Recensione: I tramezzini di Rocco Schiavone - Antonio Manzini
Buongiorno lettori!
Ma quanto tempo è passato? Meglio non guardare che mi sale l'ansietta. Come ogni anno sparisco un pochino ma torno, torno sempre, una zecca sono. Che cosa avete fatto di bello quest'estate? Io ho lavorato un botto ma vi devo dire che per la prima volta da anni è stata una stagione tranquilla, o meglio in cui io mi sono sentita serena. Chissà com'è? Comunque, stagione finita, ora mi riposerò un pochino e poi riprenderò ma sono poche ore a settimana e poi da gennaio... vabbè, ma di questo poi parleremo (magari su IG).
In queste settimane ho incredibilmente letto (ve l'ho detto che è stata una stagione stupefacente!) quindi ho un po' di recensioni che spero di recuperare. Ma iniziamo dalla fine, dalla mia ultima lettura. Ma che esce Rocco e secondo voi io non l'ho comprato subito per poi guardarlo ogni sera e impormi di non iniziarlo per non rovinarmelo con una lettura a singhiozzo? Naaaaaaa. Ma ora è arrivato il suo turno, perciò ecco a voi la recensione de I tramezzi di Rocco Schiavone di Antonio Manzini.
I TRAMEZZINI DI ROCCO SCHIAVONE
di Antonio Manzini
Sellerio Editore | La memoria | 320 pagine
ebook €10,99 | cartaceo €16,00
26 maggio 2026
Una raccolta di racconti inediti che vedono protagonista Rocco Schiavone, tra l’infanzia e la maturità, Roma e Aosta, la nostalgia e il dolore.
L’amicizia con i compagni di Trastevere, prima da bambini e poi da adolescenti, eterni ragazzi di strada e di vita, sempre sospesi tra sfrontatezza e crimine. L’incontro inaspettato con la moglie Marina, in una tempesta di emozioni e presagi. Lo sdegno morale di fronte a un organizzatore di matrimoni, un wedding planner che sembra destinato a una brutta fine. Le pulsioni erotiche di un giorno di noia smisurata. La guerra e la Resistenza, le figurine dei calciatori, i sogni dell’infanzia. I morti ammazzati, i segreti di famiglia, la fatica di mettersi ancora una volta al lavoro su un nuovo caso. L’affetto e lo sprezzo per i colleghi, il rigore di chi cerca sempre la verità e applica una costante disubbidienza alla stupidità e all’ingiustizia. In queste storie Antonio Manzini sembra ripercorrere un cammino iniziato tredici anni fa con Pista nera creando un personaggio e un mondo in cui convivono umorismo e dramma, suspense e sensibilità, fotografia della realtà e rovesciamento tragicomico. I Tramezzini sono un punto di arrivo, e di rinnovata partenza.
4,5...Ricomincio da Rocco
Oramai lo sapete: io non sono una da giri di parole infiniti, quindi ve lo dico subito: è una raccolta di racconti. Bon, il peggio è fatto.
Antonio Manzini ha usato questo nuovo appuntamento con il vicequestore di Aosta per rendere, insieme, un tributo al suo personaggio e ad Andrea Camilleri. Tanto Montalbano aveva gli arancini, tanto Rocco ha i tramezzini, rigorosamente coperti dal tovagliolo. Due modi diversi per parlare della stessa cosa: il ricordo.
E questo sono proprio i tramezzini: che siano al tonno e carciofini o pomodoro e mozzarella, sono il veicolo con cui l'autore riporta al lettore sprazzi di ricordi, lontani e/o recenti, che hanno portato Rocco a essere il vicequestore Schiavone.
Ritroviamo quindi un Rocco bambino che si fa raccontare storie dal barbone che vive nella macchina sfasciata del padre appena morto, oppure un Rocco adulto che si ritrova legato mani e piedi a un letto, in un mettersi a nudo tanto figurato quanto oggettivo, che lo ricollegherà ad un altro se stesso.
Ma incontriamo anche la prima apparizione di Marina e i primi "lavori" con Brizio, Furio e Sebastiano. Incontriamo, insomma, un Rocco nella sua totalità, in tutte le sue sfaccettature.
In appena nove racconti, Manzini ci ha regalato un vero e proprio riassunto del personaggio Schiavone, dagli albori ai giorni nostri. Per questo dicevo che, insieme a Camilleri, rende omaggio anche al suo personaggio: ce lo ripropone in un'altra forma, ma sempre nelle stesse vesti, per ridarci un Rocco che conosciamo ormai bene e, allo stesso tempo, farcelo riscoprire.
L'unica pecca, forse, è che alcuni racconti sono più incisivi e immediati di altri, ma devo dire che è stato bello riprendere le fila del personaggio Rocco Schiavone, rispolverando non solo il suo passato, ma anche i suoi ricordi, le stradine di Trastevere, le amiche della mamma, i racconti dei parenti degli amici, ma anche le indagini che possiamo considerare un po' alternative.
A tutto questo posso aggiungere che Manzini è riuscito a farmi leggere dei racconti, cosa da non poco (io faccio sempre un po' fatica con i racconti...).
Bravo, dotto'!
Alla prossima








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