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[Bookswiffer] Recensione: Due verticale - Jeff Bartsch

Buongiorno lettori!
Anche se siamo sotto Natale non può mancare una bella spolverata ai nostri amati libri. Torna oggi sui vostri schermi Bookswiffer, la rubrica che Marie Kondo spicciaci casa (ma anche no, che quella pretende che io viva con una matitina Ikea e soli ebook... ma che stiamo scherzando??), ideata da me, dalla Bacci di Due lettrici quasi perfette e da Laura La Libridinosa. Ogni mese io propongo loro 5 libri pescati dai luoghi più remoti della mia libreria e loro decideranno quale io debba leggere. Ecco la mia cinquina (tombolaaaa! Scusate, non ho resistito) per il mese di dicembre:
  • L'innocente - Alison Weir, Beat
  • Due verticale - Jeff Bartsch, Nord
  • Mi chiamano Ada - Simona Toma, Sperling & Kupfer
  • Liberazione - Imogen Kealey, Longanesi
  • La sirena e Mrs Hancock - Imogen Hermes Gowar, Einaudi
E loro hanno scelto per me... rullo di tamburi (che non serve a niente perchè ci sta già il titolo)... Due verticale di Jeff Bartsch!


DUE VERTICALE
di Jeff Bartsch
Nord | Narrativa | 322 pagine
cartaceo €16,60
14 aprile 2016 | scheda Amazon

Stanley Owens non ha amici, e a lui va benissimo così. E comunque non ha mai trovato nessuno che condividesse il suo amore sconfinato per i libri, i numeri e, soprattutto, per l'enigmistica: inventare cruciverba è il suo sogno, la sua ragione di vita. Un giorno, però, incontra Vera, una ragazza diversa dalle altre: diversa come lui. La loro sintonia è talmente profonda che Vera non si stupisce quando lui le propone di sposarlo (per finta) e di rivendere i (veri) regali di nozze, così da pagarsi un biglietto per la libertà. E accetta. Anche perché è davvero innamorata di Stanley. Ma lui non lo capisce e, dopo la cerimonia, la lascia andare. La vita li separa, ma non c'è come la lontananza per far emergere la verità. Col tempo, Stanley si rende conto che la sua vita è piena di caselle bianche che possono essere riempite solo da Vera. Decide allora di riconquistarla, usando l'unico linguaggio che conosce: semina i suoi cruciverba d'indizi comprensibili soltanto a lei, sperando che, prima o poi e ovunque lei sia, la sua dichiarazione d'amore giunga a destinazione...


Che non sarebbe stata la lettura dell'anno mi era venuto il sospetto dopo una serie di piccoli e studiati indizi: il sito della casa editrice non ha la minima idea dell'esistenza di questo libro, che ok è un po' vecchiotto ma mica ha conosciuto Giulio Cesare; su Amazon lo si trova solo venduto da terzi, per altro al 50% di sconto (ma con quasi 5€ di spese di spedizione! Che ci viene Giulio Cesare di cui sopra a portarlo?); e poi ovviamente siamo nel 2020, l'anno #maiunagioia per eccellenza!

Foto di Steve Buissinne da Pixabay
Quando ho proposto su Instagram la mia cinquina del mese in molti mi avete scritto più o meno la stessa cosa; riassumendo un po' il vostro pensiero, la frase tipo era: tutto ma non Due verticale. E ovviamente cosa hanno scelto per me Lallì e la Bacci? Tra il terrore di beccarmi l'ennesima fregatura e la gioia di far spazio in libreria, sono partita a leggerlo con aspettative che dire basse è dir poco (si, mi aspettavo più divertimento dalle istruzioni per il Cashback). E invece... no, invece quasi niente. Nel senso che la storia parte curiosa e anche pimpante ma poi l'autore è andato in loop, gli si è incantato il disco
Anni '60, Washington, Stanley e Vera si conoscono al campionato nazionale di spelling e diventano amici. Simili in molte cose, Stanley un giorno le propone di sposarlo per finta, in modo da poter vendere i regali di nozze e trasferirsi lei all'università e lui lontano da una vita preimpostata dalla madre. Stanley vuole solo fare i cruciverba e venderli ai giornali. 
Inizia da qui tutta una parte centrale che rientra a pieno titolo nel caso di "bella idea, ma mal sviluppata". Gran parte del libro è, infatti, un lungo tira e molla, Vera che scappa, lascia nei cruciverba indizi per trovarla, Stanley che fa una valigia veloce e va alla ricerca di lei, si trovano, stanno un po' insieme e si riparte. E ancora e ancora.

Non ho ancora capito se mi abbia dato più fastidio la strafottenza di lui o l'indecisione di lei. Se la storia, pur scorrendo bene, diventi presto monotona, non è questo il vero punto negativo del libro. Sono i personaggi che non si fanno amare, troppo freddi, troppo cerebrali. Stanley, fossi stata in Vera, lo avrei preso a martellate sulle gengive dopo 5 minuti; Vera non combatte, scappa, non fa nulla per cambiare le carte in tavola, si adatta e cambia città, università, amici, vita. 

Il finale è tirato via. Dopo l'ennesimo scappo, indizi, ti cerco, ti trovo, la storia di Vera e Stanley trova una quadra per poi darti il colpetto finale. Ma ricordate? Questo libro io lo sto leggendo nel 2020, quindi volete mai finisca con una gioia? Ma neanche morti!

Lo avete capito. Ho letto il classico romanzo con del potenziale che però a pagina 30 va a farsi benedire con una storia ripetitiva e personaggi che ti rendi conto praticamente di non conoscere quasi per niente, sai solo che fanno cruciverba come se non ci fosse un domani. Bravi eh, ma io mi sarei buttata su un bel "unisci i puntini", forse sarebbe stato loro più utile.

Alla prossima





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