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Recensione: Un tè a Chaverton House - Alessia Gazzola

Buongiorno lettori! 
Questo sabato rosico come non accadeva da un po’. Perchè? Semplice, in tanti, tantissimi, sarete al salone del Libro di Torino mentre la sottoscritta no. Più che le presentazioni o l’acquisto compulsivo, ciò che mi fa invidia è l’atmosfera di queste occasioni, il piacere di gironzolare per gli stand, curiosare, scoprire, magari incontrare qualcuno che non si vede da tempo e con cui non è facile beccarsi. E vabbè sarà per la prossima volta (anche se, tornando a maggio la sua collocazione, la vedo dura), resto qui, alla mia scrivania, a parlarvi di libri, anzi di un libro in particolare: Un tè a Chaverton House di Alessia Gazzola.


Che peccato che lo stesso non possa farsi con i sentimenti, che ben lontani dal potersi stracciare, restano qui, annidati dentro di noi, a farci a pezzi.

Oramai è chiaro, in questo periodo amo le ambientazioni inglesi, è innegabile. Dopo aver gironzolato per la Chawton di Jane Austen con Jane Austen Society, è Alessia Gazzola ad avermi portato in un altro angolo di verde Inghilterra con il suo Un tè a Chaverton House, romanzo “ a se stante” uscito qualche mese fa. 

Pur non essendo il libro che ti cambia la vita (e non pretende di esserlo) mi ha sorpresa per la sua leggerezza e per il calore con cui ti avvolge. Io amo la Gazzola de L’Allieva e quella della cara Costanza, ma ho avuto un brutto rapporto con un suo romanzo diciamo fuori serie, Non è la fine del mondo, che non mi era andato né su né giù. Temevo un pochino di provare lo stesso con la storia di Angelica e invece mi sono divertita e appassionata alla sua piccola indagine e al suo sapersi comunque adattare e reinventare. 

La storia non è complicata: Angelica è in una fase articolare della sua vita, in cui non sa bene che cosa è o cosa voglia diventare. Un’insegnate? Una panettiera? Mah! Quello che sa è che ha chiuso definitivamente con il fedifrago Davide. Una chiacchierata con la zia la porta ad indagare sulle sorti del bisnonno Angelo, dato per morto durante la guerra, ma forse a Chaverton House potrà scoprire un’altra verità e anche cosa voglia fare nella vita. 

Un po’ favola, un po’ soap opera, Un tè a Chaverton House è la storia una ragazza di 27 anni in bilico, schiacciata da due fratelli splenditi e perfetti (che perfetti poi non sono), punzecchiata dai genitori delusi, appoggiata dalla zia. Angelica non sa che cosa voglia fare della sua vita, insegnare forse si forse no, le piacciono i lievitati, le piacciono i libri, sa raccontare le Storie, sa non arrendersi e soprattutto sa buttarsi per provare a fare quello che il suo cuore le dice essere giusto per lei in quel momento. È per questo, in un modo un po’ arzigogolato e astruso che si ritrova a fare la guida turistica a Chaverton House, ancestrale dimora del Dorset, location di una nota soap opera. Il resto, come si suol dire, è storia. Non manca l'amore, non manca il riscatto, non manca un degno lieto fine. Insomma, Alessia Gazzola si conferma autrice di storie che ti mettono in pace con il mondo ma che ti danno anche modo di aguzzare l'ingegno, seguendo eroine simpatiche e uniche nello loro grande o piccolo mondo. 
Una cosa vorrei sottolineare di Angelica: vi farà venire fame, con i suoi meravigliosi cornetti di cui, pare impossibile, ma vi sembrerà di sentirne il profumo appena aperto il libro. Per rendere onore al mondo dei lievitati in fondo ne troverete la ricetta, laboriosa certo, ma non scoraggerà i più abili (per quanto mi riguarda... sono bravissima a comprarli, oltre che a mangiarli).


"Mi chiamo Angelica e questa è la lista delle cose che avevo immaginato per me: un fidanzato fedele, un bel terrazzino, genitori senza grandi aspettative. Peccato che nessuna si sia avverata. Ecco invece la lista delle cose che sono accadute: lasciare tutto, partire per l'Inghilterra e ritrovarmi con un lavoro inaspettato. Così sono arrivata a Chaverton House, un'antica dimora del Dorset. Questo viaggio doveva essere solo una visita veloce per indagare su una vecchia storia di famiglia, e invece si è rivelato molto di più. Ora zittire la vocina che lega la scelta di restare ad Alessandro, lo sfuggente manager della tenuta, non è facile. Ma devo provarci. Lui ha altro per la testa e anche io. Per esempio prepararmi per fare da guida ai turisti. Anche se ho scoperto che i libri non bastano, ma mi tocca imparare a memoria i particolari di una serie tv ambientata a Chaverton. La gente vuole solo riconoscere ogni angolo di ogni scena cult. Io invece preferisco servizi da tè, pareti dai motivi floreali e soprattutto la biblioteca, che custodisce le prime edizioni di Jane Austen e Emily Brontë. È come immergermi nei romanzi che amo. E questo non ha prezzo. O forse uno lo ha e neanche troppo basso: incontrare Alessandro è ormai la norma. E io subisco sempre di più il fascino della sua aria da nobiltà offesa. Forse la decisione di restare non è così giusta, perché io so bene che quello che non si dovrebbe fare è quello che si desidera di più. Quello che non so è se seguire la testa o il cuore. Ma forse non vanno in direzioni opposte, anzi sono le uniche due rette parallele che possono incontrarsi". Alessia Gazzola, dopo "L'allieva", torna con un nuovo libro che fa sognare tra dolci fatti in casa, la magia di un'ambientazione che riporta al fascino del passato e un piccolo mistero di famiglia da risolvere.

UN TÈ A CHAVERTON HOUSE
di Alessia Gazzola
Garzanti | Narratori Moderni | 192 pagine
ebook €9,99 | cartaceo €16,40 | 15 marzo 2021 | scheda Garzanti

Alla prossima






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