giovedì 11 aprile 2019

Recensione: Una volta è abbastanza - Giulia Ciarapica

Buongiorno lettori!
Oggi giornata nuvolosa, per fortuna ci sono i libri a tenerci compagna. E proprio di un libro vi voglio parlare oggi: Una volta è abbastanza di Giulia Ciarapica, per la cui copia ringrazio la Rizzoli.

Una volta è abbastanza
di Giulia Ciarapica
Rizzoli | La scala | 365 pagine
ebook €9,99 | cartaceo €19,00
2 aprile 2019 | scheda Rizzoli 

L'Italia è appena uscita dalla guerra. A Casette d'Ete, un borgo sperduto dell'entroterra marchigiano, la vita è scandita da albe silenziose e da tramonti che nessuno vede perché a quell'ora sono tutti nei laboratori ad attaccare suole, togliere chiodi, passare il mastice. A cucire scarpe. Annetta e Giuliana sono sorelle: tanto è eccentrica e spavalda la maggiore - capelli alla maschietta e rossetti vistosi, una che fiuta sempre l'occasione giusta - quanto è acerba e inesperta la minore, timorosa di uscire allo scoperto e allo stesso tempo inquieta come un cucciolo che scalpita nella tana, in attesa di scoprire il mondo. Nonostante siano così diverse, l'amore che le unisce è viscerale. A metterlo a dura prova però è Valentino: non supera il metro e sessantacinque, ha profondi occhi scuri e non si lascia mai intimidire. Attirato dall'esplosività di Annetta, finisce per innamorarsi e sposare Giuliana. Insieme si lanciano nell'industria calzaturiera, dirigendo una fabbrica destinata ad avere sempre più successo. Dopo anni, nonostante la guerra silenziosa tra Annetta e Giuliana continui, le due sorelle non sono mai riuscite a mettere a tacere la forza del loro legame, che urla e aggredisce lo stomaco. Giulia Ciarapica ci apre le porte di una comunità della provincia profonda: tra quelle colline si combatte per il riscatto e tutti lottano per un futuro diverso. Non sanno dove li porterà, ma hanno bisogno di credere e di andare.

Nel mezzo di Casette d'Ete, al centro esatto di un paese microscopico, impercettibile agli occhi altrui, dove le storie si accumulano e svaniscono, si accavallano e scompaiono, si trovano ora due giovani sposi ignari del futuro che li aspetta, inconsapevoli di ciò che accadrà fra quelle vie anonime, dietro quelle porte scassate, al di là di quei vetri rotti, delle facciate malconce, scrostate.

Non faccio oramai mistero di quanto mi piacciano i libri ambientati nel secondo dopo guerra, soprattutto quelli che ci raccontano di famiglie, grandi o piccole,  e delle loro vicende lungo gli anni che hanno rivisto l'Italia uscire piano piano dall'orrore del conflitto verso il boom economico. Ed ecco che Giulia Ciarapica (la Ciarapix! Se non la conoscete shame on you e correte su Instagram) esce giusto giusto con un libro che rientra in questa ambientazione. Protagoniste sono due sorelle, Annetta e Giuliana, selvaggia e selvatica la prima, testarda e inamovibile la seconda. Le conosciamo giovani e acerbe nel loro paesino dell'entroterra marchigiano, Casette d'Ete, dove la vita sembra immutata e l'eco della guerra appena finita si fa sentire nella povertà e negli scarsi mezzi. Anno dopo anno, le vediamo crescere e separarsi perché Annetta si ammala e deve andare in una sanatorio del nord e Giuliana si innamora e si sposa con Valentino. Inizieranno anni difficili e bellissimi, anni di lotta tra le due sorelle, che però si ritroveranno grazie proprio al loro profondo legame di sangue. A far da sfondo, la comunità di Casette d'Ete, lavoratrice e produttiva, instancabile, soprattutto nell'attività dei calzaturifici. 

Non mi sono voluta addentare più di tanto nella storia di Annetta e Giuliana perchè penso che il bello di questo libro stia proprio nello scoprire piano piano queste due protagoniste, forti e dure come il granito, che la vita ha messo più volte alla prova. Giulia tramite loro ci parla della famiglia ma soprattutto della comunità che le circonda, ci descrive un'Italia piccola e contadina che ha saputo rimboccarsi le maniche e inventarsi di sana pianta quello che sarà il boom economico. È stato bellissimo seguire lo scorrere del tempo attraverso i tanti piccoli dettagli sparsi qua e là: le Triumph Thunderbitd color carta da zucchero, le cinquecento rosse fiammanti, le prime televisioni a valvole con Carosello incorporato. 

@pixabay.com
Ma come fare tutto ciò? Ecco che entrano in campo le scarpe. Le Marche, che fortunatamente non mi sono tanto lontane, sono state e sono il cuore di questa produzione che ha fatto veramente la fortuna del made in Italy. Dietro i grandi nomi si nascondo da decenni tanti piccoli artigiani che con costanza e olio di gomito hanno portato avanti questo biglietto da visita. Ecco, Giulia Ciarapica ci racconta con tanti piccoli flash questo mondo, quello fatto di forme di legno e chiodi, profumo di cuoio e rumore di macchine da cucire. È uno spaccato estremamente affascinante, poco conosciuto, che ritroviamo nella passione e nella creatività di Giuliana e Valentino. Certo, a volte i dettagli sono stati un po' troppi, facendo perdere per un attimo l'attenzione sul punto focale del romanzo, ossia la storia di Giuliana e Valentino, tuttavia è stato un quadro particolare e insolito quello che ci ha donato l'autrice, facendoci intuire la fatica e il lavoro che vi è dietro. 

Ma alla fine è questo il cuore del romanzo: la creazione e lo sviluppo di una famiglia. E che famiglia! Grande e tentacolare, che racchiude in se amore, appoggio, vicinanza, ma anche conflitti e invidie. Giuliana e Annetta sono due personaggi complessi e molto sfaccettati. In loro si ritrova la doppia faccia dell'essere sorelle: l'amore incondizionato, quel senso di apparenza e di unione che niente potrà mai rompere, ma anche quel malessere di fondo, quell'invidia latente della più piccola nei confronti della più grande, ma anche viceversa. Nelle loro vite supereranno ostacoli, si troveranno davanti a momenti davvero difficile, eppure il loro rapporto, nella sua duplice natura, resterà intatto e immutato. 

La cosa che più mi ha colpito è che Giulia sia riuscita a farci percepire in pieno la mentalità dei suoi personaggi, un aspetto innato in loro ma che in noi può suscitare sdegno o rimpianto ( questo sta a voi deciderlo). È questo un piccolo aspetto che però ci dà a 360 gradi il quadro della vita quotidiana, della vita di famiglia e di paese. Quindi vediamo ad esempio la netta distinzione tra la libertà concessa all'uomo e quella concessa alla donna, la normalità del tradimento maschile, la condanna spietata di quello femminile; ma anche la superstizione e il bigottismo popolare, e, non da ultimo, le distinzioni di ceto. In tutto questo troviamo pregi e difetti di un'intera comunità, ma anche la sua storia e il suo sviluppo, il suo essere comunità. 

L'unico aspetto che mi ha un attimo lasciata perplessa riguarda lo stile. Soprattutto nella prima parte ho trovato un po' troppo didascaliche le piccole introduzioni storiche alle varie fasi del racconto, nel senso che sono troppo separate e poco amalgamante con il resto; inoltre ho sentito troppo fredde le presentazioni di alcuni personaggi o situazioni, come se ci si volesse togliere il problema e andare avanti. Sicuramente questo sarà anche dovuto al fattore "primo capitolo di una trilogia" ma sono parti che ho senti proprio stridere rispetto al resto, che invece scorre via che è un piacere, fino al finale... Ecco, parliamo di quel finale... Giulia che si fa così???? Mi lasci con quell'ultima riga?? Eh no, non si fa!! Voglio il secondo io!!

Alla prossima



1 commento:

  1. Lo metto in lista sicuramente ma prima attendo gli altri due non si può finire un libro senza una conclusione in attesa del successivo

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