lunedì 18 gennaio 2021

Recensione: Echi in tempesta - Christelle Dabos

Buongiorno lettori!
Non potete neanche immaginare il mio umore nello scrivere questa recensione. In molti (moltissimi, in realtà) mi avevano messo in guardia, ma era l'ultimo di una serie e, nel bene e nel male, dovevo concluderla, anche a costo di urlare davanti alle sue ultime pagine. Cosa che ho fatto. Lo avrete capito, sto parlando di Echi in tempesta di Christelle Dabos, quarto e ultimo libro della serie L'attraversaspecchi


ECHI IN TEMPESTA
(#4 L'attraversaspecchi)
di Christelle Dabos
Edizioni E/O | 576 pagine
ebook €11,99 | cartaceo €16,50
1 luglio 2020 | scheda Edizioni E/O

Ofelia e Thorn affrontano un universo colmo di allegorie e di realtà interiori profonde, di orizzonti antichi e di sentimenti nuovi, fino a scovare la verità che da sempre è nascosta dietro lo specchio. Crollati gli ultimi muri della diffidenza, Ofelia e Thorn si amano ormai appassionatamente. Tuttavia non possono farlo alla luce del sole: la loro unione deve infatti rimanere nascosta perché possano continuare a indagare di concerto sull'indecifrabile codice di Dio e sulla misteriosa figura dell'Altro, l'essere di cui non si conosce l'aspetto, ma il cui potere devastante continua a far crollare interi pezzi di arche precipitando nel vuoto migliaia di innocenti. Come trovare l'Altro, senza sapere nemmeno com'è fatto? Più uniti che mai, ma impegnati su piste diverse, Ofelia e Thorn approderanno all'osservatorio delle Deviazioni, un istituto avvolto dal segreto più assoluto e gestito da una setta di scienziati mistici in cui, dietro la facciata di una filantropica clinica psichiatrica, si cela un laboratorio dove vengono condotti esperimenti disumani e terrificanti. È lì che si recheranno i due, lì scopriranno le verità che cercano e da lì proveranno a fermare i crolli e a riportare il mondo in equilibrio.

《In ognuno di noi c'è un confine, miss Eulalia. È una cosa... necessaria, una cosa che ci limita, una cosa che... che ci mantiene all'interno di noi stessi. Ecco... loro cercheranno di farvi varcare questo confine. Qualsiasi cosa vi dicano, miss, la decisione sarà vostra.》

Questa recensione sarà una lungo, gigantesco sospiro. Un sospiro di delusione e di rassegnazione per un libro conclusivo che poteva essere tranquillamente evitato e che ha tutta l'aria di essere stato aggiunto alla serie perchè gli altri tre erano andati tanto bene. Come si dice? Less is more (citazione non di Coco Chanel, ma dell'architetto tedesco Ludwig Mies van der Rohe, diciamolo). Ecco, questo quarto libro mi è sembrato un di più, per altro non affatto scevro da tante piccole pecche. 

La serie de L'attraversaspecchi, appena uscita, ha suscitato grande scalpore. Io stessa ho letto i primi due volumi uno dietro l'altro e per libri in media di 500 pagine l'uno non è cosa da poco. La storia di Ofelia e Thorn è bella, non c'è altro da dire. Siamo davanti ad un fantasy nuovo, intrigato ed intrigante, con una storia d'amore appena accennata e perfettamente integrata ma che non sfocia in inutili sentimentalismi. La Dabos si è inventata un mondo nuovo che funziona, fatto di Arche, Spiriti di famiglia, di una magia quasi tecnica. Ma la storia non è semplice da seguire e se questa cosa era appena ravvisabile nei primi due volumi, nel terzo si fa più tangibile, per esplodere in tutta la sua arzigogolata evidenza nel quarto. Per dirla facile? Per tre quarti del libro non ci ho quasi capito nulla. All'inizio ci stava, dovevo riprendere il filo lasciato aperto dal libro precedente, ma anche nel proseguo della lettura ammetto di essermi spesso chiesta cosa stesse succedendo, chi fosse chi, cosa volesse dire l'autrice. Ancora ora, dopo circa 24 ore dalla fine, molte cose non mi sono chiare. La confusione impera, così come i fili narrativi lasciati lì a spenzolare, con personaggi introdotti ma che poi abbandoniamo al proprio destino senza avere una conclusione.

Ma aspettate, non siamo ancora arrivati al finale. Ora io voglio sperare che la Dabos non avesse in mente questo finale ma che forze superiori glielo abbiano strappato dalla penna (un po' come quello di Una mamma per amica per capirci). È un finale? Si. La storia si conclude? Per me no, nel senso che, senza fare spoiler, il lettore non solo è palesemente insoddisfatto da questa conclusione, ma non ha davanti a se neanche una vera chiusa, quasi che l'autrice si sia tenuta una scappatoia per un quinto libro (che per altro sappiamo che sicuramente non ci sarà... vero Christelle?? Non è che ci fai una supercazzola - che qualcuno lo traduca in francese - vero?). Questo finale non mi ha dato niente, non mi ha lasciato niente se non un senso di frustrazione che ancora oggi mi accompagna. È ovvio che non si potesse accontentare tutti, ma credo che con questa chiusa la Dabos abbia scontentato tutti lasciando i più romantici con un pugno di mosche in mano e quelli più da fantasy con un enorme punto interrogativo che si moltiplica pagina dopo pagina. 

Come rovinare una serie? Con questo quarto libro, un guazzabuglio di idee spiegate male e un finale che lascia delusi. Abbiamo aspettato Echi in tempesta con ansia e trepidazione ma l'unica cosa che posso dire di buono è che mi ha fatto concludere una serie delle mille che ho ancora aperte, niente più. 

Alla prossima



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