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La Biblioteca di Eliza

Buongiorno lettori!
E buon sabato! Questo per me sarà un sabato speciale perchè tra poco sarò al matrimonio di una mia cara amica. Il vestito è pronto ma devo ancora dare una sistemata ai capelli che naturalmente oggi non intendono stare tranquilli... maledetti! A me una piastra!!!
Ma prima di dilettarmi novella parrucchiera (sperando di non piastrarmi le dita... ma non garantisco) rivesto i panni della #bancarellablogger per proporvi la mia recensione di uno dei sei libri finalisti della 65^ Edizione. Facciamo un salto in un mondo di fiori profumati con Il giardino dei fiori segreti di Cristina Caboni. 

Il giardino dei fiori segreti
di Cristina Caboni
Garzanti | Narratori Moderni | 360 pagine
ebook €8,99 | cartaceo €16,90
20 ottobre 2016 | scheda Garzanti


Trama
Londra, Chelsea Flower Show, la più grande mostra di fiori del mondo. Sotto gli archi carichi di rose, Iris Donati è felice: fra le piante si sente a casa. Una casa vera, quella che non ha mai avuto, perché fin da piccola ha vissuto in giro per il mondo sola con il padre. Mentre si china per osservare meglio una composizione, Iris rimane paralizzata. Si trova di fronte due occhi uguali ai suoi. Gli stessi capelli castani. Lo stesso viso. La ragazza che ha davanti è identica a lei. Viola è il suo nome. Anche lei ama i fiori e i suoi bouquet sono fra i più ricercati di Londra. Tutte le certezze di Iris crollano in un istante. Quella ragazza è la sua sorella gemella. Sono state divise da piccolissime, e per vent'anni nessuna delle due ha mai saputo dell'esistenza dell'altra. Perché? Ora che sono di nuovo riunite, Iris e Viola devono scoprirlo. Il segreto si nasconde in Italia, a Volterra, dove sono nate. Tra viali di cipressi e verdi declivi, sorge un'antica dimora circondata da un giardino sconfinato. È qui che i Donati vivono da generazioni. Ed è qui che Giulia Donati, la loro nonna, le aspetta. Solo lei può spiegare davvero perché sono state separate e aiutarle a trovare il sentiero giusto per compiere il loro destino. Iris e Viola non lo sanno, ma ogni coppia di gemelle della famiglia, da secoli, deve salvaguardare la sopravvivenza del giardino e capire il suo grande potere: quello di curare l'anima.

I fiori sono così. Prima sbocciano nelle anime di chi li sa vedere. Anche le rose. 

Quello che non manca nel libro di Cristina Caboni è l'aroma dei fiori, il fascino della leggenda. Ci propone una storia di famiglia in cui spiccano gli errori e le conseguenze che ne conseguono. Iris e Viola scoprono nel giro di pochi giorni una l'esistenza dell'altra e che sono non solo sorelle ma gemelle. Da piccole i genitori le hanno divise azzerando ognuno l'altra metà della famiglia. Perché? Cosa è successo? Le due ragazze intraprendono, ognuna a proprio modo, un viaggio che le porterà a riscoprire le proprie radici e a salvare il loro passato e il loro futuro. 

La prima cosa che mi ha colpito di questo libro è l'aver saputo calare il lettore quasi in un luogo senza tempo. Siamo ai giorni nostri e siamo a Volterra, eppure l'atmosfera creata in questa grande tenuta è fiabesca. E' stato bello durante la lettura costruire nella propria mente la grande villa in parte diroccata, il bosco, il lago, ma soprattutto il giardino addormentato che ha perso la sua luce. E' un piccolo mondo fatato quello in cui troviamo i personaggi agire, un mondo in cui leggende, racconti e ricordi hanno un ruolo chiave e Iris e Viola devono lottare per capire cosa il destino ha in serbo per loro. 
Il mistero che aleggia intorno alla famiglia Donati è antico e affascinante, è di quei misteri che hanno radici profonde, che non possono essere ignorati e che ti fanno sognare mentre ti perdi in labirinti, passaggi segreti e incappi nel ritratto di due misteriose gemelle. Perché Iris e Viola sono state separate? Perché nonna Giulia non racconta tutta la verità? Perché nel giardino i fiori non fioriscono più? Tante domande che affrontiamo, fiore dopo fiore, in un percorso di crescita e conoscenza, che fa maturare e aprire le due protagoniste e che porta l'intera famiglia Donati a riscoprire il proprio passato e a capire che passi compiere per il futuro. 

Lo stile dell'autrice all'inizio può sembrare lento, in realtà si deve entrare un po' nella storia per capire il suo ritmo e per entrare in sintonia con le due protagoniste, per capire i loro punti forti ma soprattutto le loro fragilità.

Alla prossima






Buongiorno lettori!
Finalmente il 18 è arrivato e, mentre voi leggete qui, io sto salendo su un treno che mi porterà da Laura! Sarà una settimana delirante e visto che staremo tanto in giro ho pensato di preparare per voi qualche post. Oggi in particolare riprendiamo il discorso del Premio Bancarella perchè vi proporrò la recensione di un altro dei libri finalisti della 65^ edizione, I Medici. Una dinastia al potere di Matteo Strukul.

I Medici. Una dinastia al potere
di Matteo Strukul
Newton Compton Editori | Nuova Narrativa Newton | 382 pagine
ebook €2,99 | cartaceo €9,90
13 ottobre 2016 | scheda Newton Compton

Trama
Firenze, 1429. Alla morte del patriarca Giovanni de' Medici, i figli Cosimo e Lorenzo si trovano a capo di un autentico impero finanziario, ma, al tempo stesso, accerchiati da nemici giurati come Rinaldo degli Albizzi e Palla Strozzi, esponenti delle più potenti famiglie fiorentine. In modo intelligente e spregiudicato i due fratelli conquistano il potere politico, bilanciando uno spietato senso degli affari con l'amore per l'arte e la cultura. Mentre i lavori per la realizzazione della cupola di Santa Maria del Fiore procedono sotto la direzione di Filippo Brunelleschi, gli avversari di sempre continuano a tessere le loro trame. Fra loro c'è anche una donna d'infinita bellezza, ma dal fascino maledetto, capace di ghermire il cuore di un uomo. Nell'arco di quattro anni, dopo essere sfuggito a una serie di cospirazioni, alla peste e alla guerra contro Lucca, Cosimo finirà in prigione, rischiando la condanna a morte. Fra omicidi, tradimenti e giochi di palazzo, questo romanzo narra la saga della famiglia più potente del Rinascimento, l'inizio della sua ascesa alla Signoria fiorentina, in una ridda di intrighi e colpi di scena che vedono come protagonisti capitani di ventura senza scrupoli, fatali avvelenatrici, mercenari svizzeri sanguinari...

Quanto si è parlato dei Medici quest'anno? Tanto, tantissimo, grazie anche alla serie tv andata in onda sulla Rai e che, da quanto ho letto in giro, ci allieterà (insieme a 'sta benedetta cupola) con una seconda stagione. Ma naturalmente non possiamo non parlare dei libri di Matteo Strukul, in particolare del primo, inserito nella sestina finalista del Premio Bancarella. In questo primo libro della  trilogia dedicata alla famiglia fiorentina vediamo più che la nascita il consolidarsi del potere mediceo su Firenze. Protagonisti di tutto ciò Cosimo e Lorenzo.

Ammetto che ho iniziato con qualche fatica questo libro, non per il genere o la scrittura, ma per la quantità di nomi che ci vengono proposti. Mi ci è voluta più di qualche pagina per capire chi era chi, chi con chi, chi contro di chi. Questa non vuole essere una critica ma un dato di fatto dovuto anche alle mie scarse conoscenze su questo periodo storico (conoscenze che risalgono al liceo... il primo che fa i conti degli anni passati lo picchio!). Mea culpa, ricordavo veramente poco, talmente tanto che ad un certo punto mi era venuto pure il dubbio su Lorenzo... non era quel Lorenzo?? No, tranquilli, poi ho fatto due conti e non ci tornavo con le date e quel Lorenzo spunterà fuori due generazioni dopo.
Una volta entrata un po' nel racconto mi sono proprio appassionata alle vicende di Cosimo e Contessina, dimenticando un po' anche lo sguardo critico che di solito mi accompagna nelle letture. Mettiamola così, mi sono goduta la lettura, mi sono appassionata alle vicende narrate e soprattutto ai personaggi, storici o inventati che fossero. Non nego che fossi partita con qualche preconcetto. Sapete come funziona: se ne parla tanto in giro, si leggono pareri esclusivamente entusiasti... insomma, ero sull'attenti, pronta a vedere se tutto ciò fosse reale o meno. E invece è stata proprio una bella lettura, avvincente e appassionante, che ti fa assolutamente venir voglia di continuare la trilogia.
Per quanto riguarda la realtà storica io non so fino a che punto ci sia di reale e di romanzato, ma francamente non ho sentito la necessità di pormi questo problema, mi sono semplicemente abbandonata ad una bella lettura.

Alla prossima



Buongiorno lettori!
Iniziamo la nuova settimana che ci traghetterà alla fine di marzo con un post dedicato al Premio Bancarella. Come sapete, insieme ad altri 8 blog, quest'anno collaboro al Premio Bancarella. Vi parleremo dei libri che fanno parte della Sestina Finalista (anzi, ho già iniziato recensendo sia il libro di Lorenzo Marone sia quello di Alessandro Barbaglia, nei prossimi mesi vi parlerò anche dei restanti quattro) ma anche del Premio. Oggi, io e Anna Rita di Appunti di una giovane reader vi racconteremo la storia del premio Bancarella.


E' il 1953 e ha luogo la 1^ edizione del Premio Bancarella. A vincere fu Hemingway con Il vecchio e il mare, anticipando non solo il Premio Pulitzer ma anche il Nobel della Letteratura dell'anno successivo.
Ma come nasce il Premio Bancarella? 

Il Premio vede la sua origine nella tradizione dei Librai Pontremolesi, venditori ambulanti che in primavera si ritrovavano al passo della Cisa per l'assegnazione delle zone di vendita, ma anche per scambiarsi informazioni sul reperimento dei libri. Siamo in pieno '800 e la vita del libraio itinerante non è priva di difficoltà ma anche di soddisfazioni, tali che presto la loro attività da ambulante divenne fissa. Stabilendosi, aprirono veri e propri negozi in varie città gestiti, allora come oggi, dalle famiglie dei librai. 
Il Premio nasce in seno al fenomeno dell'emigrazione dalla Lunigiana quindi, un fenomeno del tutto particolare a cui dobbiamo anche la nascita del libro a basso costo.


Piccola terra, che alleva, insieme ai prodotti del suolo, pazientemente lavorato, il libro; e commercia in sapienza.
- Pietro Ferrari, I nostri《Librai》- Il Capannone, 1940

Così nell'agosto del 1952 ebbe luogo il primo raduno dei Librari Pontremolesi. Da tutta Italia, in auto o in treno, si radunano prima a Pontremoli per poi spostarsi nella pineta di Mulazzo dove su un palco si susseguirono vari discorsi. Ma è il giorno dopo quello per noi importante. Radunatisi nel Municipio di Pontremoli giurarono solennemente di ritrovarsi a Pontremoli ogni anno, in uno stesso giorno e in una stessa ora "e fare una bella mangiata". Uno a uno i librai accorsi da tutto il paese giurarono e ufficializzarono la nascita dell'unico premio dato non da giurie ma esclusivamente da coloro che del libro hanno fatto non solo un mestiere ma una vera e propria missione. 
E così, da 65 anni, la torre medievale di Cacciaguerra, fa da sfondo ad uno dei premi letterari più amati, perché dato non solo per mere statistiche e numeri, ma per l'amore nei confronti del libro.

Per tutte le informazioni sul Premio, sulla sua storia e il programma di questa edizione vi lascio al Sito Internet dedicato e naturalmente ai prossimi post degli altri #bancarellablogger.

Alla prossima




Buongiorno lettori!
oggi ho per voi un post speciale. Come vi ho annunciato quest'anno La Biblioteca di Eliza avrà un ruolo all'interno del Premio Bancarella. Insieme ad altri 8 blog, infatti, vi accompagneremo nel percorso che ci porterà alla proclamazione del 16 luglio del vincitore. Come? Prima di tutto con alcuni post dedicati al Premio e poi naturalmente con le recensioni dei libri della Sestina dei finalisti che è stata rivelata durante la conferenza stampa del 10 marzo (vi rimando ai post de La Libridinosa e de La lettrice sulle nuvole presenti all'evento). Io oggi vi proporrò la prima recensione (che in realtà è la seconda, il libro di Lorenzo Marone l'ho recensito in tempi non sospetti) di uno dei libri finalisti, ma prima sarà meglio ricordarvi quali sono i finalisti della 65esima edizione del Premio Bancarella:

- Gocce di veleno di Valeria Benatti, Giunti
- Il giardino dei fiori segreti di Cristina Caboni, Garzanti
- I Medici. Una dinastia al potere di Matteo Strukul, Newton Compton Editori
- La Locanda dell'Ultima Solitudine di Alessandro Barbaglia, Mondadori
- La guardia, il poeta e l'investigatore di Jung-Myung Lee, Sellerio
- Magari domani resto di Lorenzo Marone, Feltrinelli (QUI la mia recensione)

Oggi vi parlerò de La Locanda dell'Ultima Solitudine di Alessandro Barbaglia.

La Locanda dell'Ultima Solitudine
di Alessandro Barbaglia
Mondadori | Omnibus | 163 pagine
ebook €8,99 | cartaceo €17,00
17 gennaio 2017 | scheda Mondadori

Trama
Libero e Viola si stanno cercando. Ancora non si conoscono, ma questo è solo un dettaglio... Nel 2007 Libero ha prenotato un tavolo alla Locanda dell'Ultima Solitudine, per dieci anni dopo. Ed è certo che, lì e solo lì, in quella locanda tutta di legno arroccata sul mare, la sua vita cambierà. L'importante è saper aspettare, ed essere certi che "se qualcosa nella vita non arriva è perché non l'hai aspettato abbastanza, non perché sia sbagliato aspettarlo". Anche Viola aspetta: la forza di andarsene. Bisogno, il minuscolo paese in cui abita da sola con la madre dopo che il padre è misteriosamente scomparso, le sta stretto, e il desiderio di nuovi orizzonti si fa prepotente. Intanto però il lavoro non le manca, la collina di Bisogno è costellata di fiori scordati e le donne della famiglia di Viola, che portano tutte un nome floreale, si tramandano da generazioni il compito di accordarli, perché un fiore scordato è triste come un ricordo appassito. Libero vive invece in una grande città, in una casa con le pareti dipinte di blu, quasi del tutto vuota. Tranne che per un baule: imponente, bianco. Un baule che sembra un forziere, e che in effetti custodisce un tesoro, la mappa che consente di seguire i propri sogni. Quei sogni che, secondo l'insegnamento della nonna di Viola, vanno seminati d'inverno. Perché se resistono al gelo e al vento, in primavera sbocciano splendidi e forti. Ed è allora che bisogna accordarli, perché i sogni bisogna sempre curarli, senza abbandonarli mai. Libero e Viola cercano ognuno il proprio posto nel mondo, e nel farlo si sfiorano, come due isole lontane che per l'istante di un'onda si trovano dentro lo stesso azzurro. E che sia il mare o il cielo non importa. La Locanda dell'Ultima Solitudine sorge proprio dove il cielo bacia il mare e lo scoglio gioca a dividerli. La Locanda dell'Ultima Solitudine sta dove il destino scrive le sue storie. Chi non ha fretta di arrivarci, una volta lì può leggerle. Come fossero vita. Come fossero morte. Come fossero amore.


"SIAMO SEMPRE APERTI.
TRANNE QUANDO SIAMO CHIUSI, 
PER PRENOTAZIONI CHIAMARE ORE PASTI.
NON ARRABBIATEVI SE NON RISPONDIAMO: 
STIAMO MANGIANDO"
Non sempre parlare di un libro è facile, perchè ci sono quelle storie che, superata la parola fine e chiuso il libro, ti lasciano spiazzata e anche un po' stranita. Così è per il libro di Alessandro Barbaglia. L'ho finito nel pomeriggio di ieri e c'ho pensato per tutto il resto della giornata: cosa scrivere sulla storia di Libero e Viola? O meglio, sulla storia della Locanda dell'Ultima Solitudine?
Ragionando ragionando sono arrivata ad una soluzione, iniziare questa recensione con un consiglio: addentratevi nelle pagine di questo libro solo a mente libera e se anche a voi, come a me, piace sognare. Perché è questo che vi sembrerà di trovare, un sogno, in cui una Locanda, una nave mancata, che sorge su uno scoglio stretto tra mare e cielo, diviene un luogo non luogo, dove incontrarsi, dimenticarsi di vivere e ricordarsi di dover morire. Temi alti, profondi, di quelli che scavano l'animo del lettore e si annidano in lui ma che l'autore ha saputo trattare con leggerezza, quasi con gli occhi di un bambino.

La Locanda dell'Ultima Solitudine è punto di inizio della nostra storia ma anche fine, a creare un cerchio che unisce Libero, abitante della Città Grande, e Viola, vissuta da sempre a Bisogno. Non vi dirò cosa, come e perchè Libero e Viola si incontrano, ma vi dirò chi sono i nostri due protagonisti. Libero lo è di nome ma non di fatto, o meglio non più, perchè alla ricerca della sua Lei dalle labbra rosso Nebbiolo inciampa nell'errore  e sposa la persona sbagliata, che gli riempie la casa ma non la vita e il cuore. Viola vive con la madre Margherita e come tutte le donne della sua famiglia ha il nome di un fiore e l'abilità di accordare i fiori, un ruolo e una vita che le stanno strette. E se Libero ama le attese, ne assapora il gusto e ne apprezza lo svolgersi, Viola non riesce più a stare lì, ad aspettare un padre scomparso da tempo a cui scrive lettere mai spedite e una nuova, ennesima idea della madre.

Quella che mi sono trovata a leggere è una storia intensa e densa di sentimenti, una storia che sa parlarti di amore e morte, vita e ricordo senza lasciarti con l'amaro in bocca ma con quasi un senso di pace e giustizia. Ti accompagna in questa sorta di luogo magico in cui si può mangiare solo in due, dove nessuno da tempo immemore ha pernottato e in cui semplici cuor di patate si trasformano magicamente nei piatti desiderati. E ti ritrovi a sperare che un luogo del genere esista davvero, che seguendo un cane nero, che inspiegabilmente puff, sparisce, ti ritrovi alla sua porta, dove tutto ha inizio e fine.
Leggere questo libro vi farà entrare in una fiaba moderna, raccontata con dolcezza e buonumore, in cui il principe alla ricerca del vero amore c'è ma si perde dietro le lusinghe della donna sbagliata, un cane dal quanto mai azzeccato nome di Vieniqui sa sparire e la principessa di turno, praticamente orfana di padre, dovrà addentrasi nel bosco per trovare ciò che sta cercando in una Locanda su uno scoglio stretto tra mare e cielo.

Alla prossima




Per antonomasia il lunedì è una di quelle giornate odiate dai più per diversi motivi: ha inizio una nuova settimana, si torna a scuola/lavoro, bisogna mettere mano al proprio planning, organizzare gli impegni, incastrare gli appuntamenti. Insomma ogni lunedì inizia, per ognuno di noi, una vera e propria battaglia.
Non tutti i lunedì però sono circondati da quest'aura di negatività. Alcuni si accompagnano a belle notizie. Prendiamo oggi, ad esempio, è lunedì e sono qui per parlarvi di una importante iniziativa che coinvolge me e altri colleghi book blogger. Ed era anche un lunedì quando ne abbiamo ricevuto notizia e abbiamo dovuto mantenere la cosa segretissima perché, diciamocelo, quando accadono determinati avvenimenti, belli sia chiaro, abbiamo sempre il timore che ogni cosa possa sfumare da un momento all'altro, che così come è venuta a cercarci quella stessa possa girarci le spalle e andare via.
Ma ora è giunto il momento, possiamo urlarlo ai quattro venti, con quella punta di emozione che non guasta mai. 

Ebbene, come avrete forse intuito dal titolo, insieme ad altri colleghi book blogger abbiamo avuto il piacere e l'onore, soprattutto, di essere invitati a prendere parte alla 65^ Edizione del Premio Bancarella 2017!
Ora, è possibile che non tutti abbiano idea di che tipo di premio si tratti e di quella che è la sua reale importanza ed è proprio qui che entriamo in gioco noi. Nel corso di questi mesi, infatti, ripercorreremo insieme le varie tappe che ci condurranno alla premiazione del 16 Luglio a Pontremoli. Vi racconteremo com'è nato il Premio, in cosa consiste, della scelte della Sestina Finalista, che sarà comunicata a Novara il 10 di Marzo, del Metodo di Voto, dei Librai che prendono parte alla bellissima iniziativa, recensiremo i sei romanzi scelti stilando anche una nostra personalissima classifica di gradimento. Insomma daremo voce a tutto quello che si muove dietro una grande macchina quale è il Premio Bancarella perché raccontare ci aiuta a conoscere.

Come anticipato non sono da sola in questa avventura infatti, a farmi compagnia, ci sono dei veri e propri amici, alcuni conosciuti meglio di altri ma pur sempre amici e colleghi. Insieme abbiamo accolto la proposta e abbiamo deciso di preparare il nostro bagaglio e partire per un vero e proprio viaggio, fatto di tappe, fermate, stazioni, che ci permetteranno di avvicinarci sempre più al capolinea. Tutto ciò potrete farlo anche voi insieme a:

Appunti di una giovane reader
La Biblioteca di Eliza
Due lettrici quasi perfette
Leggere in silenzio
La lettrice sulle nuvole
La Libridinosa
La spacciatrice di libri
Mr Ink: diario di una dipendenza
Scheggia tra le pagine

A questo punto è doveroso ringraziare, nuovamente, gli organizzatori che hanno pensato di coinvolgervi in questa esperienza emozionante. Noi, dal canto nostro, non vediamo l'ora di iniziare. Manca pochissimo!

*piccolo siparietto*
Abbiamo pensato di mantenere il tono di questo post su un livello abbastanza serioso ma, alcuni di noi, seriosi non lo sono affatto. Per questo motivo abbiamo deciso di concludere in bellezza raccontandovi in poche righe quale sia stata la nostra effettiva reazione una volta appresa la notizia…

Ora vi racconto come ho scoperto io di questa ghiotta occasione...

drrrrriiiiiiiinnn *suona il telefono* 
(va beh non fa proprio così ma da l'idea)
Io: Pronto?
Laura: LALLLLLLLLLLLLLLLIIIIIIIINOIBLOGGERPREMIOBANCARELLAOPOPMUOVITISUBITO!!!!

Eh si, la bella notizia me l'ha data con il suo consueto aplomb proprio Laura La Libridinosa. Io ammetto che all'inizio non c'ho capito un ciufolo e poi ho iniziato a fare il famoso 2+2... No aspetta, quel Premio Bancarella? Proprio quello? Prima ho saltellato per mezza casa che pure il cane mi guardava storto (e cercava probabilmente il modo di girare la situazione a suo favore per ottenere un biscotto) e poi munita di telefono con le immancabili cuffie, carta e penna ho passato le due ore successive a programmare questo e quello con Laura. 

Ecco qua, per il momento è tutto, volevamo darvi la notizia. Però state allerta perchè presto vi parleremo del premio, dei retroscena e soprattutto dei libri che concorreranno. Ci divertiremo un sacco!!

Alla prossima


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