Recensione: Gli aghi d'oro - Michael McDowell

Buongiorno lettori!

Per la recensione di oggi devo fare una piccola premessa. Vi parlerò, infatti, di Gli aghi d'oro di Michael McDowell. Il romanzo è stato scritto dall'autore statunitense prima della serie di Blackwater, serie che ho letto (e amato!) ma che non sono riuscita a recensire (il lavoro ha chiamato e quindi è rimasta là). Il tutto per dire che se qualche paragone ci sarà non me lo sono inventato per sentito dire. Ma iniziamo!


Si sono dimenticai di noi. Ci credono morti. Die zenit ist gekommen! Il momento è arrivato.

Non so come spiegarlo... ma ecco, diciamo che io questo libro mica l'ho capito tanto. Cioè calmi, ho capito la storia (sono cretina ma non fino a questo punto). Quello che non ho capito è come lo stesso autore di questo romanzo possa aver partorito una storia brillante e avvincente come Blackwater appena 3 anni dopo. Lo stile c'è, è quello, quelle puntine di horror un pizzichino splatter che tanto abbiamo amato nelle vicende di Perdido sono presenti anche qui, come l'idea di vaga saga familiare al femminile. Ma, enorme, gigantesco e morbidissimo ma, ho trovato Gli aghi d'oro una storia molto limitata, che si raffazzona in un paio di punti di vero interesse e che si abbandona in descrizioni e dialoghi per lunghi spezzoni, tanto da dare la sensazione che quasi non capiti niente. In realtà non è così, le cose accadono, le vicende si muovono ma in maniera strana, come se l'autore non avesse controllo sulla sua creatura. Sensazione che si ritrova anche negli eventi finali che, più che il senso di giustizia tanto ricercato per oltre 500 pagine, mi hanno dato l'impressione di aver raggiunto una chiusa per buona sorte. 
Altra cosa che non ho capito è perché Amazon lo consideri "giallo storico" (giallo mah, storico vabbè, siamo nell'800) o peggio, "narrativa su saghe familiari" (che cippa vuol dire?? Anche perché qui le famiglie sono varie e variegate). 

Palesemente qui l'autore ha fatto le prove generali per Blackwater ma se, come noi in Italia, si legge prima la saga di Blackwater e poi questo è inevitabile che Gli aghi d'oro risulti scialbo e di poco impatto. Le idee, gli spunti, finanche la paura che ci avevano tenuto sulla corda con Elinor & C. qui si limitano ad un paio di omicidi e poco altro. Manca completamente quella inquietudine che invece avevamo trovato lungo le sponde di Perdido e che ci aveva tenuto incollate alle pagine dei 6 volumi della serie. 

Un altro punto a sfavore del romanzo è la confusione di personaggi. Tanti, troppi, poco delineati, si accavallano l'uno sull'altro senza rimanere impressi. Solo dopo aver macinato un buon numero di pagine il lettore si mette in testa chi è chi, anche se io anche a lettura ultimata continuavo a confondermi (niente, per  me Helen rimarrà figlia del giudice e non nipote). Sono tanti, troppi, con nomi spesso simili (Edith e Edwin sono stati la mia spina nel fianco) e soprattutto uno più antipatico e spregevole dell'altro. Non ho trovato mezzo personaggio positivo o di cui non sperassi una fine rapida e indolore (per me).

Ma attenzione, incredibilmente il libro si legge bene e qui si vede la penna di McDowell che, pur acerbo nella creazione della storia e dei protagonisti, già presenta una scrittura scorrevole e che cattura. Peccato, ripeto, le oltre 500 pagine. Chissà, forse non intestardendosi su un romanzo così lungo e con tanti punti lenti e piuttosto inutili, il romanzo avrebbe fatto un altro effetto. 

Ultimo appunto all'edizione. Formato piccolo e spessore di un mattoncino non sono due cose che vanno bene insieme. Tenere in mano il libro è stato un'agonia, soprattutto per le volte in cui ho letto a letto o, Dio non voglia, lo abbia tirato fuori sull'autobus. Aperto non ci stava, anche pinzare con le clip i lati non è servito a niente, il leggio manco a nominarlo. Ero arrivata al punto di voler rompere la spina del dorso e amen, niente non ci sono riuscita, me lo sono dovuta leggere così, nella speranza che la cara tendinite non tornasse e di non perdere il segno per un movimento più brusco del solito o perché il cane aveva deciso proprio in quel momento di volere le coccole.

Breve postilla, vi consiglio di leggere anche la recensione di Laura La Libridinosa, che troverete lunedì sul suo blog. Ci siamo confrontate spesso avendo letto il romanzo praticamente insieme e credo ne leggerete di belle anche da lei.
Anno di Grazia 1882. New York festeggia il nuovo anno tra opulenza e miseria. Dalla sua dimora di Gramercy Park, il cinico giudice James Stallworth, affiancato dal figlio e dal genero, lancia la sua crociata: ripulire il famigerato Triangolo Nero, quartiere di bettole, bordelli, fumerie d’oppio e botteghe di ricettatori, su cui regna la feroce Black Lena Shanks col suo clan di donne versate nelle arti della crudeltà. Ma la sete di potere degli Stallworth dovrà misurarsi con la furia vendicatrice di Black Lena. Con Gli aghi d’oro, Neri Pozza prosegue con la pubblicazione dei capolavori dell’autore di culto.








GLI AGHI D'ORO
di Michale McDowell
Neri Pozza | 560 pagine
ebook €8,99 | cartaceo €14,90
16 gennaio 2024 | link Amazon affiliato

Alla prossima






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