Buongiorno lettori,
dopo un fine settimana che non mi ha lasciato molto tempo per leggere, ieri ho finalmente avuto una giornata tranquilla a casa che mi ha permesso di ultimare la lettura de Il segreto di Black Rabbit Hall di Eve Chase (per la cui copia ringrazio l'ufficio stampa Rizzoli^^). Ecco a voi la recensione.
Il segreto di Black Rabbit Hall
di Eve Chase
Rizzoli | 397 pagine
ebook €9,99 | cartaceo €19,00
12 gennaio 2017
Scheda Rizzoli
Trama
Amber Alton sa che il tempo scorre in modo diverso a Black Rabbit Hall, la grande casa famiglia dove lei, il suo gemello Toby, i piccoli Kitty e Barnes trascorrono le estati e le vacanze. Vacanze all'insegna della libertà , delle corse scalzi sulla spiaggia o tra i boschi. Il tempo a Black Rabbit Hall è immobile, eterno, nessuno fa caso agli orologi e sembra non accada mai nulla. Eppure una notte tempestosa qualcosa succede, qualcosa di terribile, e niente più è come prima. Sono passati oltre trent'anni quando Lorna arriva a Black Rabbit Hall, decisa a sposarsi in Cornovaglia, in una di quelle maestose e austere residenze che hanno il sapore di un'altra epoca. E un incontro col passato degli Alton, un'immersione totale, sconvolgente, nella stagione felice di una famiglia che sembra essersi dissolta tra le sale ormai fredde e umide, i soffitti crepati, le stanze polverose di quella grande casa. È tra quelle camere che Lorna scopre l'urgenza di capire cosa è accaduto a quei bambini e al tempo stesso di trovare risposte al proprio passato, disseppellendo ricordi e immagini della sua infanzia e della madre adottiva, scavando nei segreti che ancora segnano la sua famiglia. Con un romanzo intriso di atmosfere gotiche, Ève Chase ci conduce in un viaggio affascinante nel cuore di due donne, separate dai decenni eppure irrimediabilmente legate in un nodo di misteri e non detti che avvolge ogni pietra, ogni soglia, ogni gradino di Black Rabbit Hall.
Lo dico sempre a papà che Black Rabbit Hall è il solo punto fermo di questo mondo folle che cambia in continuazione. E' il nostro porto sicuro, il posto della felicità , vero, Amber?
Oh quanto mi piacciono le storie che hanno delle vecchie case non solo come ambientazione, ma come vere e proprie protagoniste! Non ha fatto eccezione questo romanzo primo dell'inglese Eve Chase. Black Rabbit Hall è infatti una grande casa della Cornovaglia, di quelle ancestrali magioni che sorgono vicino alla costa, che sembrano perennemente sferzate dai venti, in cui l'aria è impregnata della salsedine del mare e del marcio che l'umidità produce. Un posticino allegro insomma. Ma è anche un luogo in cui il tempo sembra fermarsi, in cui le storie di famiglia sembrano trovare il loro nascondiglio: ciò che succede a Black Rabbit Hall rimane a Black Rabbit Hall (o al Fight Club... va beh, stessa cosa, tranquilli, perchè anche qui ci si scanna mica poco).
La storia viaggia su due linee temporali. E' la fine degli anni '60 e la famiglia Alton si trasferisce per le vacanze nella casa di famiglia. Qui dove non sembra mai accadere niente, dove le giornate passano pigre tra una passeggiata in spiaggia e le corse dietro i famigerati conigli della proprietà , succede la prima tragedia: Mrs Alton cade da cavallo durante un temporale e muore, lasciando dietro di se una famiglia allo sfascio, un marito disperato che non riesce a sopportare il fardello di crescere i figli, due gemelli, Amber e Toby, e due bambini più piccoli.
Ai nostri giorni Lorna è alla ricerca del luogo perfetto per celebrare il suo matrimonio con Jon. Ricorda che la madre, morta da poco, da piccola la portò a visitare una grande casa nella Cornovaglia, perchè non dargli un'occhiata? Lorna è tremendamente attratta da questa casa strana, lontana e mal ridotta, in cui ci si stupisce come possa ancora viverci qualcuno, figurarsi celebrarci addirittura un matrimonio.
Da questi due punti di partenza si dipana una grande storia di famiglia, fatta di invide e di paure, di lotte per imporsi e per non dimenticare. Queste due linee temporali viaggiano parallele per gran parte del romanzo per poi unirsi nel finale, sinceramente abbastanza intuibile (nonostante il tentativo di depistaggio.. mica ci sono cascata eh! No no!) ma che comunque mi è piaciuto per il suo senso di appagamento. Sembrerebbe un finale da e vissero tutti felici e contenti ma non è così. Perché dopo tutto ciò che è successo è difficile dire chi ha vinto e chi ha perso, chi è felice e chi no.
Splendida la voce narrante della parte ambientata nel passato: Amber. Nella sua adolescenza ci mostra la sua famiglia, la sua casa in modo molto viscerale: la spensierata gioia familiare di quando la madre è ancora viva, dettata dai giochi dei bambini e dai baci rubati dei genitori, in cui ogni giorno era un'avventura e ogni momento un attimo di felicità ; la cupezza della casa lasciata a se stessa nel periodo (breve per Mr Alton) di lutto; e infine il drastico cambiamento che tutto ha con l'arrivo di Caroline, l'archetipo della matrigna, che vuole letteralmente strappare la ex Mrs Alton non solo dal cuore del marito, ma anche dalle menti e dall'aspetto dei figli, dalle pareti della casa, dall'aria stessa della Cornovaglia. In fondo non si può non provare simpatia per questa ragazzina che si trova dall'oggi al domani a fare da madre ai fratellini più piccoli, a tenere a bada il gemello Toby che si diverte a girare con un coltello in tasca (quanto lo avrei voluto uccidere con le mie mani....), ad esser forte per alleviare le sofferenze paterne. A tutto questo sulle spalle della povera Amber si accavallano anche i tentativi di mantenere vivo il ricordo della madre e l'irrefrenabile processo di crescita che la sta portando a diventare una vera donna, sempre più simile alla sua amata mamma.
Sinceramente non mi aspettavo questo da questo libro, immaginavo una storia diversa, più leggera forse, ma anche meno da adulti (se così possiamo dire). Invece, sono stata contenta di trovare un romanzo così, misterioso ma anche con una profonda analisi dei sentimenti, con personaggi particolari e affatto banali, con un pizzico di sentimento (poco romantico e più carnale) e anche un po' di quella brutalità selvaggia che ben si adatta ad una atmosfera e una ambientazione così indomita.
Voto
Alla prossima








