelli | I Narratori | 368 pagine
ebook €11,99 | cartaceo €20,00
3 febbraio 2022 | link Amazon affiliato

Alla prossima




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