Il club del Libro - Recensione: Rebecca la prima moglie - Daphne du Maurier

Buongiorno lettori!
Secondo appuntamento con il club del libro. Un nuovo titolo è stato spuntato dal nostro elenco. Il risultato è stato un po' così. Si tratta di Rebecca la prima moglie di Daphne du Maurier.


 

La padrona di Manderley continuava a essere Rebecca. Rebecca era la vera signora de Winter. Io qui non c'entravo nulla.

Da Rebecca la prima moglie mi aspettavo l’ossessione, l’inquietudine, il dubbio. A lettura terminata mi viene da dire che non ho propriamente trovato ciò, ma altro. 

La narratrice è una giovane donna, rimasta orfana troppo presto che, cercando un lavoro, finisce col fare la dama di compagnia della signora Van Hopper. La narratrice non ha nome e mai lo avrà lungo tutto il romanzo. In trasferta a Monte Carlo incontra Maxim de Winter, neo vedovo e ricco proprietario di Manderley. Maxim è un uomo strano, dall’umore mutabile, a volte orso a volte anima della festa, a volte dolce e premuroso, altre inquietantemente silenzioso. In pochi giorni tutto corre veloce e i due si sposano e tornano a Manderley. La narratrice arranca in questa nuova vita, è troppo timida, troppo inesperta, non ha il piglio del comando, è remissiva e intimorita da quella casa così grande e ricca, non è Rebecca. Il nome della precedente signora de Winter è ovunque, sulle pagine di un libro, sulla carta intestata, sulle labbra della signora Danvers la governante, negli occhi degli affittuari, nei sogni della nostra nostra narratrice e nel cuore di Maxim. Il mistero sulla sua morte è fitto, la vivacità della sua vita è ovunque, tutto parla di lei, tutto è suo e di nessun altro. E se non è Rebecca a ricordarglielo lo fa la signora Danvers, due occhi attenti e fissi che la scrutano, la seguono, la valutano. E il loro giudizio può essere solo uno: non è Rebecca. 

Non avevo mai letto il romanzo della du Maurier ma in passato ho visto le varie trasposizioni cinematografiche. Nel libro mi è mancata l’ossessione rappresentata dalla signora Danvers, quel continuo osservare, il girare per la casa, la sua aria superiore, il suo snobismo, cose molto più evidenti nei film. L’autrice introduce questi elementi disturbanti ma non calca la mano, ne lascia il dosaggio all’immaginazione del lettore che quindi li percepirà di più o di meno a seconda della propria disposizione. 

Altra differenza rispetto ai film è il sottolineare continuamente l’autocommiserazione e l’insicurezza della nostra protagonista. Joan Fontaine prima e Lily James poi ci avevano dato una protagonista giovane e timida, impacciata e timorosa del nuovo mondo in cui si trova a vivere. Ma il romanzo ci dà una neo signora de Winter al limite dell’insicurezza patologica, timida al punto dal nascondersi pur di non ricevere gli ospiti, talmente in ansia sui giudizi degli altri da rubare i biscotti per non venir giudicata dalla servitù. È un personaggio così eccessivo in questo suo carattere da risultare irritante, non provi tenerezza per questa ragazzina costretta a interfacciarsi con il fantasma ben più vitale di Rebecca, ti viene voglia di scuterla, di spronarla, di urlare di crescere. È qui che capisci il suo anonimato: tanto sfolgorante e onnipresente è Rebecca (pur non apparendo mai), tanto è sminuita, anonima e invisibile la narratrice; tanto il nome di Rebecca è ovunque, tanto il suo non appare mai. 

Le prime 100 pagine sono tremendamente lente, infarcite di descrizioni di rododendri e piante varie. Sono pagine ostiche, che più di una volta mi hanno fatto pensare “quasi quasi lo mollo”. Ma dategli fiducia alla du Maurier e alla sua protagonista senza nome. Tutte queste descrizioni, sebbene difficili, hanno lo scopo di darci un’ambientazione, di darci un quadro del mondo di Rebecca e dei nuovi de Winter. Resistete, perché subito dopo troverete un romanzo molto più incalzante, in cui gli eventi si susseguono nella loro strana successione, disseminando dubbi e paure, amori e insicurezze, per poi terminare all’improvviso, dandoci tutto. 

Il mistero di Rebecca non è inaccessibile come potrebbe sembrare, anzi la storia è piuttosto semplice, ma questo romanzo ha uno strano misto di elementi che catturano il lettore e gli impongo di finire la lettura. L’ossessiva presenza di Rebecca cattura anche noi tanto da farci immaginare perfettamente lei e quasi per niente la scialba nuova signora de Winter. Può una donna qualunque sostituire Rebecca? Anche il lettore penserà di no, fino all’ultima parte, fino alla svolta e alla rivelazioni finali, fino a quell’albeggiare rosso a occidente.
Durante un soggiorno a Monte Carlo insieme alla signora cui fa da dama di compagnia, una giovane donna, appena ventenne, conosce il ricco e affascinante vedovo Maxim de Winter. L’uomo inizia a corteggiarla e, dopo due sole settimane, le chiede di sposarlo; lei, innamoratissima, accetta con entusiasmo e lo segue nella sua grande tenuta di famiglia a Manderlay. Sembra l’inizio di una storia da favola, ma i sogni e le aspettative della giovane si scontrano subito con la fredda accoglienza della servitù, in particolare della sinistra governante. Eppure non si tratta solo di questo: c’è qualcosa, in quel luogo, che giorno dopo giorno rende l’ambiente sempre più opprimente; c’è una presenza che pervade ogni stanza della magione e che si stringe attorno ai passi dell’attuale inquilina come una morsa silenziosa. È Rebecca, la defunta signora de Winter, più viva che mai nella memoria di tutti quelli che l’hanno conosciuta e modello inarrivabile per la giovane, che invece si muove impacciata e confusa nella sua nuova esistenza altolocata e mondana. Un fantasma ingombrante che si trasformerà in una vera e propria ossessione per la protagonista, costretta a immergersi nelle ombre del proprio matrimonio e spinta sempre più ai con¬fini della follia, ¬fino a dubitare della propria stessa identità. Fonte di ispirazione dell’omonimo film di Alfred Hitchcock con Laurence Olivier e Joan Fontaine, Rebecca la prima moglie è l’opera più famosa e amata di Daphne du Maurier: un thriller psicologico ricco di suspense e mistero, colpi di scena e ribaltamenti inaspettati, passioni e segreti. Un grandioso romanzo sulla gelosia e sulla memoria, che conduce il lettore tra le pieghe dell’animo umano, là dove si nascondono gli spettri nati dal dolore più atroce e dalle paure più inconfessabili.

REBECCA LA PRIMA MOGLIE
di Daphne Du Maurier
Il Saggiatore | 432 pagine
cartaceo €15,00
15 ottobre 2020 | link Amazon affiliato

Alla prossima




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