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Recensione: La città dei vivi - Nicola Lagioia

Buongiorno lettori!
Il libro di cui vi parlerò oggi è stata una lettura difficile dal punto di vista emotivo. È il resoconto di una storia vera, che abbiamo potuto leggere sui giornali e vedere in tv. Si tratta di La città dei vivi di Nicola Lagioia


LA CITTÀ DEI VIVI
di Nicola Lagioia
Einaudi | I coralli | 472 pagine
ebook €10,99 | cartaceo €22,00
20 ottobre 2020 | scheda Amazon

«Tutti temiamo di vestire i panni della vittima. Viviamo nell'incubo di venire derubati, ingannati, aggrediti, calpestati. Preghiamo di non incontrare sulla nostra strada un assassino. Ma quale ostacolo emotivo dobbiamo superare per immaginare di poter essere noi, un giorno, a vestire i panni del carnefice?» "Le parole di Nicola Lagioia ci portano dentro il caso di cronaca più efferato degli ultimi anni. Un viaggio per le strade buie della città eterna, un'indagine sulla natura umana, sulla responsabilità e la colpa, sull'istinto di sopraffazione e il libero arbitrio. Su chi siamo, o chi potevamo diventare. Nel marzo 2016, in un anonimo appartamento della periferia romana, due ragazzi di buona famiglia di nome Manuel Foffo e Marco Prato seviziano per ore un ragazzo più giovane, Luca Varani, portandolo a una morte lenta e terribile. È un gesto inspiegabile, inimmaginabile anche per loro pochi giorni prima. La notizia calamita immediatamente l'attenzione, sconvolgendo nel profondo l'opinione pubblica. È la natura del delitto a sollevare le domande più inquietanti. È un caso di violenza gratuita? Gli assassini sono dei depravati? Dei cocainomani? Dei disperati? Erano davvero consapevoli di ciò che stavano facendo? Qualcuno inizia a descrivere l'omicidio come un caso di possessione. Quel che è certo è che questo gesto enorme, insensato, segna oltre i colpevoli l'intero mondo che li circonda. Nicola Lagioia segue questa storia sin dall'inizio: intervista i protagonisti della vicenda, raccoglie documenti e testimonianze, incontra i genitori di Luca Varani, intrattiene un carteggio con uno dei due colpevoli. Mettersi sulle tracce del delitto significa anche affrontare una discesa nella notte di Roma, una città invivibile eppure traboccante di vita, presa d'assalto da topi e animali selvatici, stravolta dalla corruzione, dalle droghe, ma al tempo stesso capace di far sentire libero chi ci vive come nessun altro posto al mondo. Una città che in quel momento non ha un sindaco, ma ben due papi. Da questa indagine emerge un tempo fatto di aspettative tradite, confusione sessuale, difficoltà nel diventare adulti, disuguaglianze, vuoti di identità e smarrimento. Procedendo per cerchi concentrici, Nicola Lagioia spalanca le porte delle case, interroga i padri e i figli, cercando il punto di rottura a partire dal quale tutto può succedere".

Mi sforzavo di capire, ma era come guardare in un pozzo dopo il calar del sole, e fu forse perchè nel buio si credono di vedere le cose più assurde, o si indovinano le più interessanti, che arrivai a pensare che fosse la vicenda, nella sua intrinseca malvagità, a distorcere le cose, pensai che questa entità avesse una volontà propria, degli interessi propri, il male chiama il male e certe forme retoriche sono i suoi strumenti di contagio, così il male ci irretisce, pensai ancora, gioca a confonderci, usa schegge di realtà per convincerci di cose che non sono vere.

Come nasce il male? Leggendo questo libro me lo sono domandata più volte, anche se la domanda che più spesso mi sono trovata a fare è: perchè questo omicidio è stato così mediatico? Nicola Lagioia ci racconta uno dei casi di cronaca nera più cruenti degli ultimi anni, l'omicidio di Luca Varani. Ripercorrendo l'inchiesta che lui stesso si è trovato a fare, l'autore racconta non solo i fatti ma sopratutto il mondo che circondava i due colpevoli, le loro famiglie, gli amici, i mondi in cui vivevano, la città che fa da sfondo alle loro vicende. 

Si è trattato di un omicidio brutale, efferato, raccapricciante per la sofferenza che Manuel Foffo e Marco Prato hanno inflitto a Luca Varani, ma perchè se ne è parlato così tanto? Perchè questo più di altri altrettanto cruenti, altrettanto efferati? Una risposta secca non sono riuscita a darmela, ma penso sia un insieme di più cause. La pseudo normalità di carnefici e vittima, la loro giovane età, le famiglie bene da cui provenivano Foffo e Prato, il sommerso che si trovava a Roma in quegli anni. Una risposta non sono riuscita a darmela, ma credo che lo stesso autore non volesse dare ai suoi lettori una risposta al perchè di questo omicidio e volesse più che altro farci vedere oltre a quello che tv e giornali ci dicevano e oltre a quello che noi stessi abbiamo pensato davanti all'inchiesta, che troverà due colpevoli, ne condannerà uno solo per sopraggiunta morte dell'altro, ma che alla fine ci lascia comunque con un senso di nausea, un qualcosa allo stomaco. 

@Foto di Mauricio A. da Pixabay
Non è stato un libro semplice né da decidere di leggere né da affrontare una volta aperto, ha in sé qualcosa di disturbante. L'ho acquistato spinta dalla curiosità dopo aver letto tanti pareri positivi, ma anche con il timore di trovarmi davanti a qualcosa di troppo, qualcosa che non sarei riuscita ad affrontare. Temevo sicuramente l'eccessivo dettaglio dell'omicidio ma anche che ci fosse una nota un po' morbosa. A lettura ultimata ammetto di aver avuto difficoltà nel mettermi a scrivere questa recensione. Quando scrivo di un libro devo parlare della storia che racchiude ma anche estraniarmi un po' da essa per capire stile, ritmo, per avere poi un quadro completo. Estraniarsi dalla storia che racchiude questo libro è impossibile. Continui a pensare a tutto ciò che è avvenuto, a Manuel, a Marco, a Luca, alla diversità delle tua vita riaspetto alle loro, a quel qualcosa che ha fatto di loro assassini e vittima e di te quello che sei.
Nicola Lagioia ha dato con astuzia ed esperienza un resoconto completo e in qualche modo personale degli eventi, raccontando anche del suo rapporto con l'omicidio Varani ma anche con quella Roma che gli mancava come l'aria, nonostante l'invasione di topi prima e gabbiani dopo, il caos rifiuti, le sue contraddizioni, le sue ombre. Ed è stato bravo a non giudicare, né da una parte né dall'altra. 

Il delitto Varani è e resterà una tragedia nella sua brutalità, nato in una Roma in bilico, commissariata, un colabrodo di buche e ratti, di luci e ombre, una città tanto bella quanto marcia, ma frutto anche di una generazione schiacciata dalle precedenti. È questo che c'è dietro a questo omicidio e dentro a questo libro? No, o meglio non solo. C'è spaesamento, confusione, voglia di emergere e di non essere sommersi, c'è paura. 
Non è un libro da leggere a cuor leggero o in fretta. Non vi troverete dentro niente di eccessivo o di non necessario, troverete una, dieci, cento, voci, che dicono la propria, che chiedono giustizia e piangono per il dolore di tre vite. 

Alla prossima




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