lunedì 27 maggio 2019

Recensione: L'ora del te - Valentina Schifilliti

Buongiorno lettori,
con una lentezza disarmante le mie letture proseguono, tra un turno di lavoro e l'altro.
Oggi vi parlo di L'ora del te di Valentina Schifilliti ( @larotten su Instagram...).

L'ora del te
di Valentina Schifilliti
Giunti | A | 336 pagine
cartaceo €14,90 | ebook €8,99
27 marzo 2019 | scheda Giunti

Alice è figlia unica, abituata a darsi da fare "per due". Non ha mai voluto deludere i genitori e ha un rapporto speciale con nonna Bice, un tempo sarta in un atelier di abiti da sposa, che facevano sognare Alice fin da piccina con il loro tulle e ricami. Così, dopo la laurea, ha trovato Il Posto Fisso che la famiglia si aspettava da lei. Ma quando alla vigilia di Natale anche quella certezza sembra sfumare, Alice capisce che è venuto il momento di seguire davvero la voce del cuore. Sostenuta dal fidanzato Andrea e dalle sue strambe, adorabili amiche, apre così un profilo social attraverso il quale presentare le creazioni sartoriali uniche che realizza in casa, mentre il gatto Marlon fa le fusa. Le cose non decollano, sono in pochi a seguirla, fino a che, improvvisamente, il destino spariglia le carte. Alice si trova catapultata nel mondo degli influencer, che dominano l'universo del web, suscitatori di like che tintinnano come monete sonanti, maghi capaci di utilizzare i potenti filtri della rete per far sognare i loro follower. Per Alice è davvero l'ingresso in un mondo di "meraviglie", tanto affascinanti quanto pericolose. Perché il filtro dei social media può essere una droga sottile, che scaccia ogni solitudine ma chiede in cambio di consegnare ogni momento privato alla sua luce accecante... Valentina Schifilliti, per tutti noi @larotten, esordisce nella narrativa con un romanzo romantico e brillante. E ci pone, insieme ai suoi personaggi, domande grandi: qual è il rapporto tra la realtà e la sua narrazione in rete? Siamo consapevoli del potere simbolico ed economico che tutto questo esercita su di noi? E soprattutto: saremo capaci di passare attraverso il grande "specchio" social senza perdere l'autenticità che rende la vita degna di essere vissuta?

Potrei intitolare questa recensione "Quando Il Diavolo veste Prada si scontra (ma proprio un frontale eh) con le varie Chiare Ferragni che imperversano su Instagram". Ma per fortuna vostra (e mia) non do titoli alle recensioni e mi limito a dirvi il mio parere su questo libro che ho deciso di affrontare in un momento di scarsa costanza e che in parte mi ha stupito e in parte deluso.

@dailymail.co.uk
Alice è la classica ragazza della porta accanto: carina, simpatica, un lavoro temporaneo, un fidanzato storico, un gatto, l'amore di una famiglia. Tutto bello, pare addirittura che il capo le stia per proporre il tanto agognato contratto a tempo indeterminato e che il fidanzato, Andrea, le voglia chiedere di sposarlo. No, niente, fermi tutti. In una manciata di minuti tutto va rotoli perché il capo non solo non le cambia contratto, ma la licenzia proprio. Occorre reinventarsi. Grazie all'idea dell'amica Margherita, Alice sbarca su Instagram, con il suo profilo dedicato alla moda e agli abiti che lei stessa produce. In un attimo è tutto un vortice in crescendo. I primi timidi passi nel mondo della moda milanese, l'incontro con il manager dei manager, le collaborazioni, gli abiti, i gioielli, i viaggi, i soldi. Ma anche il mondo di apparenza e beltà del social network ha la sua doppia faccia e Alice dovrà svegliarsi dal suo sogno e scappare dalla tana del coniglio. 

Demonizzare il mondo del web e dei social sembra essere oramai diventato sport nazionale. Una volta eravamo tutti CT della Nazionale di calcio quando Del Piero restava in panchina, oggi siamo tutti SMM (eh lo so, ste cacchio di sigle... social media manager); una volta il lupo cattivo era Facebook, oggi è Instagram. Quando ho visto questo libro mi sono, però, detta "lei lavora sui social da un pezzo, l'ho vista, sembra una simpatica, magari darà una visione diversa alla questione". Ehm... no. Ahimè ho ritrovato esattamente quei falsi miti, quelle critiche e quel taglio oramai trito e ritrito che sempre più spesso si leggono su articoli e post. Facendo di tutto il mondo un fascio, invidie, vendette e falsità sono all'ordine del giorno, persino il gatto deve aver il nome giusto (sapessero i nomi che anfibio io ai gatti di Laura... ) e una foto che fa 1000 like in meno può decretare la rovina. Insomma, niente di nuovo sul fronte occidentale, neanche nella protagonista, che inizia giovane Alice nel paese delle meraviglie (il caro Lewis oramai non ne potrà più), si vende letteralmente l'anima al Diavolo per un pugno di chiffon (scusate è l'unico tessuto che mi è venuto in mente) e poi si pente tra lacrime e mea culpa.
Il finale? E che ve lo dico a fare...

Vi dicevo, però, che una parte di questo libro mi ha anche stupita, ed è lo stile. Valentina scrive proprio bene, non ha nulla di artefatto o costruito, è divertente ma anche attenta a non strafare. Avrei voluto una storia più forte e soprattutto più originale, fatta meno di stereotipi e più di idee. Possibile che non si riesca ad uscire dal vortice del mondo web cattivo e crudele? Che per carità, ci saranno queste situazioni, non lo nego, ma vuoi non trovare un modo diverso di raccontare questo mondo tanto pericoloso ma anche tanto pieno di idee e creatività, di amicizie (e qui ne so qualcosa eh) e di angoli interessanti?

Alla prossima






1 commento:

  1. Temevo un po' tutte le cose che hai fatto notare, non mi ero sbagliata...

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