giovedì 7 gennaio 2021

Recensione: Anna Bolena. L'ossessione del Re - Alison Weir

Buongiorno lettori!
Passate le feste è arrivato il momento per la prima recensione dell'anno. Oramai, ogni anno, scelgo con molta cura la prima lettura (dopo una serie di fregature che non vi dico...). Per il 2021 sono andata sul sicuro scegliendo un'autrice che mi sta piacendo moltissimo e un argomento che da sempre mi affascina. Secondo libro della serie Le sei regine Tudor, ecco a voi la recensione di Anna Bolena. L'ossessione del Re di Alison Weir.


ANNA BOLENA. L'OSSESSIONE DEL RE
di Alison Weir
Beat | SuperBeat | 586 pagine
ebook €9,99 | cartaceo €19,00
31 ottobre 2019 | scheda Neri Pozza

Anna nasce nel 1501 nel castello di famiglia di Hever, nella verde campagna del Kent, e qui trascorre l'infanzia con la sorella Mary - che diventerà l'amante di Enrico VIII e gli darà un figlio - e il diletto fratello George. A Hever la fanciulla riceve l'educazione convenzionale per una gentildonna del suo ceto: grammatica, storia, musica, danza, ricamo, galateo, tiro con l'arco, falconeria. Cresciuta, Anna diventa la dama di compagnia di Caterina, la moglie del re, la «buona» regina. Ma quando, nella primavera del 1526, il cardinale Wolsey la presenta al sovrano, Enrico è fulminato dalla sua bellezza insolita, dallo sguardo fiero e malizioso. Da quel momento è un susseguirsi di avvenimenti che cambieranno la storia d'Inghilterra: Enrico è ossessionato da quella giovane donna, ma lei rifiuta le sue avances. Il re scalpita, non dorme più. Gli è chiaro: se la vuole, dovrà sposarla. Ma prima dovrà liberarsi della moglie, ricorrere a Roma, ottenere un annullamento. Nel giugno 1533, Anne è incoronata regina. Ma il suo regno avrà vita breve, giacché Enrico impiegherà meno di tre anni a stufarsi di lei e a cercare un modo per sbarazzarsi della sua ingombrante presenza...

Jane era lei nove anni prima, e lei, per qualche diabolica alchimia, era al posto di Caterina. La ruota della fortuna aveva compiuto un giro completo. 
Di Anna Bolena abbiamo sempre avuto una determinata opinione. In lei si è sempre vista una piccola arrivista lussuriosa, disposta a tutto pur di salire sul trono d'Inghilterra e indossarne la corona. Ma è stata davvero così? 

Ritratto di Anna Bolena (1620-1625)
Scuola di Francis Pourbus il Giovane
(@Pinacoteca Malaspina, Pavia)
Alison Weir oramai per me è una certezza. Non solo quella di avere un romanzo appassionante, forte, coinvolgente, ma anche quella di avere davanti a me qualcosa che mi stupirà. Così è stato per Caterina d'Aragona, così per Jane Seymour, ancora di più lo è stato per Anna Bolena, una bambina nata in una famiglia non certo comune, capeggiata da un padre desideroso di avanzare di ruolo nella grande corte di Enrico VIII. Incontriamo Anna bambina, che ad appena 11 o 12 anni lascia la rassicurante dimora di famiglia per andare alla corte illuminata di Margherita d'Asburgo e quindi a quella elegante e disinibita della regina Maria, regina di Francia e sorella di Enrico VIII. La giovane Anna è una ragazza totalmente diversa da quella che potremmo immaginare o da quella che alla fine sarà da adulta. È seria, posata, virtuosa, gioca all'amor cortese con ingenuità ma mai con malizia, senza superare il limite di un semplice sguardo o di una breve risata. Per lei niente baci, niente infatuazioni, niente sesso. Anzi, Anna è, rispetto alle altre damigelle che la circondano, quasi una puritana. 

La vera svolta è il suo trasferimento alla corte di Caterina d'Aragona, quella regina che, nonostante le sue idee ortodosse e profondamente cattoliche, le piace. Il suo sguardo triste, gli aborti continui dei figli maschi, i tradimenti del re fanno si che per un momento Caterina e Anna siano vicine. Ma presto qualcosa si insinua nel cuore di Anna. No, non è l'amore per Enrico, che lei non amerà mai. È il desiderio profondo e irrefrenabile di indossare la corona, il brivido del potere che potrebbe avere in seno alla corte inglese, la possibilità di esaudire desideri, negare avanzamenti, dichiarare cariche influenti. Lei, una donna, potrebbe tenere in mano il Re e con lui l'intero regno! 

(@La Biblioteca di Eliza)
Ho trovato molto interessante vedere la stessa storia, lo stesso contesto, attraverso tre diversi punti di vista, quello di Caterina, quello di Jane e ora quello di Anna (si, ne ho girati due, lo so). In questo modo ho potuto vedere queste tre donne in maniera molto diversa: Caterina l'eterna sottomessa e calpestata; Jane esce dalla sua aurea quasi di santità, per mostrare un lato più oscuro, un filo crudele addirittura; e infine Anna, la moglie ambiziosa ma anche quella dai grandi ideali. Anna delle tre è quella più moderna, portandola ai giorni nostri la potremmo definire una femminista ante litteram, che addirittura all'inizio non vede il matrimonio come un passo ovvio nel suo futuro; si indispettisce davanti alla visione delle donne che hanno il padre prima ed Enrico poi. Non è una donna dedita alla seduzione come strumento di conquista, ma è cosciente che con il suo ascendente sul Re può veramente fare la storia, può attivare quelle riforme che debelleranno la corruzione in seno alla Chiesa. Povera Anna, tanto idealista ma anche ingenua nei suoi sogni. E di questa ingenuità, come della sua sete di potere, sarà vittima. La sua vita è destinata a finire prematuramente per mano di quello stesso uomo che lei ha spinto ad eliminare i suoi nemici. 
Anna non lo saprà mai, ma una piccola vendetta sugli uomini lei l'avrà, grazie a sua figlia Elisabetta, colei che regnerà da sola sull'Inghilterra e che darà il suo nome ad un'era fatta di cultura, vittorie e splendore. 

Alison Weir non ha solo creato un libro bello e coinvolgente. È riuscita a creare una serie in cui ogni libro è indipendente ma che letto insieme agli altri spalanca una finestra sulla corte di Enrico VII e su un vero e proprio sistema fatto di ideologie e strategie politiche e sociali. Si potrebbe pensare che al centro di tutto ci sia Enrico ma no, mi spiace lui non solo assume il ruolo del Re capriccioso e a volte addirittura limitato, ma la sua figura viene scaraventata letteralmente sullo sfondo dal gran cuore di Caterina, dall'intelletto di Anna e dalla pietà cristiana di Jane. 

Altre tre regine ci mancano, l'amica, lo spirito libero e colei che sopravviverà ad Enrico e sono proprio curiosa di vedere che tagliò l'autrice darà a queste figure, soprattutto perchè mentre Caterina, Anna e Jane in qualche modo hanno convissuto, per le tre successive ci sarà un continuo avvicendamento e mentre una di loro morirà tragicamente, le altre due sopravviveranno ai loro matrimoni. 

Alla prossima









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