Recensione: ELP - Antonio Manzini

by - ottobre 25, 2023

Buongiorno lettori!
Il mio recupero di letture prosegue spedito e allegro. A giugno è uscito il nuovo libro di Antonio Manzini con protagonista Rocco Schiavone. Non vi dico i santi che ho fatto cadere... e che cavolo ma proprio il 6 giugno doveva uscire?? Ero nel pieno dell'arrivo di alcuni gruppi, lavoravo la domenica, la sera, tra un po' mi trasferivo in ufficio, non sarei mai riuscita a leggerlo e io NON POSSO rovinarmi un nuovo appuntamento con Rocco. Niente, mi limito ad acquistarlo (sia mai non lo compri il giorno dell'uscita che poi il dottor Manzini so che ci resta male...). Ho dovuto aspettare 5 mesi (CINQUE) per leggere ELP ma alla fine... eccomi qui!



Ripenso alle parole di Alberto sulla vita che è meravigliosa, troppo bella per trascorrerla da soli. Forse poi la differenza sta tutta lì. Chi è riuscito a lasciarsi andare e chi invece no, è rimasto fermo, al palo, e la vita s'è limitato a guardarla.

ELP, Esercito di Liberazione del Pianeta. Il nuovo movimento ambientalista sta dilagando, nelle grandi città, in tante regioni, e con la sua protesta è arrivato anche in Valle. Il cerchio con le quattro linee verticali inizia a sbucare qua e là ad Aosta. La protesta è sempre pacifica, i ragazzi urlano i loro slogan in piazza, qualche gallina viene liberata in autostrada, ma il tutto sempre nei limiti. A Rocco stanno simpatici questi giovani che chiedono un mondo più sano e un futuro più pulito. Ci crede un po' anche lui in loro, nella loro visione di un mondo che può ancora essere salvato. La rottura di coglioni del decimo livello però è dietro l'angolo, anzi la doppia rottura perché, nel libro che celebra in un certo senso il decimo anniversario dall'uscita di Pista Nera, Manzini non si è risparmiato e di morti a Rocco ne appioppa ben due, due delitti che paiono lontani ma che sono invece in qualche modo legati tra loro. Una traccia unisce la morte del violento Roberto Novailloz e del manager di successo Simone Ferrazzi, e da bravo segugio Schiavone  la fiuta e la segue, nonostante i depistaggi. 

10 anni sono passati da Pista Nera, 10 anni in cui abbiamo amato e criticato Rocco, abbiamo sofferto con lui e scosso la testa davanti ad alcuni titoli forse meno riusciti ma che nel bene e nel male ci hanno portato qui, a queste ben 500 pagine di indagine e resoconto. Da buon libro dell'anniversario ELP aiuta il vicequestore di Aosta e i suoi lettori a fare un bilancio. 

Noi cerchiamo di capire quanta vita ancora attende questa serie. 10 anni non sono pochi e un po' di stanchezza la ravvisiamo. Eppure questo libro (non chiedetemi il numero che ora tra romanzi, racconti e extra vattelo a ricordare) non mi ha dato il senso di chiusura. Aspettate, fermi, non alzate il ditino per protestare. Lo so che il 31 ottobre uscirà un nuovo libro ma ad occhio mi sembra più un racconto lungo, uno spin off, chiamatelo come vi pare, insomma un'aggiunta per iniziare a tirare le fila dei millemila fili narrativi che in questi anni ci hanno appassionati. Tuttavia sono convinta che Rocco non sparirà lì, tornerà perché qualche risposta ancora ci attende.

Anche Rocco è in vena di bilanci. Il tutto si condensa in quella frase che sul finale inizia a ronzargli in testa: ma tu quando sei felice sai di esserlo? Eh bella questa. Rocco inizia a mettere sulla bilancia gli anni passati, la sua vita con Marina e con le altre donne della sua vita, il suo essere poliziotto ma anche l'uomo di Trastevere che con Brizio, Furio e Sebastiano seguiva una vita tutt'altro che pulita. E da questo ribollir di pensieri Schiavone si scontra con qualcosa che aveva sempre cercato e che ora gli va stretto, lo comprime e lo soffoca: la solitudine. 

ELP riesce a darci ( e ora sedetevi che questa è complicata da spiegare) meno Rocco e più Schiavone, ma ci fa capire più Rocco e meno Schiavone. Ehh non ve la aspettavate vero? Si lettori, sono ispirata oggi! In questo libro forse abbiamo meno privato del protagonista, anzi in alcuni punti viene quasi scavalcato da personaggi che mai avremmo pensato Manzini potesse mettere sotto l'occhio dei riflettori, D'Intino fra tutti (anche voi vorreste mettere la crema depilatoria nello shampoo di Pupa? No perché mi ha fatto salire un nervoso...). Eppure in qualche modo capiamo molto più il vicequestore qui rispetto ai libri precedenti, più generosi di notizie ma più avari di sentimenti, di ragionamenti. Non so, ma un Rocco che si questiona sulla solitudine, sulla felicità, che cerca l'amicizia, passata o presente, che ragiona su Sandra e Caterina, che sente ancora una Marina che doveva sparire e che invece sempre qua sta, mi ha aperto il cuore, mi ha fatto sentire tutta la sua stanchezza, la sua depressione, ma anche la sua voglia di un cambiamento, di mettere dei punti. 

Che poi ve lo posso dire lettori? Che sia l'ultimo, che non sia l'ultimo libro poco importa. Manzini in questi 10 anni ci ha dato una storia bella, un personaggio che amiamo sia per i suoi lati oscuri sia per il suo senso di giustizia strano, particolare, pieno di ma, ma comunque forse più vicino a quello che prova la stra grande maggioranza di noi. Rocco o lo si ama o lo si ama e con questo libro abbiamo fatto un salto indietro proprio di 10 anni, a quei primi libri e agli inizi di tutto, abbiamo ritrovato un protagonista che ha ripreso a tribolare con i suoi pensieri, a ritrovarsi quella polvere appiccicata addosso, ma che inizia anche a farsi domande, a porsi dei dubbi e forse finalmente a darsi qualche risposta. 
A presto Rocco, non ti libererai facilmente della sottoscritta (me lo merito almeno un nono livello?)!

Non si fa che parlare dell'ELP, l'Esercito di Liberazione del Pianeta. Il vicequestore Rocco Schiavone guarda con simpatia mista al solito scetticismo ai gesti clamorosi di questi disobbedienti che liberano eserciti di animali d'allevamento in autostrada. Semmai è incuriosito dal loro segno di riconoscimento che si diffonde come un contagio tra ragazze e ragazzi. La vera violenza sta però da un'altra parte e quando Rocco viene a sapere di una signora picchiata dal marito non si trattiene, «come una belva sfoga la sua rabbia incontenibile»: «un buon suggerimento» per comportamenti futuri. Solo che lo stesso uomo l'indomani viene trovato ucciso con un colpo di pistola alla fronte. Uno strano assassinio, su cui Schiavone deve aprire un'inchiesta da subito contorta da fatti personali (comici e tragici). Per quanto fortuna voglia che facciano squadra clandestinamente anche i vecchi amici senza tetto né legge di Trastevere, Brizio e Furio, che corrispondono al suo naturale sentimento contro il potere. Nel caso è implicata una società che sembra una pura copertura. Ma dietro questa copertura, qualcosa stride e fa attrito fino a bloccare completamente Rocco sull'orlo della soluzione del caso. Intanto crescono in aggressività gli atti dell'ELP fino a un attentato che provoca la morte di un imprenditore di una fabbrica di pellami. Indagando, Rocco si rende conto che forse, dal punto di vista della sensibilità ambientale, sullo stabilimento non c'è molto da ridire. Ma perché i «simpatici» ambientalisti sono giunti a tanto? ELP è particolarmente narrativa e mette sotto un unico segno due casi e due inchieste. Le riunisce lo sfondo di calda attualità sociale. Anche il brusco vicequestore è più ombroso e stanco, sente più acutamente quanto importante sia l'amicizia, e deve investire nell'indagine tutta la sua irruente e sincera passionalità, e tutta la tenerezza della sua invincibile malinconia.

ELP
(Rocco Schiavone, #12)
di Antonio Manzini
Sellerio Editore | La memoria | 535 pagine
ebook €10,99 | cartaceo €17,00
6 giugno 2023 | link Amazon affiliato

Alla prossima




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