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Recensione: La vita segreta degli scrittori - Guillaume Musso

Buongiorno lettori!
E anche questo Halloween è arrivato! Pronti per dolcetto o scherzetto? Io al solito non aprirò la porta manco morta. E lo scherzetto? Ci provassero, tanto abitano tutti nella mia scala, quindi so a chi citofonare e far pulire. Lo so, torna prepotente in me il Grinch di Halloween! Sono  pessima anche a letture perchè non faccio neanche quelle a tema. Come ultimo libro di ottobre, invece, ho scelto La vita segreta degli scrittori di Guillaume Musso.


La vita segreta degli scrittori
di Guillaume Musso
La nave di Teseo | Oceani | 275 pagine
ebook €9,99 | cartaceo €19,00
6 giugno 2019 | scheda La nave di Teseo


Nel 1999, dopo aver pubblicato tre romanzi di culto, il celebre scrittore Nathan Fawles annuncia la sua decisione di smettere di scrivere per ritirarsi a vita privata a Beaumont, un’isola selvaggia e sublime al largo delle coste mediterranee.
Autunno 2018. Fawles non rilascia interviste da più di vent’anni, mentre i suoi romanzi continuano ad attirare i lettori. Mathilde Monney, una giovane giornalista svizzera, sbarca sull’isola, decisa a svelare il segreto del celebre scrittore.
Lo stesso giorno, viene ritrovato sulla spiaggia il cadavere di una donna e le autorità mettono sotto sequestro l’isola, bloccando ogni partenza e ogni arrivo. Comincia allora un pericoloso faccia a faccia tra Mathilde e Nathan, in cui si scontrano verità occulte e insospettabili menzogne, e si mescolano l’amore e la paura…
Un romanzo indimenticabile, un affascinante mistero letterario che si rivela soltanto quando l’autore compie l’ultima mossa del suo piano diabolico.
Beaumont era un luogo camaleontico, un posto unico e inclassificabile, impossibile da analizzare o spiegare.

Secondo tentativo della sottoscritta con uno degli scrittori francesi più famosi. Central Park mi era piaciuto e anche La vita segreta degli scrittori non mi è del tutto dispiaciuto, ma con qualche riserva.
Musso, infatti, si cimenta in uno degli espedienti più noti della letteratura, ossia il romanzo nel romanzo (anche se con le pinze), ma soprattutto utilizza uno dei personaggi che  negli
Fonte @porquerolles.it
ultimi anni abbiamo visto in ben altri romanzi, ossia lo scrittore famoso che ad un certo punto della sua carriera decide di appendere la macchina da scrivere al chiodo e di isolarsi dal mondo, in questo caso nell'isoletta di Beaumont. Se a questo aggiungiamo che tutti i collegamenti da e per l'isola vengono bloccati, facendola diventare il classico scenario chiuso tipico di tanti mistery e che quando tutto va bene il sole splende e gli uccellini cantano, ma quando la situazione si fa tragica viene giù acqua a fiumi e tutto diventa buio, marcio e fradicio, beh forse qualche cliché di troppo c'è. Questi sono gli elementi che meno mi hanno convinta e che mi hanno dato la sensazione che l'autore abbia voluto confezionare ad hoc un romanzo un po' furbetto, dando una strizzata d'occhio ad un filone che in questi anni ha avuto qualche picco di successo (caso simbolo è La verità sul caso Harry Quebert). In un certo senso è voluto andare sul sicuro per poi spaziare e dare il via alla sua penna.

Passate queste note dolenti, infatti, Musso è riuscito a creare una storia veramente bella e intrigante, con un intreccio complesso e per niente intuibile nel suo svolgimento. Il giallo sulla misteriosa morte avvenuta su questa isoletta è piuttosto articolato e se all'inizio qualche sospetto ci frulla in testa, proseguendo nella lettura saremo piano piano sbugiardati, con un epilogo curioso, che difficilmente ci saremmo immaginati.

@Foto di Free-Photos da Pixabay
Ma Musso ha avuto anche un'altra idea. Non vi posso dire molto di tutto ciò perchè rischierei di fare uno spoiler enorme, ma ho trovato questa idea molto interessante. Decide, infatti, di stravolgere la struttura stessa del romanzo e di eliminare un elemento fondamentale a metà lettura. Ahimè più di così non vi posso dire, ma l'ho trovato un modo interessante di portare avanti la narrazione, di dare una svolta e di far risaltare il cuore del mistero.

Devo confessare che ultimamente coi thriller poco ci vado d'accordo. Se sono classici mi annoiano, se sono esplosivi sono complicati e mi fanno venire i nervi (lasciate perdere, sono strana io). Forse ho solo bisogno di una pausa da questo genere e ci sta, può capitare. La vita segreta degli scrittori è stata un po' un'eccezione. Accantonata la furbizia che, ribadisco, c'è, Musso ha saputo creare una storia molto intrigante, che spazia su aspetti diversi e che mi ha spinta a proseguire la lettura in maniera spedita.

Alla prossima




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