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La Biblioteca di Eliza

Buongiorno lettori!
Il libro di cui vi parlerò in questo freddo giovedì mattina è uno di quei libri che ho avuto in Wish List da anni e di cui rimandavo sempre l'acquisto, preferendo buttarmi sull'ultima uscita di turno. A dicembre, in una sfrenata sessione di shopping notturno (sfrenata ora, un libro ho preso...), ho comprato L'indipendenza della signorina Bennet di Colleen McCullough e ho voluto leggero subito. Ecco, diciamo che era meglio lasciarlo ancora là ad aspettare...


Buongiorno lettori!
Anche per questo mese è tempo di pulizie (questa volta veramente di primavera) con la rubrica Bookswiffer! Mastrolindo spostati con la tua tutina bianca, ci siamo noi! Io, Laura La Libridinosa e la Bacci di Due lettrici quasi perfette, pronte a mettere mano alle nostre librerie, raggiungere gli angoletti più polverosi e tirare fuori libri convinti di potere andare in pensione mai letti e mai aperti. Eh no! Ogni mese ognuna di noi tira fuori ben 5 libri tra cui le altre sceglieranno per lei una prossima lettura. La mia cinquina per questo mese era: 

  • L'uomo nero e la bicicletta blu - Eraldo Baldini, Rizzoli Bur
  • Signore e signori - Alan Bennett, Adelphi
  • Il party - Elizabeth Day, Neri Pozza
  • Il mio anno di riposo e oblio - Ottessa Moshfegh, Feltrinelli
  • Una rivoluzione sentimentale - Viola Ardone, Salani
Hanno scelto per me *rulloditamburiinutileperchèc'èscrittoneltitolo* L'uomo nero e la bicicletta blu di Eraldo Baldini.


L'UOMO NERO E LA BICICLETTA BLU
di Eraldo Baldini
Rizzoli Bur | Contemporanea | 266 pagine
ebook €6,99 | cartaceo €14,00
1 ottobre 2019 | scheda Rizzoli Bur

È il 1963 in un piccolo borgo della campagna romagnola, dove il tempo sembra essersi fermato. Gigi ha 10 anni e a farlo sognare sono la bicicletta blu da ventimila lire vista in una vetrina, e che la sua famiglia non può permettersi, e la sua amica Allegra, figlia del direttore della banca da poco trasferito in paese. Il padre vende bestiame, ma gli affari vanno male, il nonno, reduce della prima guerra mondiale, impugna il fucile a ogni occasione e il diabolico fratellino Enrico riesce a spacciarsi per un angioletto e ad averle sempre tutte vinte. Gigi si inventa mille lavori per comprarsi l'oggetto dei suoi sogni, muovendosi in un mondo pieno di personaggi sgangherati, come il Carlino con il suo testicolo enorme, il "Morto" che, dato per defunto, era poi ricomparso tra lo sconcerto generale, e la vecchia "Tugnina", con le sue favole, invariabilmente concluse dall'Uomo Nero che si mangia tutti. Fino a quando, in un pomeriggio di ottobre, l'Uomo Nero esce dalle fiabe per porre fine alla spensieratezza dell'infanzia. E quel meraviglioso 1963 diventa l'anno in cui tutto cambia.
Buongiorno lettori,
mentre leggete queste righe io sono in viaggio verso la stazione per andare a casa di Laura La Libridinosa. Passeremo un fine settimana in compagnia e, se ve lo state chiedendo, sicuramente andremo in libreria... ma non solo! Tiene d'occhio Instagram e Facebook perché sicuramente vi faremo vedere qualche bella foto.
Dopo una pausa di qualche giorno torno con una nuova recensione. La pausa è dovuta alla lettura di un'anteprima di cui vi parlerò settimana prossima. La recensione invece riguarda il libro che mi ha tenuto compagnia in questi ultimi giorni e soprattutto la notte visto che il sonno tarda ad arrivare a volte (per poi ripresentarsi bello giulivo la mattina). Il libro in questione è Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop di Fannie Flagg.

Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop
di Fannie Flagg
Bur Biblioteca Univ. Rizzoli | Narrativa | 362 pagine
ebook €5,99 | cartaceo €10,00
19 aprile 2000 | scheda Bur

TRAMA
Vero e proprio caso editoriale, Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop è un piccolo capolavoro che molti lettori hanno scoperto e amato anche grazie all’omonimo fortunato film dei primi anni Novanta. Coniugando uno humour irresistibile alla rievocazione struggente di un mondo che non c’è più, Fannie Flagg racconta la storia del caffè aperto in un’isolata località dell’Alabama dalla singolare coppia formata da Ruth, dolce e riservata, e Idgie, temeraria e intraprendente. Un locale, il loro, che è punto di incontro per i tipi umani più diversi e improbabili: stravaganti sognatori, poetici banditi, vittime della Grande Depressione. La movimentata vicenda che coinvolge Ruth e Idgie, implicate loro malgrado in un omicidio, e la tenacia che dimostrano nello sconfiggere le avversità, donano a chiunque segua le loro avventure la fiducia e la forza necessarie per affrontare le difficoltà dell’esistenza.


Come spesso mi capita con i libri in serie uso un ordine tutto mio. Fannie Flagg l'ho scoperta tardi e soprattutto con l'ultimo libro finora pubblicato in Italia, Voli acrobatici e pattini a rotelle. L'ho ritrovata con Miss Alabama e la casa dei sogni (terzultimo pubblicato) e poi di nuovo con Torta al caramello in paradiso (penultimo). E ora vuoi non fare un bel salto indietro e leggere il primo libro di questa scrittrice americana? Grazie a Lea e alla Bacci e al loro meraviglioso regalo di compleanno ho in casa tutti i volumi che mi mancano da leggere e quindi ho pensato per una volta di seguire il filo logico e di leggere il libro che ha reso veramente famosa la Flagg, con tanto di film candidato agli Oscar (due candidature, una proprio per la sceneggiatura non originale).

Come sempre accade con la Flagg ci troviamo a viaggiare su due fili narrativi. Nel primo siamo negli anni '80 in una casa di riposo dell'Alabama dove Evelyn Couch va a trovare la suocera controvoglia e un po' costretta. Evelyn non è una donna felice, costretta dai dettami della società e dal senso del dovere. Un giorno mentre si nasconde dalle nuove fissazioni della suocera si imbatte in una bizzarra ospite del ricovero, la signora Threadgoode, che inizia a raccontarle la storia della sua vita, dei suoi conoscenti e familiari. E qui si apre il secondo filone narrativo, quello ambientato a Whistle Stop dagli anni '20 in poi. Qui il racconto si concentra su Ruth e Idgie, le due proprietarie del caffè della cittadina. Una vita, la loro, fatta di amore e sintonia, ma anche di lotte e eventi drammatici.

L'ambientazione che la Flagg ci propone è sempre quella della sua Alabama, un mondo che a noi può sembrare strano, in cui tutti si conosco e si aiutano, in cui il vicino di casa certamente è pronto a spiarti da dietro la tendina ma poi ti aiuta ad organizzare il barbecue nel giardino di casa, in cui il giornale locale parla del gatto smarrito della signora che abita in fondo alla via principale e in cui i bambini ancora giocano per strada. E' il mondo che grazie ai suoi libri già conosciamo e che qui ho incontrato nuovamente con piacere ma anche con una certa perplessità. Quello che fa di questo libro qualcosa di particolare è l'incontro tra tematiche trattate e modo di presentarle al lettore. Qui infatti la Flagg ci da dentro con i temi alti, di quelli che forse non ti aspetteresti in questa amena provincia del sud degli Stati Uniti: omosessualità, razzismo, condizione femminile, classismo, la grande Depressione. Insomma, temi affatto leggeri che però l'autrice ha proposto al lettore con il suo solito stile leggero e un po' scanzonato, lasciandogli quasi il dubbio di aver frainteso. E, ahimè, un po' qua sta il mio cruccio su questo romanzo, la cosa che mi ha un po' lasciato perplessa. Che la Flagg ci proponga una comunità quasi idilliaca in cui tutti si aiutano, si vogliono bene e collaborano è cosa risaputa, tuttavia secondo me qua un po' lo scivolone c'è: possibile che tutti accettino tutti? Che l'omosessualità sia così largamente accettata? Che il razzismo sia presente ma quasi non preso sul serio e spesso lasciato correre? Che addirittura i membri di gruppi "salvatori della razza" vengano dipinti come un gruppo di eccentrici elementi che più che altro si radunano per mascherarsi? Non so, non ho letto una vera condanna a queste e altre situazioni. Non so se tutto ciò mi sia saltato all'occhio perché dopo già tre libri della Flagg inizi un po' ad abituarmi a questo suo modo di fare e di conseguenza mi risultino più evidente le pecche che i pregi, sta di fatto che ho passato più tempo a lambiccarmi il cervello su questi particolari che sulla storia in se.
Molto più belle le parti con Evelyn e la signora Threadgoode negli anni '80, lì mi sono divertita e anche affezionata a queste due donne.

Resta il fatto che la Flagg ha un modo di scrivere unico nel suo genere, del tutto personale e penso inimitabile. Aprire un suo libro significa essere proiettati letteralmente in Alabama ed essere circondati da una miriade di personaggi. La scrittrice infatti con i personaggi non si limita, riempie la scena e, se all'inizio si annaspa un po' tra i tanti nomi da ricordare, diventano presto amici e vicini. La Flagg ti fa diventare parte della comunità che racconta e ti fa sentire l'odore dei piatti cucinati. Eh si, perché la cucina ha ovviamente un ruolo centrale in tutti i suoi libri. Qui, il caffè di Ruth e Idgie diventa perno in cui ruotano tutte le esistenze e i pomodori verdi fritti tornano  anche sul finale sotto forma di ricetta. Insomma, la Flagg ci prende spesso per la gola, ma ogni volta con i suoi libri sembra proprio di sentire un buon odorino aleggiare nell'aria.

In conclusione: la Flagg è la Flagg, e non si discute. Però, non so, non mi ha convinta del tutto questo libro. E' come se sentissi tra le sue righe quello che verrà, i romanzi che scriverà, ma che qui ancora sono un pochino acerbi. Non me ne volere Fannie, anche perché hai ancora ben quattro libri per sbugiardarmi e farmi ricredere!

Alla prossima







Buon venerdì lettori!
Durante le vacanze, anzi proprio nei due giorni a cavallo di Ferragosto, ho avuto il piacere di riprendere in mano il libro di una autrice che ho molto amato  in passato, Fannie Flagg. Piano piano sto leggendo tutti i suoi libri (anche s ere ne mancano ancora diversi... ma piano piano...), anche perché hanno delle copertine bellissime. Oggi vi parlo di Torta al caramello in Paradiso.



Torta al caramello in Paradiso
di Fannie Flagg
Bur | Narrativa | 372 pagine
ebook € | cartaceo €10,00
10 giugno 2009


Trama. La vita è proprio strana... Lo può ben dire l'ultraottantenne Elner Shimfissle, che un momento prima si inerpica sulla scala per raccogliere i fichi dall'albero e un momento dopo si ritrova a terra, priva di sensi dopo essere stata punta da uno sciame di vespe. I vicini la soccorrono subito e la portano in ospedale dove purtroppo i medici non possono far altro che constatarne il decesso. Alla notizia, parenti, amici e l'intera comunità della cittadina di Elmwood Springs sono colti da un'infinita tristezza e da un rimpianto inconsolabile: con i suoi saggi consigli e la sua purezza di cuore quella generosa e intrepida vecchietta era stata un punto di riferimento prezioso per tutti. Iniziano i preparativi per il funerale e da tutto il paese arrivano fiori e condoglianze. Ma nessuno ha fatto i conti con la defunta... Elner, stesa su una barella in camera mortuaria, apre gli occhi con l'impressione di sentirsi molto meglio e, benché stupita che nessuno si accorga più di lei, si alza, esce dalla porta, percorre il corridoio fino a un ascensore, vi sale e, dopo un viaggio che ha dell'incredibile, si ritrova in Paradiso a vivere un'avventura che non si sarebbe mai aspettata, incontrando persone che non avrebbe mai creduto di poter vedere, esaudendo il suo grande sogno: domandare tutto ciò che ha sempre voluto sapere riguardo alla Vita. Ma forse la sua ora non è ancora giunta, ed Elner potrebbe tornare indietro, nel mondo dei vivi, a rivelare qual è il segreto della felicità.


"Bentornata tra i vivi, signora Shimfissle!"
Se ricordate bene nella recensione di Miss Alabama e la casa dei sogni via avevo detto che le storie della Flagg per me sanno sempre di buono. Come non sentire anche con questo libro, dal titolo quanto mai azzeccato, il profumo di torta che cuoce in forno? Lo so, fuori ci sono 30°C, siamo in piena estate eppure... Niente la Flagg per me sa di casa, di lenzuola appese ad asciugare, di gatti panciuti e pigri che dormono all'ombra, di strade tranquille e aiuole fiorite. Le sue storie sono un mito, una chimera, l'ideale di una vita che forse non mi apparterrà mai ma che mi fa sempre piacere sbirciare tra le pagine dei suoi libri. 

Questa volta incontriamo Elner, anziana signora di Elmwood Springs. Elner è una simpatica donnona, rimasta vedova troppo presto, che ha la speciale caratteristica di essere amica di tutti e amata da tutti. Tutti quelli che incontriamo nel racconto hanno un moto di riconoscenza per questa simpatica signora che non fa altro che dare da mangiare agli uccellini, guardare i tramonti con gli amici e preparare marmellate di fichi. Proprio qui inizia la storia, ai piedi del fico che Elner ha in giardino e su cui si è arrampicata per cogliere i preziosi frutti. Punta da uno sciame di vespe, la signora cade e non si riprende, viene data per morta e la costernazione per la sua dipartita è generale. Perché Elmer avrà pure una certa età (quale esattamente non si sa, perchè la Bibbia della madre è sparita) ma nessuno pensava potesse morire così, dall'oggi al domani. Eppure... non è che Elner sia proprio morta morta...

Come sempre la Flagg ha la grande capacità di costruire queste comunità piccole e speciali, in cui ci sono ancora quei cenni di gentilezza e buon vicinato che altrove purtroppo sono spariti. Ad Elwood Springs tutti si conoscono e nel momento in cui Elner muore la notizia dilaga a macchia d'olio e tutti sono sinceramente dispiaciuti. Ma soprattutto tutti hanno un episodio di cui essere grati alla vecchia signora: chi ha avuto un prestito per studiare, chi un porto sicuro a cui approdare, chi una voce amica che ascoltasse un problema. Questo è Elner per la piccola comunità: un'amica, una psicologa, una maestra, una madre e una nonna. Il tocco della scrittrice si vede un po' ovunque ma soprattutto mentre dipinge questo piccolo mondo a se stante in cui ancora si lasciano aperte le porte di casa e i vicini ti lasciano bigliettini di condoglianze/congratulazioni sulla porta. 

La storia è divertente e particolare, ma per una volta devo dire che mi è mancato qualcosa. Mi è mancato quel tocco speciale di mistero che ho invece trovato nelle precedenti letture, tocco che se vogliamo è quasi una cosa in più, non è fondamentale nel racconto, ma rende comunque più spezzato il tutto. Ecco qui non c'è, anche se troviamo un'idea quasi paranormale che mi ha fatto tanto ridere. Brava la cara Flagg, che ha sempre e comunque la capacità di stupirci pur raccontando una storia che ha il sapore di una volta.

Indiscussa protagonista è la cara Elner. Fannie Flagg  mette in scena storie con tanti personaggi, incroci familiari, amici di amici, parenti di amici, tanta gente si muove in queste cittadine dal carattere sonnacchioso, ognuno con un suo ruolo e una sua voce. Non c'è confusione, nessuno sembra un di più. Tuttavia c'è sempre una vera protagonista, una voce più forte delle altre, qualcuno che da il vero significato alla storia. Ebbene qui è proprio Elner, la splendida e speciale Elner, che sembra non fermarsi mai, curiosa e arguta. Elner è la nonna che tutti vorremmo, che prepara la marmellata e guarda il Discovery Channel, che ama tutte le creature che la circondano ma che non si tira indietro quando c'è da difendere qualcuno. E' un personaggio positivo, allegro, mai scontato, con qualche rotella fuori posto ma assolutamente meravigliosa.

Voto

Alla prossima


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