Recensione: Le terme dell'Indirizzo - Cristina Cassar Scalia
Buongiorno lettori!
In questi giorni mi sto veramente riposando, guardo tv, film, leggo un pochino, ma tutto con calma e tranquillità. Che bello! Finalmente.
E leggendo leggendo ho recuperato anche l'ultimo libro uscito della serie di Vanina Guarrasi, Le terme dell'Indirizzo di Cristina Cassar Scalia.
LE TERME DELL'INDIRIZZO
(Vanina Guarrasi, #11)
di Cristina Cassar Scalia
Einaudi | Stile Libero | 240 pagine
ebook €11,99 | cartaceo €18,00
19 maggio 2026
Non fosse per i problemi che angosciano i suoi amici più cari, Vanina starebbe attraversando un buon periodo; persino la relazione con il pm Paolo Malfitano pare aver raggiunto il giusto equilibrio. È proprio mentre si sta godendo qualche giorno di riposo con lui che, fra le rovine delle terme dell'Indirizzo, un complesso di età imperiale nel centro del capoluogo etneo, viene ritrovato il cadavere semicarbonizzato di un uomo cui hanno sparato un colpo alla testa. I suoi effetti personali sono andati distrutti, solo il viso, miracolosamente scampato alle fiamme, permette alla polizia di riconoscerlo: è un senzatetto che tempo addietro era stato aggredito dagli scagnozzi di un potente clan mafioso. La direzione delle indagini sembra segnata, ma la Guarrasi non è tipo da fermarsi alla prima ipotesi. Con l'aiuto della sua squadra - per l'occasione rinforzata - e dell'immancabile ex commissario Biagio Patanè, comincia a esplorare nuove piste, che si intrecciano a episodi mai del tutto chiariti, fino a ricostruire una storia sorprendente.
Ormai lo sapete: Cristina Cassar Scalia per me è una certezza e una coccola. La sua Vanina è un personaggio che mi piace e che mi affascina sempre di più, libro dopo libro. E in questo nuovo appuntamento anche la storia mi ha conquistata più della precedente.
Vanina è felice. Per la prima volta da quando la conosciamo, tutto sembra andare per il verso giusto, soprattutto con Paolo. Cavoli, è riuscita addirittura a concedersi qualche giorno di meritate ferie! Tra Palermo e Catania, un piacevole andirivieni che l'ha rimessa in pace con il mondo, senza però farle dimenticare il conto ancora aperto con la malavita palermitana e con quel Bazzuga che, già una volta, è riuscito a sfuggire alla cattura grazie a una talpa.
Ma mentre le indagini palermitane proseguono, Vanina e la sua squadra devono rientrare al lavoro per occuparsi di un nuovo caso: un senzatetto viene ucciso e il suo corpo bruciato all'interno delle terme romane dell'Indirizzo. Anche qui tutto sembra avere a che fare con la malavita e Vanina vorrebbe evitare di immischiarsi anche nelle faccende della criminalità organizzata catanese. Ma, come sempre, le cose non sono mai come sembrano e, scavando a fondo, il vicequestore finisce per trovare nel passato la chiave per arrivare alla verità.
Forse questo è uno dei libri più equilibrati tra quelli dedicati a Vanina, soprattutto se guardiamo agli ultimi pubblicati. C'è un caso bello corposo e interessante, che affonda le radici nel passato e richiede indagini, domande e ragionamenti. Ma c'è anche la vita privata di Vanina e delle persone che le stanno intorno, c'è l'amore e c'è quel desiderio di giustizia che da sempre muove il vicequestore della Mobile di Catania nella ricerca dell'ultimo degli assassini di suo padre: quel Bazzuga che per tanto tempo è stato dato per morto.
Nel precedente appuntamento era proprio questo equilibrio a essermi mancato di più. La lontananza di Paolo aveva sottratto alla storia quelle parentesi che ci permettono di staccare per un momento dalle indagini e di lasciarci trasportare anche dalle vicende personali dei protagonisti. In questo nuovo romanzo, invece, Vanina è finalmente serena: ha smesso di scappare e di rincorrere e, per la prima volta, riesce a fermarsi e a godersi ogni momento possibile di questa nuova vita. Non è qualcosa a cui è abituata, ma sta imparando a farlo. E vederla così, finalmente più in pace con se stessa, è una bella soddisfazione.
I pensieri, però, non mancano mai, soprattutto quando si tratta di Giuli e Adriano. Ed ecco un altro aspetto che apprezzo molto nei libri di Cassar Scalia: la capacità di inserire storie parallele al filone principale in modo naturale e coerente, senza snaturare né l'una né l'altra e senza dare mai l'impressione di incastrarle a forza nella narrazione. In questo modo si riesce a seguire tutte le vicende che l'autrice ci propone, ad affezionarsi ai diversi personaggi e a entrare in sintonia con loro, trovando spazio per le loro storie anche mentre si cerca di capire chi sia il colpevole.
E il caso? Questa volta ci troviamo di fronte a un'indagine bella tosta, ambientata in un complesso termale romano, uno scorcio di Catania un po' nascosto tra stradine strette e tortuose, non proprio facile da raggiungere. Anche la storia che si cela dietro l'omicidio è tutt'altro che semplice: affonda le radici in un passato relativamente recente e si sviluppa in una direzione che ho apprezzato molto, sia per quel tocco di mistero che, permettetemi, mi ha ricordato Majorana, sia per il lato profondamente umano che emerge dalle vicende raccontate.
Perché, in fondo, è proprio questo che rende speciali le storie di Vanina: dietro ogni indagine, ogni segreto e ogni delitto ci sono persone, scelte e ferite che il tempo non sempre riesce a cancellare. E mentre Vanina continua a cercare la verità sugli altri, noi non possiamo fare a meno di seguirla, pagina dopo pagina, anche nel suo personale tentativo di fare pace con il passato.
Alla prossima












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